Bolognetti (Radicali): “Lo sciopero della fame prosegue”

“Ci ho riflettuto a lungo e ritengo sia necessario continuare l’iniziativa nonviolenta in corso. A chi a volte definisce “dieta” il ricorso allo sciopero della fame, dico che a “dieta” ci hanno messo un intero Paese. Le calorie democratiche, le calorie dello Stato di diritto sono ridotte, e da tempo, ben al di sotto della soglia di sopravvivenza democratica, sotto la soglia che consentirebbe di definire il nostro un Paese autenticamente democratico. C’è in Italia democrazia reale così come un tempo c’erano i paesi del “socialismo reale”. Il “cambiamento”, tanto sbandierato e di cui si parla a reti unificate mentre storie altre e lotte e proposte e battaglie vengono rimosse, cassate, cancellate, rappresenta in realtà un dato di assoluta continuità con ciò che con Marco Pannella abbiamo definito Peste Italiana”.
È quanto si legge in una nota del segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti.
“Siamo a dieta di democrazia e Stato di diritto. Una dieta fatta di violazioni del dettato costituzionale, di diritti umani, civili e politici negati, di diritto alla conoscenza negato, di dibattito negato. Quel che è avvenuto in queste ore in Basilicata, del resto, assurge ad emblema di quanto andiamo raccontando e denunciando. La dieta è quella del reiterato attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani. La dieta – prosegue Bolognetti – è quella di una Costituzione scritta da tempo sostituita dalla Costituzione materiale. Non tornerò in queste ore a sottolineare, per dirne una, la violazione degli art. 27 e 111 della nostra Costituzione e non tornerò a sottolineare che in Basilicata da 14 anni violiamo il Codice del Paesaggio e dei Beni Ambientali e Culturali.
Quale sarà il tasso di democrazia delle imminenti elezioni regionali lucane, che hanno avuto quale viatico il cambiamento della legge elettorale avvenuto in patente violazione del comma 65 del Codice di Buona Condotta in Materia Elettorale? Se democrazia è conoscere per deliberare, devo necessariamente pormi e porre delle domande.
E allora proverò ad essere esplicito e a fare qualche esempio. Quanti sono i cittadini lucani e non che hanno avuto la possibilità di poter conoscere le opinioni che abbiamo espresso sull’audizione dei tecnici Ispra voluta dall’on. Rospi? In quanti hanno avuto la possibilità di sapere delle lunari affermazioni fatte da Ispra in sede di Commissione Ambiente della Camera dei Deputati? Quanti sono i cittadini lucani e non che hanno avuto la possibilità di sapere quel che abbiamo denunciato sulla vicenda Fenice? Quanti coloro che sanno che nell’area dell’inceneritore ci sono molteplici fonti inquinanti? Quanti sono i cittadini lucani e non che hanno avuto la possibilità di conoscere quel che pure abbiamo affermato in relazione all’incompatibilità ambientale del dottor Salvatore Colella? Quante persone hanno avuto la possibilità di conoscere le motivazioni addotte dai 206 sottoscrittori dell’appello a sostegno della mia candidatura? La verità – conclude la nota – è che siamo costretti in una ridotta, in una trincea di resistenza, mentre chi millanta “cambiamenti” che non ci sono può parlare ogni giorno a reti unificate. E allora, a chi mi dice che sono a dieta posso solo rispondere provando a dar corpo alla Fame di diritti, democrazia, conoscenza, dibattito, stato di diritto, giustizia”.

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