Matera 2019: Open the future!

OPEN THE FUTURE!

Cerimonia inaugurale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019

La Basilicata conta 131 comuni, la maggior parte dei quali ha una propria banda marciante. La cerimonia d’inaugurazione di Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019 recupererà questa grande tradizione musicale meridionale, dando vita nelle strade di Matera a una straordinaria festa di paese di dimensioni inedite in cui l’intera città risuonerà di musica e luce.

Per questo evento straordinario non soltanto l’intera regione Basilicata sarà a Matera, ma Matera sarà l’Europa: infatti 27 capitali europee della cultura arriveranno a Matera rappresentate dalle proprie bande marcianti.

Dal mattino le bande musicali provenienti da tutta la regione e dall’Europa animeranno la città, giungendo a piedi con i propri strumenti. Convergeranno attraverso le grandi direttrici viabilistiche da nord, sud, est e ovest, dalla Murgia e perfino salendo lungo la Gravina.

Saranno più di duemila i musicisti che attraverseranno i quartieri della città (Spine Bianche, Serra Venerdì, La Martella, Serra Rifusa) e raggiungeranno 27 piazze, accolti dagli allestimenti che i cittadini insieme agli studenti delle scuole avranno realizzato ad hoc. Seguirà un intenso momento di scambio e relazione: un pranzo conviviale di quartiere organizzato per ogni piazza e animato da famiglie, bambini, cittadini.

Al calare del sole gli orchestrali convergeranno infine sui Sassi, ognuno suonando il proprio repertorio, finché ogni vicolo del Sasso Barisano e Sasso Caveoso non sarà saturo di note. La città antica risuonerà di frammenti di brani e spezzoni musicali disconnessi, con una vera e propria jam session. I Sassi luccicheranno al lume di candela, con gli elementi luminosi preparati dai cittadini attraverso il progetto Social Light .

Gli abitanti della città, che nel frattempo si saranno raccolti lungo la Murgia dall’altra parte della Gravina, osserveranno in silenzio i Sassi come fossero il palcoscenico di un enorme anfiteatro.

Grazie al partenariato con la Rai, alle ore 19 inizierà la diretta televisiva che seguirà tutto il concerto musicale coordinato da un Maestro d’eccezione; alle 20:00, il TG1 trasmetterà le parole di apertura della manifestazione affidate al Presidente della Repubblica. Il concerto proseguirà con le performance di artisti noti a livello nazionale ed internazionale che si esibiranno in diverse piazze della città, diffondendo la cerimonia a macchia d’olio in ogni strada, vicolo, piazza e cortile.

La cerimonia inaugurale non si esaurirà nei soli confini comunali di Matera e non terminerà il 19 gennaio, ma risuonerà in scala differente in tutta la regione Basilicata: il giorno seguente all’inaugurazione, 20 gennaio, ogni banda lucana ospiterà nel proprio comune una banda straniera con cui animare insieme il centro del paese, attraverso un concerto di piazza.

Il cast della cerimonia inaugurale sarà annunciato nel corso di una conferenza stampa il 19 dicembre 2018.

Categorie di interesse: performing art, musica

Produzione originale

Matera

19 gennaio

Co-organizzatori : RAI – Radio Televisione Italiana, Comuni della Basilicata, ECoC network

PROGETTTI PILASTRO

Il principio dell’apertura, sintetizzato nel nostro slogan Open Future, permea tutti i progetti previsti dal programma e, in particolare, i due principali pilastri del programma, l’I-DEA e l’Open Design School, su cui si basano i cinque temi sviluppati. Entrambe le istituzioni costituiscono piattaforme aggreganti in grado di valorizzare le ricchezze esistenti in Basilicata, ponendole al servizio del pubblico. L’I-DEA e l’Open Design School sono elementi imprescindibili in qualunque progetto del programma, tanto per l’organizzazione del sapere e il potenziamento dell’accessibilità alle fonti, quanto per la capacità di offrire laboratori di approfondimento. Oltre a I-DEA e a ODS, tutto il programma è stato sviluppato grazie a un continuo percorso di formazione e aggiornamento delle competenze artistiche, manageriali e tecniche, denominato Build-Up.

