A Pisticci Scalo la “Marcia per la Vita”

Sabato 29 settembre, in Basilicata, si terrà un importante appuntamento di coscienza civile, di unione di intenti verso un unico obiettivo: la tutela dell’ambiente e della salute. Sarà questo la “Marcia per la Vita” a Pisticci Scalo, una iniziativa che arriva a due anni da una preziosa azione di sensibilizzazione cominciata da don Giuseppe Ditolve, giovane sacerdote vicario della parrocchia Cristo Re di Pisticci. L’evento, al quale aderiscono in numerosissimi tra associazioni, comitati e singoli cittadini, arriva dopo tantissime iniziative da parte di don Giuseppe che sta portando avanti, non senza fatica, una grandiosa opera di informazione e sensibilizzazione sui temi legati, appunto, alla salute e all’ambiente non solo a Pisticci e in Val Basento, ma in tutta la Basilicata. Questioni legate, indissolubilmente, al delicato tema del lavoro – ricatto, dell’alternativa sull’avere un presente tranquillo da un punto di vista economico e un futuro nel rispetto dell’ambiente, dei territori, della Vita. Una iniziativa che nasce anche dalla necessità di favorire una comunicazione trasparente tra istituzioni, multinazionali e cittadini, perché questi ultimi hanno il diritto di essere informati e di essere dotati di tutti gli strumenti in grado favorire la conoscenza rispetto le tematiche ambientali e sanitarie.

Interverranno: padre Alex Zanotelli, missionario, ispiratore e fondatore di diversi movimenti italiani tesi a creare condizioni di pace e di giustizia solidale; Paolo Borrometi, giornalista siciliano, fondatore e direttore della testata giornalistica laspia.it, da anni sotto scorta per aver subito minacce fisiche e verbali dopo numerose inchieste su Cosa Nostra; Giuseppe Antoci, ideatore del protocollo antimafia, ex presidente del Parco dei Nebrodi in Sicilia e anche lui sotto scorta.

“Questa marcia –spiega don Giuseppe- sarà apartitica perché prevede la presenza di cittadini di buona volontà, anche se si augura che ci siano anche e soprattutto le Istituzioni Civili ed Ecclesiastiche, perché ognuno dovrebbe spogliarsi delle proprie vesti e partecipare al Bene del futuro di questa Madre Terra amata e soprattutto martoriata. In questo contesto, spero che ci siano anche le “sentinelle del futuro”, cioè i ragazzi e i giovani, i quali, se non desiderano migrare oltre il confine regionale, ma rimanere legati ai loro affetti, è necessario siano spronati a difendere il loro diritto alla salute, al lavoro e al patrimonio ambientale”.

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