Distretto Turistico Le Terre di Aristeo: incontro con il Gal Sila

Il distretto di turismo rurale ‘Le Terre di Aristeo’, che rappresenta i territori di 78 Comuni della Basilicata, operatori economici e realtà associative impegnate nella promozione territoriale, è una “best practice” per l’intero sistema dei Distretti specie nell’attuazione dei programmi di turismo sostenibile. E’ quanto evidenziato a Lorica (Cosenza) nella sede dell’Ente Parco Nazionale della Sila in un incontro promosso dal GAL Sila, al quale hanno partecipato Saverio Lamiranda, Amministratore delegato del Distretto, i sindaci, il commissario del Parco, rappresentanti delle reti di imprese già costituite e numerosi operatori turistici.

I distretti turistici istituiti negli ultimi quattro anni superano quota 50. Quello denominato “Altopiano della Sila” è uno dei più recenti. In base al decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, i Distretti turistici hanno “gli obiettivi di riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del Distretto, di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano con particolare riferimento alle opportunità di investimento, di accesso al credito, di semplificazione e celerità nei rapporti con le pubbliche amministrazioni”.

Lamiranda nell’illustrare le proposte di “Le terre di Aristeo” ha richiamato gli aspetti comuni con il progetto che coinvolge non solo il Parco Nazionale della Sila ma un’Area ben più ampia di tre provincie calabresi ricordando che numerosi comuni ed operatori che aderiscono al progetto lucano si trovano nei Parchi Nazionali del Pollino e dell’Appenino Lucano e in parchi e riserve naturali regionali con l’identico obiettivo di promuovere e valorizzare il turismo eco-sostenibile e i territori. Anche per questo il modello di partenariato e di governance territoriale, gli strumenti di cooperazione istituzionale e non, la rete realizzata intorno a “Le Terre di Aristeo” costituiscono un esempio considerato di successo da seguire in altre realtà.

Il Distretto – ha evidenziato Lamiranda – è un Ente Strategico, una “modalità” innovativa di governance territoriale utile per il progresso economico delle Comunità locali, in quanto sistema pubblico economico-sociale di gestione decentrata, nell’ambito del quale la presenza e la partecipazione della componente privata è ritenuta essenziale. L’accordo di Sviluppo – ha aggiunto – si caratterizza per la realizzazione di un “Progetto Pilota” che individua e riconosce quali elementi strategici: l’ambiente e il territorio come grande ed unitario attrattore; la cultura e la formazione, per tutti, come necessità presupposta ed indispensabile per il successo di tutto il progetto e per la crescita delle comunità territoriali; l’Immigrazione come obiettivo primario per far tornare a vivere i Comuni della Basilicata; l’Internazionalizzazione come opzione strategica di collocazione del territorio nel mercato e nella società multietnica; l’inclusione sociale e la programmazione partecipata quali condizioni necessarie per la formulazione di politiche pubbliche condivise e caratterizzate da criteri di trasparenza, funzionalità, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa; l’adeguamento e la messa in sicurezza delle vie di comunicazione interne e di accesso alle aree quali condizioni indispensabili per la fruizione dei territori.

Nell’incontro è stata apprezzata l’impostazione data dal Distretto lucano considerato come riferimento per la loro organizzazione. In particolare tutti gli intervenuti hanno riconosciuto il Distretto come nuova ed innovativa modalità di governance territoriale nell’ambito della quale la partecipazione della componente privata è ritenuta fondamentale. Si è convenuto sull’opportunità di un collegamento operativo permanente tra i Distretti delle regioni meridionali non solo per scambiare le buone pratiche esistenti ma per svolgere un’azione congiunta verso le istituzioni regionali affinchè le stesse sostengano adeguatamente l’attività di promozione ed animazione locale con modalità innovative indispensabili a bloccare l’esodo senza ritorno dei giovani verso il nord del Paese e verso l’estero. E questa l’emergenza principale su cui tutti hanno convenuto così come sulla necessità dell’internazionalizzazione, della formazione diretta e in loco dei giovani, dell’incremento della qualità dell’accoglienza da parte di tutte le componenti del territorio. E’ stato infine concordato un calendario di incontri operativi a cominciare da settembre.

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