I-DEA: un progetto che valorizza gli archivi come nutrimento per l’arte

I-DEA si occupa dell’analisi e della rappresentazione della ricca storia culturale, artistica e antropologica della regione Basilicata attraverso mostre e progetti di ricerca.

I-DEA, con sede nella città di Matera, rappresenta il nodo centrale di una rete che si estende nel resto della città, attraverso la regione Basilicata e oltre. La sua struttura si adatta all’estrema diversità del patrimonio della regione: piuttosto che condensare la storia in una narrativa oggettiva e lineare secondo la tradizionale strategia della “collezione permanente” tipica dei musei, I-DEA cerca di includere la varietà, l’instabilità e la soggettività inerenti al concetto attuale di identità regionale.

I-DEA è un paradigma alternativo che supera l’idea del museo inteso come spazio statico per la conservazione di prodotti culturali spostandosi verso l’idea di museo visto come piattaforma pubblica per dibattiti e interpretazioni. Per capire cosa è I-DEA il modo più semplice è immaginare un archivio degli archivi in crescita. La Basilicata è una regione di collezionisti, e durante gli anni numerose persone, associazioni di cittadini, organizzazioni private, istituzioni pubbliche e fondazioni hanno costruito archivi unici che riguardano ogni aspetto della cultura italiana e meridionale, dal suo patrimonio musicale all’oggettistica per turisti e dal cinema del 20° secolo agli attrezzi per l’agricoltura.

I-DEA è un progetto che si ispira al Rolywholyover A Circus, una “composizione per museo” creata dal compositore, scrittore, filosofo e artista visivo John Cage. Uno degli ultimi progetti su larga scala ideato da Cage prima della sua morte, “Rolywholyover A Circus”, ha trasformato il “Philadelphia Museum of Art” (Il museo dell’arte di Philadelphia) in un ambiente dove l’arte, le rappresentazioni, le proiezioni di film e video, le letture e i programmi speciali sono in continuo cambiamento. Gli elementi esposti non appartenevano al museo ma erano stati presi in prestito da circa 30 musei nel raggio di 30 km di distanza da Filadelfia e la loro disposizione cambiava secondo un algoritmo ideato da Cage.

Allo stesso modo, I-DEA vuole essere una piattaforma per le mostre che studiano la storia e la cultura di Matera, della Basilicata e dell’Italia meridionale e per le pratiche di archivio del 21° secolo. Questo processo interpretativo sarà intenzionalmente soggettivo piuttosto che scientifico: I-DEA ha invitato diversi gruppi di artisti, scrittori, pensatori, compositori, filosofi e designer per approfondire gli archivi, leggerli e allestire mostre temporanee.

Nel 2019 verranno allestite 5 mostre multidisciplinari curate da 5 artisti internazionali, il primo dei quali sarà Mario Cresci.

L’avvio del progetto, condiviso e realizzato insieme all’Università della Basilicata, è stato il convegno internazionale “Food for art” svoltosi nell’autunno del 2017, nonché’ la mappatura degli archivi condotta dall’Università della Basilicata che si sta traducendo in una georeferenziazione in formato open-data, contribuendo a rendere disponibili sempre più collezioni della regione di interesse demo-etno-antropologico. A partire da tale lavoro, il team di I-DEA ha mappato archivi e collezioni a Matera, in Basilicata e anche fuori regione: un modo insolito per apprendere qualcosa in più sui luoghi e la loro storia. Si è visitata una serie di archivi e collezioni e se ne sono scoperti degli altri, cercando sempre di capire qual è il significato di un archivio o collezione nel tempo e nello spazio. Inoltre sempre l’Università sta conducendo un’azione che si concentrerà in particolare sui Sassi, avviando una raccolta di testimonianze degli ultimi cittadini in grado di raccontare l’esodo verso i nuovi quartieri avvenuto intorno agli anni Cinquanta. Tale materiale – indicizzato e offerto in formato aperto per poter essere patrimonio collettivo- darà luogo ad una produzione culturale specifica che rimarrà, insieme alla mappa, come legacy di tutta l’iniziativa.

Matera

Mostre:

  • 15 Febbraio – 31 Marzo

  • 24 Aprile – 2 Giugno

  • 28 Giugno – 31 luglio

  • 13 Settembre – 27 Ottobre

  • 29 Novembre – 7 Gennaio

Valori del dossier: accessibilità, passione, marginalità.

