Braia: carta vocazionale del nocciolo in Basilicata disponibile online

“Per la prima volta disponibile una carta vocazionale su una coltura. La carta di attitudine regionale alla coltivazione del nocciolo, presentata nei giorni scorsi ufficialmente, è lo strumento prioritario per le valutazioni e la pianificazione. Grazie al lavoro congiunto con il Dipartimento Agricoltura, gli imprenditori agricoli lucani e i decisori politici hanno oggi a disposizione sul portale web regionale.

Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche e Forestali, Luca Braia.

“La produzione di nocciole di qualità diventa – prosegue l’Assessore Luca Braia – a 3 anni dalla sottoscrizione dell’accordo quadro di programma tra la Regione e Ferrero, una concreta opportunità di valorizzazione del territorio agricolo regionale lucano e di sviluppo economico per il comparto. L’auspicio è l’ulteriore radicamento e ampliamento degli insediamenti produttivi dei noccioleti anche attraverso investimenti che coinvolgano sempre più in ottica di filiera. La Basilicata punta allo sviluppo della frutta in guscio.

La carta vocazionale è consultabile e al link del Geoportale Regionale

http://bit.ly/CartaVocazionaleCorilicolturaBasilicata da cui possibile anche stamparla in diverse scale ed è scaricabile in PDF dal linkhttp://bit.ly/CartaAttitudineColtivazioneNoccioloBasilicata nella sezione Dipartimento Agricoltura del sito della Regione Basilicata.

E’ un elemento innovativo e parte integrante del Progetto Nocciola Italia: il primo esempio di pianificazione territoriale per lo sviluppo della coltivazione corilicola su larga scala che deve essere da esempio applicativo, nella nostra regione, anche per altri settori e colture.

La cartografia di attitudine realizzata, su base cartografica della “Carta dei Suoli della Regione Basilicata in scala 1:250.000”, fornisce le informazioni di carattere generale, a scopo pianificatorio, con indicazione di possibili limitazioni che permettono di indirizzare le scelte regionali e locali. Abbiamo ottime prospettive di crescita grazie ad un territorio particolarmente vocato alla coltivazione di nocciole di qualità e la conoscenza dei caratteri del territorio dove l’imprenditore andrà a eseguire l’impianto è di fondamentale importanza, perché da essa dipende il successo o meno dell’investimento produttivo.

Dobbiamo allora continuare sinergicamente a far crescere la cultura della corilicoltura in Basilicata, soddisfatti per il lavoro svolto sino ad oggi anche grazie ad Alsia che ha accompagnato il percorso e la formazione/informazione.

Sono state avviate  le attività di ricerca applicata per il miglioramento della produzione del nocciolo negli areali lucani maggiormente vocati attraverso il trasferimento dell’innovazione e nell’ottica della sostenibilità ambientale, del gruppo operativo del PEI, Progetto CORILUS – Corilicoltura Lucana Sostenibile finanziato dalla Misura 16.1.

La Basilicata è oggi, ricordiamo, protagonista del primo accordo di filiera sottoscritto al sud con contratto acquisto a lungo termine, con i primi 100 ettari di nocciolo impiantato dalle 23 aziende aderenti alla Rete di imprese Basilicata in Guscio, nell’ambito del progetto di filiera corilicola di Ferrero Hazelnut Company, che diventeranno 1500 entro i prossimi 5 anni, della filiera di produzione corilicola 100% italiana.

L’accordo quadro di programma – conclude Braia – per lo sviluppo della corilicoltura in Basilicata sottoscritto dalla Regione con Ismea e Ferrero nel 2015 ha posto le basi, in prospettiva, per una importante opportunità di sviluppo  del settore agricolo lucano e del settore vivaistico che oggi vede i primi risultati concreti. La carta vocazionale del territorio, la sperimentazione, l’accompagnamento, una rete di imprese costituita che sottoscrive il contratto di acquisto a lungo termine, sono oggi realtà.

Stiamo immaginando strumenti ulteriori a sostegno dello sviluppo della frutta in guscio, con l’ampliamento previsto come obiettivo fino a 1500 ettari ed oltre, con gli investimenti strutturali già accordati e con il sostegno di investimenti che coinvolgono le filiere come ad esempio le misure 16.1 e 16.2 del Psr Basilicata 2014-2020.”

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