Bernalda: Tataranno: “Spiaggia per i disabili, bloccata dall’immobilismo burocratico”

“Era il 17 settembre 2017 quando, a Marina di San Foca, lido La Terrazza, abbiamo concepito un sogno: regalare alla nostra comunità uno stabilimento balneare inclusivo, attrezzato anche per coloro che non hanno la fortuna di essere autosufficienti. Da quel giorno abbiamo lavorato affinché quel sogno si realizzasse a Metaponto per consentire a tutti di godere appieno del nostro splendido mare, peraltro insignito quest’anno della Bandiera blu. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma ci credevamo ed abbiamo intrapreso l’iter che speravamo ci portasse al raggiungimento dell’obiettivo. ” lo scrive in una nota il sindaco di Bernalda Domenico Tataranno.
“Quel giorno, – continua – a Melendugno, avevamo incontrato Gaetano Fuso, ex poliziotto affetto da SLA ed ideatore del primo lido d’Italia attrezzato per i diversamente abili, che collaborava anni fa alla gestione del lido della Polizia di Stato a Metaponto. Abbiamo così pensato di richiedere proprio quello stabilimento alla Polizia di Stato, che, per dare impulso al progetto, in tempi record ha rinunciato alla concessione cedendo il bene allo Stato che altrettanto rapidamente lo ha ceduto alla Regione. Proprio in Regione, nello specifico nell’ Ufficio del Demanio marittimo la procedura si è arenata, nonostante le nostre continue sollecitazioni. Lo scorso 7 novembre, con una nota congiunta indirizzata alla Regione, a firma dei Comuni di Costa del Metapontino, della Coordinatrice Regionale del Tribunale del Malato e del Presidente ANFFAS ONLUS, abbiamo con forza denunciato il ritardo nell’evadere le richieste avanzate. “
“Speravamo ancora, infatti, di realizzare, già per l’estate 2018, il sogno dei tanti ragazzi che sono costretti ad andare al mare fuori Regione, oppure a restare in casa. Ancora una volta, però, abbiamo ottenuto silenzio.
Oggi, a distanza di un anno, resta il rimpianto per non aver mantenuto una promessa, ma resiste, al contempo, la voglia di non arrendersi di fronte all’ immobilismo della burocrazia e continuare a combattere in ogni sede e fino all’ ultimo. Il pensiero va a Roberto, Stefano, Gaetano e a tutte le persone speciali come loro che ci hanno dato una indimenticabile lezione di vita. “Il tempo della politica non è compatibile con il nostro” aveva detto quel giorno Gaetano. Non volevamo credergli e per questo continuiamo a combattere insieme a loro questa battaglia di diritti negati.
Questo, come altri casi in cui siamo costretti a scontrarci con questa atavica lentezza, spiega perché la gente non ne può più, perché continuano a nascere movimenti che si oppongono alla vecchia politica, perché le persone migliori si allontanano dalla nostra regione e dai suoi uffici.
Vogliamo risposte, soluzioni, tempi rapidi, certezze. Non possiamo – conclude –  aspettare, non possiamo più permettere che i sogni rimangano chiusi nei cassetti di un ufficio polveroso, imbrigliati tra i cumuli di carte ingiallite dal tempo. Riprendiamoceli quei sogni e facciamoli diventare realtà.”

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