Categorie di interesse: musica, mostre, installazioni, cinema,

Produzione originale

Il team I-DEA:

Joseph Grima, direttore

Rossella Tarantino, responsabile sviluppo e relazioni

Chiara Siravo, curatrice associata

Elisa Giuliano, produttore di mostre

FUTURO REMOTO

Il tema “Futuro Remoto” rappresenta una riflessione sul nostro rapporto millenario con lo spazio e le stelle; un rapporto che, ripercorrendo i passi di uno dei residenti più illustri della regione, Pitagora, esplora l’antica bellezza universale della matematica; al tempo stesso, verranno analizzate le infinite possibilità dei futuri remoti, contemplando città volanti e ambientando in luoghi di suggestione spirituale (come le chiese rupestri) o cosmologica (come il Centro di Geodesia Spaziale) concerti sperimentali. Si metteranno a confronto pratiche antichissime con modelli di vita fruibili, capaci di influenzare le idee di cultura e sviluppo dei prossimi decenni.

LA POETICA DEI NUMERI PRIMI

È curioso, notava Alexandre Koyré, uno dei grandi storici della scienza del Novecento, che Pitagora abbia proclamato che il numero è l’ essenza di tutte le cose, e che la Bibbia abbia insegnato che Dio ha fondato il mondo «sopra il numero, il peso e la misura». Tutti l’ avrebbero ripetuto, ma nessuno l’ avrebbe creduto o preso sul serio prima della scienza sperimentale di Galileo, dell’ astronomia di Keplero e Copernico e del calcolo di Newton e di Leibniz: prima cioè che si provasse realmente a contare, a pesare e a misurare. In un celeberrimo passo, Galileo avrebbe sostenuto che l’ immenso libro aperto davanti ai nostri occhi, e cioè l’intero universo, è scritto in lingua matematica e che ignorare quella lingua significa aggirarsi in un oscuro labirinto. Oggi la nostra comprensione di quel libro si fonda soprattutto sulle equazioni della fisica matematica e sulla scienza degli algoritmi. È proprio questo il cuore della mostra “La poetica dei numeri”, la seconda delle quattro grandi mostre di Matera 2019, con la direzione scientifica di Piergiorgio Odifreddi.

Ad animare gli spazi evocativi e affascinanti di Matera, Metaponto, Policoro saranno tre tipologie di percorsi, uno storico, due didattici e tre artistici. All’interno di quest’ultimo sarà possibile scoprire le opere di M.C.Escher, Ugo Nespolo, Aldo Spizzichino. La mostra sarà arricchita da conferenze dei più grandi matematici viventi, da Andrew Wiles, che ha dimostrato il teorema di Fermat, con conseguenze incommensurabili, a Sir Michael Atiyah, medaglia Fields della matematica, a Carlo Rovelli, il fisico i cui libri sono best seller in tutto il mondo. Si aggiungeranno inoltre spettacoli matematici, intrattenimenti con la magia della matematica, laboratori dedicati al pubblico da 3 a 90 anni ed altri specifici per le scuole.

La mostra racconta come lo sviluppo del pensiero matematico appartenga alla storia della cultura e delle idee, nella convinzione che i risultati matematici e lo sviluppo scientifico abbiano profondamente influenzato il modo di pensare e di vivere delle società moderne.

Valori del dossier : collaborazione, coraggio, magia, accessibilità

Categorie di interesse: mostre, performing art, installazioni, teatro, workshop, laboratori, competizioni, giochi, talk

Produzione originale

Matera, Metaponto, Policoro e

21 giugno – 31 ottobre

CONTINUITÀ E ROTTURE

Come in molte altre città europee, il rapporto di Matera con la modernità può dirsi conflittuale: più di vent’anni dopo l’iscrizione dei Sassi — un tempo considerati “vergogna nazionale” — nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, la città sta ancora cercando di venire a patti con la sua identità fisica. Il tema “Continuità e rotture” rappresenta un’opportunità per elaborare una terapia collettiva, la possibilità di affrontare non solo la vergogna della città in sé, quanto le sue molteplici forme a livello europeo, che spaziano dalle crescenti diseguaglianze sociali, al risorgere del razzismo, all’incapacità di molti paesi europei di offrire futuro e speranza ai loro giovani e al dramma dell’esodo di disperati in fuga da guerre in Africa e in Asia. Matera 2019 è un’occasione per vedere la bellezza non solo nei teatri e nei musei, ma anche negli spazi che abitiamo quotidianamente, e considerare il tema dell’estrazione del petrolio in Basilicata come un’opportunità per interrogarci sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

