Consorzio di Bonifia, la Cia chiede il ricorso al Tar

Gli esiti della consultazione, a distanza di ben 3 giorni, sono ancora sconosciuti e bisogna fidarsi delle note di stampa diffuse dalla Coldiretti. E’ quanto si legge in una nota di Donato Di Stefano-  Coordinatore regionale della Cia. “Leggiamo che si plaude, con soddisfazione, al ritorno dell’autogoverno delle imprese agricole in materia di Bonifica, si esulta per l’eccellente risultato conseguito dalla Coldiretti che la proietta ad essere unica rappresentante delle Imprese Agricole lucane (quelle con la “I” maiuscola), con una rappresentatività quasi simile alla maggioranza governativa della Corea del Nord.
Non ci è ancora dato sapere quanti sono stati gli elettori che fisicamente si sono recati ad esercitare il diritto di voto e quanti voti sono stati espressi per delega, quanti voti hanno ricevuto le liste e chi sono i candidati eletti.
Da quanto si vocifera i voti espressi sono poco più di un migliaio su circa 35.000 aventi diritto, aggiungiamo che qualche centinaia di voti sono stati espressi….bontà loro….per delega, alla fine le persone che fisicamente hanno espresso un voto valido ai seggi sono state, forse, circa 700/800.
Altro che partecipazione! Se così dovesse essere, ma religiosamente aspettiamo i dati ufficiali, sarebbero stati espressi poco più del 2% dei voti degli aventi diritto.
Se questi sono i dati, significa che tante cose non hanno funzionato! A partire dalla legge regionale istitutiva del Consorzio.
Non vi è stata capacità di gestione della delicata fase pre-elettorale da parte del Consorzio, non abituato al confronto, con un concetto della partecipazione democratica o del coinvolgimento molto particolare, forse rinvenienti da vecchie incrostazioni culturali.
La grande confusione ed i gravi e ingiustificati ritardi accumulati dal Consorzio, hanno concorso a creare un ulteriore distacco dei contribuenti dalla struttura consortile.
Come CIA – Agricoltori Italiani, avevamo quasi creduto che finalmente si era deciso di mettere in piedi una vera struttura di servizio per l’agricoltura, per il territorio e per l’ambiente. Una struttura democratica, efficiente ed efficace, sana, capace di rilanciare una vera azione di in materia di bonifica e irrigazione, accumulo e gestione delle acque, salvaguardia e sicurezza dei territori.
Al primo atto, la cosiddetta fase di “democratizzazione”, il nuovo Consorzio ha dimostrato il proprio totale fallimento, a partire dalla terziarietà della struttura consortile.
La CIA pur avendo concorso a presentare liste composte da rispettabili e professionali agricoltori (che non hanno bisogno di alcuna patente come Imprenditori Professionali!), ha rinunciato a  giocare una partita condizionata e ringraziando i candidati e tutti quegli elettori, uomini e donne liberi da qualunque e qualsivoglia condizionamento, che con grande dignità e in qualche caso coraggio, senso di appartenenza, spiccata coscienza civica e democratica (questa si con la “D” maiuscola), ha esplicitamente e per tempo richiesto la sospensione della consultazione, riconfermata con la richiesta al TAR di annullamento della consultazione del 15 luglio 2018, ritenendo violati taluni legittimi ed elementari diritti.
Una competizione viziata, come dalle tante prese di posizione di queste settimane, gradita – invece – a chi già con la presentazione delle liste aveva definito accordi politici sottobanco. Lo dice la stessa Coldiretti quando afferma della propria intesa con l’attuale Commissario per la prosecuzione del suo impegno nel Consorzio in qualità di Amministratore Unico”.

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