Fondi attività educative, Giuliano scrive e Franconi

“Nei giorni scorsi, ho sollecitato l’assessore Franconi, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni,  in merito alla mancata erogazione dei fondi per le attività educative delle sezioni primavera,  nell’anno scolastico scorso, 2017/2018, gestite da diverse cooperative sul territorio regionale”.

Nel darne notizia il Garante per l’infanzia e l’adolescenza di Basilicata, Vincenzo Giuliano, aggiunge che “l’assistenza svolta è sentita e ritenuta  dalla cittadinanza fruitrice come essenziale per consentire ai genitori dei bambini di poter lavorare avvalendosi di una struttura professionale e specializzata a cui affidare i propri figli. Il servizio è costituito, infatti, da una gestione complessa dove una pluralità di soggetti sono messi in campo dovrebbero garantire il benessere psico-fisico dell’infante. Rappresenta, pertanto, un servizio di supporto alle famiglie, per rispondere ai loro bisogni sociali, affiancandole nei loro compiti educativi, facilitando l’accesso della donna al lavoro e promuovendo la conciliazione delle scelte professionali e familiari di entrambi i genitori in un quadro di pari opportunità”.

“Il ritardo nell’erogazione dei fondi alle cooperative che svolgono il precitato servizio – continua – compromette il lavoro svolto con dedizione e professionalità dagli operatori del settore, che dovrebbe, al contrario, essere valorizzato e sostenuto. A tal proposito per  promuovere la risoluzione delle precitate problematiche e dare  un servizio utile alle famiglie e anche un sostegno all’ occupazione, ho elaborato nell’ aprile 2016, insieme alle organizzazioni sociali ed alcuni Comuni, un’ipotesi di legge regionale che prevede un sistema integrato di servizi educativi di qualità per la fascia di età 0 – 6 non disgiunto dal giusto riconoscimento economico per gli operatori del settore.  La proposta indicava anche il quadro finanziario necessario per la realizzazione degli interventi previsti”.

“È stato dimostrato – sottolinea ancora Giuliano – sul piano ideale che la piena attuazione dei diritti dei minori, dalla prima infanzia alla soglia dell’età matura, rappresenta la nuova frontiera per una politica regionale e nazionale che sappia guardare al futuro della nostra società inquadrandolo nella prospettiva della speranza. Ed è stato anche dimostrato su piano tecnico-amministrativo che la creazione del ‘sistema socio-educativo integrato dei servizi per la prima infanzia’ ha un costo economicamente sostenibile, non superiore a 30 milioni di euro l’anno, ma si potranno creare non meno di 1.000 nuovi posti di lavoro, stabili e duraturi, e si potranno offrire gratuitamente gli asili-nido a tutti i bambini che ne hanno diritto. E questo,  ne siamo certi,  metterebbe nuove ali alla crescita della società e dell’economia nella nostra regione, a cominciare dai comuni più piccoli fino alle città capoluogo”.

“In rapida sintesi – aggiunge – se in Basilicata i bambini da 0 a 3 anni sono circa 12.000, dobbiamo ritenere assurdamente inaccettabile che i bambini che frequentano gli asili-nido siano solo 839”.

“Non Le sfugge – conclude il Garante rivolgendosi all’assessore Franconi – come la condizione dei servizi per le bambine e i bambini da zero a sei anni in Basilicata è in uno stato di grave inadeguatezza con una povertà educativa nella nostra regione tra le più alte in Italia. Città come Berlino hanno messo in programma la gratuità dell’assistenza ai bambini tra 0 – 6 anni e lo stesso governo italiano ha posto l’attenzione al tema dell’assistenza per tale fascia di età. In Basilicata esistono le condizioni perché, a favore dell’infanzia, si realizzi una politica nuova di alto livello qualitativo. Le chiedo pertanto di attivarsi affinchè vengano corrisposti alle cooperative che hanno prestato i servizi educativi di che trattasi i fondi non ancora liquidati e di sostenere l’ipotesi progettuale”.

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