FUTURE DIGS

Il progetto Future Digs ha alla base il concetto di “scavo” archeologico da eseguirsi sul tema del futuro. L’idea è quella di scavare nel futuro della cultura in tutte le sue forme per offrire alcuni momenti di riflessione.

Future Digs si sviluppa attraverso una programmazione di incontri e dibattiti articolata nel corso di tutto l’anno, che coinvolgono esperti e pubblico e stimolano ad una riflessione collettiva su tematiche trasversali legate al dossier di Matera 2019. Le attività in programma si articolano, al momento, in una rassegna di cui fanno parte le seguenti iniziative:

1.“Cultura è Partecipazione” mira ad approfondire il tema della democrazia partecipata a livello europeo e analizzare i processi attivati per Matera 2019. Gli incontri, organizzati fra Matera, Milano e Bruxelles in collaborazione con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, intendono promuovere una riflessione sulle forme della deliberazione democratica che, se promosse secondo principi di inclusione, pluralismo ed eguaglianza, possono ridurre il divario tra cittadini e istituzioni, ma soprattutto contribuire a migliorare gli output del processo di decisione collettiva.

2. “Oltre i confini” è un ciclo di cinque lezioni, tenute da alcuni tra più autorevoli storici contemporanei, in cui si approfondirà la dimensione europea attraverso una riflessione sulla spinta degli uomini ad attraversare i confini, per curiosità e disperazione, per fame e conquista, sempre trasformando gli altri e se stessi. Questa iniziativa è organizzata in collaborazione con Giuseppe Laterza & Figli S.p.A.

3. In occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, in continuità con le edizioni precedenti che hanno visto la collaborazione di tutte le organizzazioni del territorio che si occupano di promozione della lettura ed in collaborazione con la Fondazione Bottari Lattes, si continuerà l’analisi dei processi legati al mondo della cultura ai confini dell’Occidente europeo in dialogo con lo scrittore portoghese António Lobo Antunes.

4. “REDS-Legacy”, organizzato in collaborazione con l’Università della Basilicata, è un simposio riservato ai giovani ricercatori ed organizzato nell’ambito di REDS che è una piattaforma transdisciplinare di scienziati, ricercatori, studenti e professionisti che mira a sviluppare un dibattito sulle nuove idee e sulle nuove abilità nell’ambito dell’architettura, dell’arte, del design e della tecnologia. REDS-Legacy si svolgerà a Matera nel mese di novembre 2019.

5. A Matera, in collaborazione con il Comune di Modena e con il Festival Filosofia, sono previste lezioni magistrali e conversazioni attraverso un percorso sulle connessioni tra arti, lavoro, trasformazioni tecnologiche e nuove forme della creatività, per mostrare le sfide che si pongono nell’epoca della “artificializzazione”. Inoltre saranno realizzati laboratori filosofici dedicati ai bambini, condotti da formatori esperti dal titolo «Piccole ragioni. Filosofia con i bambini» , un progetto pluriennale della Fondazione Collegio San Carlo di Modena.

Produzione originale

Matera, Milano, Bruxelles

Febbraio- dicembre (con cadenza quindicinale)

Partner:

UTOPIE E DISTOPIE

Partendo dalla insopprimibile tensione utopica della storia di Matera, il tema “Utopie e Distopie” intende testare nuovi schemi innovativi che rappresentino una sfida ai preconcetti: che per le città del Sud il turismo sia l’unica strada percorribile per raggiungere la stabilità economica, la tecnologia il solo modello di mediazione possibile nelle relazioni, la monocultura industriale l’unica opportunità di sviluppo e l’enogastronomia il principale fattore identitario di un territorio. C’è bisogno di un cambiamento di mentalità profondo, che vada oltre gli atteggiamenti fatalistici, il familismo amorale e l’opacità di informazione e gestione della cosa pubblica, che troppo spesso hanno bloccato il rinnovamento del Sud Italia. Attraverso una serie di giochi e sport urbani e rurali, Matera verrà trasformata in un terreno su cui immaginare alternative possibili a realtà che diamo per scontate.

