CARABINIERI DEL ROS : OPERAZIONE “ALBA” ARRESTATO MACEDONE

I Carabinieri del ROS (Raggruppamento operativo speciale) hanno effettuato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Roma nei confronti di cittadino macedone , indagato per addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.

Dalle indagini risulta che il macedone era ospite del Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio in provincia di Potenza, dove era stato condotto il 27 aprile scorso dopo essere stato sottoposto a perquisizione personale e domiciliare disposta nell’ambito dello stesso procedimento penale. L’indagine è il risultato di una sistematica ed approfondita analisi del Web, condotta dal ROS a partire dal 2009, finalizzata ad identificare profili social di soggetti a rischio di radicalizzazione  jihadista, in quanto contenenti materiale di propaganda riconducibile ad organizzazioni terroristiche di matrice confessionale, come l’autoproclamato “Stato Islamico”.

Proprio da un profilo facebook dell’indagato sono emerse  fotografie di terroristi armati nonché iconografia riconducibile a gruppi terroristici. L’usuario è stato identificato nel cittadino macedone che era solito recarsi nel paese natio e fare rientro in Italia, dove prestava  attività lavorativa nel settore della selvico. Dal suo recente ritorno  in Italia, si sviluppava in attività tecniche e dinamiche che permettevano di delineare il profilo del macedone e la natura delle sue attività in internet. Emergevano, in particolare, l’interesse per le armi, per le informazioni sulle attività di “Stato Islamico”, e per  i video addestrativi, che visionava in grandissima quantità , sull’uso e sulle potenzialità delle armi da guerra, di quelle in commercio nonché per le armi bianche.

L’indagato aveva già progettato di lasciare il territorio italiano,  e nella perquisizione del suo domicilio, effettuata lo scorso aprile i carabinieri avevano rinvenuto aeromobili a pilotaggio remoto (APR), abbigliamento militare e smartphone. L’analisi di questi ultimi ha condotto all’acquisizione di elementi concreti in merito all’ipotesi di reato sopra citata, ovvero che l’indagato si stesse auto-addestrando in vista di eventuali future iniziative terroristiche, eventualmente anche in aree di crisi come la Siria, come peraltro testimoniato dai numerosi filmati visionati dal cittadino macedone sull’uso di droni commerciali armati, sulla fabbricazione di armi bianche e da fuoco nonché sulla realizzazione di dispositivi atti ad offendere (Taser) ricavati modificando e successivamente oggetti di uso comune.

Commenta per primo

Commenta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*