Elezioni regionali: prevalgano buon senso e responsabilità

“Buon senso e responsabilità: sono i comportamenti che devono prevalere se il nuovo centro destra lucano non vuole consegnare la Regione ai Cinquestelle.”

Lo afferma Aldo Di Giacomo, presidente Una Nuova Italia-Basilicata e segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) aggiungendo che di fronte alle difficoltà oggettive manifestate in queste settimane di fare sintesi intorno al programma e alla scelta del candidato Governatore e per introdurre il metodo nuovo che i cittadini vogliono solo l’area civica del centro destra è in grado di svolgere un ruolo di mediazione.

“Questo significa – continua Di Giacomo – che i partiti devono fare un passo indietro favorendo il maggiore protagonismo dei civici. Come insegna il risultato elettorale del Molise, se non fosse stato per l’8,3% ottenuto da “Orgoglio Molise” Donato Toma e il centrodestra non avrebbero certo conseguito lo splendido successo tenendo a distanza di 5 punti percentuali il M5S.

Far prevalere dal basso il cambiamento è perciò l’unica strategia che può rendere competitiva la proposta di un nuovo governo regionale per la prima volta nella storia senza il centro sinistra. Ma per raggiungere questo traguardo non ci si può fermare e attendere nuovi provvedimenti giudiziari e continuare con la denuncia del sistema oggetto dell’inchiesta di queste settimane. La gente – dice il presidente di Una Nuova Italia-Basilicata – vuole sapere come si esce dall’attuale spirale di crisi economica, occupazionale, dalla povertà, con quali programmi e idee.

Quanto alla riforma della legge elettorale regionale non si può lasciare il “pallino” in mano solo ad un consigliere del Pd che si erge paladino della soppressione dell’odioso listino e dell’introduzione della doppia preferenza di genere. Sinora in Consiglio non abbiamo ascoltato una voce ferma e decisa del centro destra.

La “Nuova Italia-Basilicata”, ribadisce la disponibilità a dare il proprio contributo innanzitutto per un’iniezione di fiducia a settori della società civile sempre più sfiduciati e che fanno difficoltà ad individuare il punto di riferimento di un autentico cambiamento.”

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