Utopie e Distopie

ARS EXCAVANDI

Ars Excavandi è la mostra che apre le esposizioni di Matera Capitale europea della cultura 2019. La grande mostra internazionale è la prima indagine sull’arte e le pratiche di scavo che danno luogo ad architetture, civiltà e paesaggi rupestri attraverso i secoli. Rilegge da una prospettiva contemporanea la cultura dell’arte ipogea dal primo uso di cavità naturali e le incisioni sulla roccia alla realizzazione di grotte, abitazioni, monumenti, canali, città e paesaggi basati sullo scavo.

L’arco temporale spazia dal Paleolitico al presente, esplorando anche le più innovative direzioni future. La mostra ha la finalità di comunicare al grande pubblico attraverso un percorso coinvolgente e sensoriale in ambienti ipogei appositamente allestiti. Lo scopo è suscitare emozioni e proporre interrogativi.

Perché fu fatto il primo scavo? Iniziazione, sessualità, rito: quale rapporto hanno con il mondo sotterraneo? Sono attuali l’arte e il pensiero delle caverne? Quale è stato il primo tempio? Conosciamo dalle immagini rupestri come nella preistoria sono stati inventati gli sci, la ruota, gli occhiali da sole? Pieno e vuoto; terra e acqua; oscurità e luce; silenzio e suoni: impariamo tutto questo dalle caverne? Che rapporto c’è tra un pozzo e una torre? Ritroviamo i simboli, i cibi e l’arte della preistoria in miti, religioni, cucina e realtà contemporanee? Le incisioni di Nazca, gli enigmatici tumuli e monumenti del deserto a “buco di serratura” hanno una spiegazione nel mondo rupestre? Da quando rappresentiamo icone e cerchiamo connessioni? Viene prima l’architettura scavata o quella costruita? Le forma del pane e un cucù ci parlano dell’origine del cosmo? Quale è la città più antica del mondo? Dove è la più grande architettura rupestre? La convenzione UNESCO sul Patrimonio è nata per la salvaguardia di un complesso rupestre? Il patrimonio rupestre è un modello per la bio architettura e la città sostenibile del futuro? Quale è una città resiliente? Possiamo ripensare Petra e altre città considerate luoghi archeologici sulla base dell’esperienza di Matera? Con quali conoscenze e tecniche affronteremo la vita nei pianeti estremi?

L’esibizione permette al visitatore di darsi le risposte in un viaggio fatto di immagini, sensazioni e analogie. La narrazione si svolge in uno stretto connubio tra i Luoghi-Ordito espositivi di grande forza costituiti dal Museo Ridola, gli Ipogei Lanfranchi e gli Ipogei di Piazza Vittorio Veneto con i Temi-Trama proposti. Da questo intreccio, tramite suggestioni e corrispondenze emerge il significato, come i disegni in un tessuto. All’interno del Ridola si entrerà, come in un percorso iniziatico nelle caverne, in un Tunnel Spazio – Temporale che permette percorsi immersivi in realtà aumentata e multisensoriale. Negli Ipogei tavoli meccanici multimediali presenteranno la città di Matera e i più importanti ecosistemi rupestri dei diversi continenti. Lungo i percorsi espositivi alcuni elementi rimandano a luoghi nella città e in altri luoghi e paesi. Sono ulteriori orditi su cui intrecciare nuove trame, identificate sul web con icone, e effettuare itinerari e viaggi sul territorio marcati con tag/beacon. La visita è un labirinto conoscitivo che a partire dalla esibizione dipana alla città e al territorio fino a coprire con il tessuto narrativo il mondo intero.

Continue analogie atemporali saranno illustrate tramite oggetti d’arte, l’artigianato, le tradizioni, il folklore, la musica, i riti e la cucina. L’organizzazione lineare e cronologica sarà utilizzata come riferimento utile alla comprensione ma il paradigma concettuale sarà che tutte le civiltà sono attuali e tutte le età sono contemporanee.

