Grande riuscita per l’edizione 32 dell’evento italiano dedicato agli appassionati di moto d’epoca di tutto il mondo

La partenza, a mezzanotte, dall’Idroscalo di Milano. L’arrivo, sei giorni dopo, sul Lungomare Virgilio di Taranto. In mezzo 1.800 chilometri, più di 50 ore in sella, circa 9 al giorno, posti straordinari da scoprire e assaporare, divertimento, ma anche fatica, la conoscenza di persone nuove e l’incontro con amici storici, e poi la gioia e la passione, ma anche la commozione, la solidarietà e lo spirito allegro e amichevole dei 160 equipaggi e dei 30 assaggiatori che hanno percorso l’Italia da nord a sud: ecco la Milano-Taranto 2018.

I PROTAGONISTI

Tutte le classifiche relative ai vincitori e ai posizionamenti di gara sono consultabili sul sito www.milanotaranto.it. Ma i protagonisti della Milano-Taranto 2018 sono stati, come sempre, tutti i partecipanti: appassionati di moto d’epoca, avventurieri coraggiosi e forse un po’ pazzi, che sfidano se stessi – e mettono a dura prova anche i propri mezzi – in una maratona unica al mondo e che infatti raccoglie adesioni da ogni parte del pianeta. Quest’anno i concorrenti ad arrivare da più lontano sono stati Marc Mezey e Valentino Ugolini che vivono e lavorano ad Hong Kong. Nicolas Nocent su Itom 49cc, 14 anni, il più giovane, mentre il meno giovane è stato Arcangelo Betti di 80 anni in sella ad una Gilera 6 giorni del 1967. Tutti i concorrenti si sono detti entusiasti di questa edizione della Milano-Taranto, dal percorso particolarmente bello e suggestivo oltre che ricco di emozioni, come quelle vissute prima del via, in occasione del Memorial Giovanni Agosti dedicato al concorrente morto a causa di un incidente durante la Mita del 1938.

E ovviamente protagonista è sempre il patron Franco Sabatini con tutto il Motoclub Veteran San Martino che da 32 anni organizza la rievocazione della storica maratona tenutasi dal 1937 al 1956 e che affonda le sue radici in anni ancora precedenti e in particolare nell’evento “Freccia del Sud” del 1919, “Milano-Napoli” dal 1932.

I LUOGHI

Alcuni posti nuovi e tanti luoghi “ritrovati” hanno visto il passaggio della maratona per moto d’epoca. Tradizionale l’appuntamento a Crema, con Piazza Garibaldi gremita nonostante l’orario, l’una di notte circa. A Ciliverghe di Mazzano sosta particolarmente gustosa e poi, alcuni chilometri dopo, a rifocillare lo spirito dei “tarantini” è stata la meravigliosa veduta dell’alba sul Lago di Garda. Schio, novità 2018, con una tradizione e una passione per i motori che ha reso unica l’accoglienza della Mita, Galliera Veneta e Breganze, con il saluto ai “cugini”, i tanti del Motoclub Laverda.

A Lendinara ancora una vivace folla ha atteso la maratona in Piazza Risorgimento e poi, passando dal Veneto all’Emilia Romagna, Argenta, festosa nelle sue tradizioni più autentiche e preziose, e Modigliana, con la visita al Museo Parilla, l’interessantissima collezione monomarca di Bruno Baccari. A Soci la scoperta di un piccolo e caratteristico centro della Toscana e il piacevole assaggio di una fresca panzanella.

Per la terza tappa c’è stato il passaggio in Umbria e in particolare a Gubbio e la sorpresa della visita di Franco Sabatini, fondatore e patron della manifestazione, e nelle Marche, con la sosta particolarmente significativa a Pievebovigliana, recentemente colpita dal terremoto, dove c’è stata la consegna ad alcuni bambini di un piccolo dono da parte del Moto Club Veteran San Martino, con la promessa di non dimenticare quella zona e di tornare al più presto. A Servigliano, Piazza Roma vestita a festa, con bandiere e sterdardi, ha offerto uno spettacolo unico e particolare, ancor più una volta riempita dei mezzi d’epoca della Milano-Taranto, e poi un po’ di mare, per rinfrescare e rilassare il corpo e la mente, a Tortoreto Lido.

L’Abruzzo, e in particolare Alanno Scalo, è stato festa, folklore e arrosticini, poi il Molise, con Forlì del Sannio e l’affetto e l’organizzatissima accoglienza di Giancarlo Valente, e Gallo Matese, in Campania, dove l’intero paese si è mobilitato, sindaco in testa. Più avanti Venticano e Pescopagano si sono rivelati piccoli centri ricchi di bellezza e capaci di un’accoglienza memorabile, a Potenza invece c’è stata una vera e propria sosta-evento organizzata davvero in grande, con la collaborazione di Lucania Motorcycle e della Federazione Cuochi Potentini, mentre a Tricarico, in Piazza Garibaldi, c’è stato l’incontro con i “Tricarico Bikers”. Matera, sempre unica e stupenda, quest’anno ha voluto esagerare offrendo alla Mita lo spettacolo dei sassi al tramonto e, infine, come da tradizione, la Puglia, con una sorprendente novità per l’edizione 2018, Ostuni, l’incantevole “città bianca” e poi le fermate storiche: Castellana Grotte, che ha tra l’altro bissato la vittoria del Premio Miglior Ristoro ottenuta anche lo scorso anno, Martina Franca e Villa Castelli.

I MEZZI

Per questa edizione della rievocazione storica i veicoli in gara sono stati di particolare interesse ed esclusività anche perché hanno partecipato solo mezzi immatricolati prima del 1967.

Come sempre, tanti i gioiellini di storia e di meccanica: tra questi una Norton Model 18 del 1925, una Sunbeam Model 90 del 1929, una Ajs Supersport del 1926 e una James Supersport del 1926 guidata con grazia ed eleganza dalla bella Isabelle Lodron.

E poi “Le Gloriose”, categoria alla quale appartengono i veicoli – con marche e modelli fino alle classe 175cc – che hanno partecipato alle mitiche competizioni della Milano-Taranto dal 1950 al 1956: Guzzino 65cc, Gilera Sport, Bianchi Tonale, Mi Val, Parilla Turismo, Perugina supersport, Motobi Ardizio, Devil Sport, Parilla 175 T Sport, Ganna Sport, Gilera 150 sport, Maserati Turismo, Morini Settebello, Bianchi Tonale, Laverda 100 e sport, Mv, Bianchi Freccia Celeste e anche una Taurus G15 Supersport 160 2t.

MILANO-TARANTO 2019

Le date sono già fissate, 7-13 luglio 2019, e nei prossimi mesi si inizierà a lavorare al percorso e si apriranno le iscrizioni della Milano-Taranto edizione numero 33. Sul sito www.milanotaranto.it e sulla pagina Facebook tutti i dettagli e gli aggiornamenti.

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