Valori del dossier : passione, accessibilità, magia

Categorie di interesse: mostre, performing art, installazioni, workshop, laboratori, talk

Produzione originale

Matera, Museo Ridola, gli Ipogei Lanfranchi e gli Ipogei di Piazza Vittorio Veneto

20 gennaio-31 luglio

Co-produttore: Polo museale della Basilicata

Curatore: Pietro Laureano

RADICI E PERCORSI

Il tema “Radici e Percorsi” esplora precisamente le straordinarie possibilità della cultura della mobilità che accomuna l’Europa. L’istinto al movimento è radicato nella vita quotidiana di Matera, sin dalla tradizione della “transumanza”, che ogni anno vede le mandrie di bestiame attraversare la Murgia. La mobilità è la linfa vitale della regione: dalla Magna Grecia a Roma, o all’epoca dei Bizantini e dei Longobardi, Arabi, Svevi o Angioini, la Basilicata ha sempre rappresentato uno spazio di incontro e convergenza. Di recente, al pari di molte altre regioni rurali d’Europa, Matera ha dovuto affrontare devastanti diaspore migratorie, per poi vedere l’inizio di un ritorno, in tempi molto vicini a noi, di una generazione di giovanissimi, attratti dai valori espressi dalla cultura meridionale.

Radici e percorsi

MAMMAMIAAA

Co-produttore: Casa Netural

Mammamiaaa celebra il cibo e le relazioni con cui le comunità consumano, producono, preservano il cibo nella loro vita quotidiana. Racconta di connessioni con i territori e crea un ponte tra le generazioni.

Mammamiaaa è un progetto di Matera 2019, Capitale Europea della Cultura e fa parte del tema “Radici e Percorsi”.

Nel 2018 e nel 2019 migliaia di cene saranno realizzate in tutta Europa in uno spirito di autentica convivialità.

Ad ogni cena, i partecipanti condivideranno storie di cibo e di famiglia. Le storie saranno raccolte in un archivio digitale e raccontate sui canali social del progetto.

Come memoria analogica del progetto, nella primavera 2019 sarà realizzata una grande installazione nel paesaggio lucano.

Per celebrare la community nazionale ed internazionale di Mammamiaaa infine, sempre nel 2019, verrà organizzata una grande cena collettiva.

Come eredità di Matera 2019 sarà creato l’Atlas of Social Food curato da John Thackara e composto da tre parti:

  • un atlante di progetti sociali legati al cibo, con l’obiettivo di renderli visibili e reperibili;

  • un forum in Basilicata di social food curator europei per condividere buone pratiche;

  • la pubblicazione di un Social Food Green Paper.

Far parte della community di Mammamiaaa è molto semplice e tutti possono prendervi parte: basta avere una ricetta di famiglia e una storia legata ad essa.

Valori del dossier: Frugalità; Accessibilità; Collaborazione; Passione

Produzione originale

Categorie di interesse: Food; Installazioni

Parco urbano Agoragri, Matera

24 marzo 2019 – Social Forum Curators e inaugurazione Installazione

Matera

7 settembre 2019 – Cena collettiva

Partner di progetto:

Artisti di progetto:

  • Stefano Mirti,

  • John Thackara

Sponsor: Alce Nero https://www.alcenero.com/

Blog dedicato : www.mammamiaaa.it

IFLESSIONI E CONNESSIONI

Il tema “Riflessioni e Connessioni” prende le mosse dal classico motto latino, in seguito adottato da Lorenzo de’ Medici, “Festina lente” (affrettati lentamente): dobbiamo riscoprire il valore del tempo e della lentezza, prendere le distanze dall’egemonia del presente immediato e fare un passo indietro rispetto al ritmo accelerato che scandisce la vita del XXI secolo. Il programma culturale intende inoltre provare che l’arte, la scienza e la pratica diffusa della cittadinanza culturale possono rappresentare in tutta Europa gli elementi catalizzatori di un nuovo, rivoluzionario modello di comunità, radicato nella “pratica della vita quotidiana”. La narrazione, il racconto orale e cinematografico, sono centrali in questo processo di riesame dell’identità personale, nonché potenti strumenti in grado di stringere legami con altre culture europee, al pari della “lentezza”. L’ambiente fisico di Matera ci incoraggia a ripensare le cose ab initio e a considerare questioni essenziali e valori fondamentali.

RINASCIMENTO VISTO DA SUD. MATERA, L’ITALIA MERIDIONALE E IL MEDITERRANEO TRA 400 E 500

Una grande mostra mai realizzata prima d’ora in Italia per rileggere il Rinascimento guardandolo da Sud, alla ricerca delle rotte mediterranee della cultura, delle arti e degli artisti e comprendere meglio il dialogo e gli scambi tra le diverse sponde di quel Grande Mare che, nei secoli, ha messo in contatto le civiltà e i popoli.

Più di 180 preziose opere d’arte, rarissimi oggetti e documenti storici di forte impatto per ricostruire, attraverso un sorprendente racconto visivo, la fioritura artistica e culturale avvenuta nell’Italia meridionale tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento, in relazione con il più ampio contesto del Mediterraneo. Per ragionare sul Rinascimento da un’altra prospettiva che consentirà di mettere a fuoco una storia diversa da quella sviluppata nelle grandi capitali come Firenze, Milano, Venezia, Roma, benchè continuamente interconnessa con i linguaggi e gli eventi che caratterizzavano questi grandi centri.

L’idea che guida il progetto della mostra, curata da Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana e Dora Catalano, è infatti quella di rovesciare il punto di vista tradizionale su questo importante periodo della storia europea, nell’ambito di un’articolata rilettura interdisciplinare che procede per nodi e nessi stimolanti, illuminati e resi stringenti grazie anche alla presenza di capolavori provenienti da alcuni dei principali musei europei e italiani, finalmente avvicinati alle più importanti opere disseminate nelle regioni meridionali ed in particolare nel territorio materano

In mostra non solo dipinti, sculture, miniature, medaglie, oreficerie, arazzi, tessuti, libri e immagini xilografiche ma anche mappamondi e carte geografiche, portolani, atlanti nautici, strumenti di navigazione, modellini di navi, oggetti preziosi e documenti per rivelare e illuminare circolazioni culturali e scambi importantissimi che hanno permesso la fioritura di una vicenda artistica alternativa a quella ben nota e paradigmatica delle capitali del Rinascimento, frutto prezioso di una straordinaria koiné meridiana, della quale appare importante riconoscere e leggere dinamiche, protagonisti e comprimari anche con l’aiuto dei più importanti esperti del campo, tra i quali David Abulafia.

La mostra sarà aperta da una sezione sul Mediterraneo, le rotte, gli scambi, i commerci ma anche l’immagine del potere e le dinastie regnanti, che accompagnerà come un filo rosso l’intero percorso espositivo. Seguirà una ricca sezione dedicata alla lunga stagione del gotico internazionale, che permetterà di descrivere il territorio, le corti, i feudi e le città. Con le sezioni successive, che illustreranno Napoli, la Spagna, la Provenza e le Fiandre a confronto con Firenze e Roma ma anche con Venezia e l’Oriente, il progetto entrerà nel vivo del Rinascimento mediterraneo in rapporto al Rinascimento italiano, mettendo l’accento sul ruolo e i rapporti di dare e di avere degli artisti internazionali che hanno gravitato attorno alle corti meridionali. La seconda parte dell’esposizione sarà dedicata all’arrivo della ‘maniera moderna’ a Napoli e nelle province meridionali e riguarderà i rapporti degli artisti e dei loro committenti del Viceregno con i modelli provenienti da Roma, Milano, Firenze, Venezia.

Valori del dossier: accessibilità, coraggio, generosità, passione, marginalità

Categorie di interesse: mostre, installazioni, letteratura

Produzione originale

Matera, Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi, percorsi territoriali

19 aprile/ 19 agosto

Co-produttore: Polo Museale della Basilicata

Curatori: Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana, Dora Catalano

Partner di progetto: Polo Museale della Basilicata, Università degli studi della Basilicata, Università Suor Orsola Benincasa

Partner di progetto:

Università della Basilicata: Ferdinando Mirizzi, Vita Santoro

Comitato scientifico: Ian Boelen, Pietro Clemente, Véronique Ginouvès, Ekaterina Golovatyuk

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