Il Centro Carlo Levi ricorda Tommaso Giura Longo

La scomparsa di Tommaso Giura Longo, avvenuta ieri a Palermo, a soli 7 giorni da quella di Leonardo Sacco, segna la perdita di due dei principali protagonisti della stagione del “riscatto” politico-culturale ed urbanistico di Matera antica.

Il Centro Carlo Levi ricorda il forte e determinato impegno profuso da Giura Longo e Sacco allorchè, evacuati i Sassi, la città era alla ricerca di una soluzione culturale ed urbanistica da dare al problema della loro salvaguardia; che era poi quello della salvaguardia dell’identità storica della città: e fu proprio il Convegno organizzato nel 1967 dalla rivista “Basilicata” diretta da Leonardo Sacco, al quale partecipò attivamente Tommaso Giura Longo, insieme ad altri esponenti della cultura italiana (tra cui lo stesso Carlo Levi), a dare avvio al riconoscimento di valore storico-urbanistico universale dei Rioni Sassi, sfociato nella richiesta che fosse un Concorso Internazionale d’Idee ad affrontarne compiutamente le modalità di “riabilitazione urbana”.

Di Tommaso Giura Longo, insieme al compianto fratello Raffaele, insigne storico materano, ricordiamo la fondamentale riaffermazione del ruolo dei Sassi quale “Centro Storico” della città: ruolo ancora negato, in conseguenza della stagione del degrado igienico-urbanistico e sociale.

Ed insieme al ruolo storico, si deve in particolare a Tommaso Giura Longo, l’idea strategica e modernissima, che i Rioni Sassi dovessero ritornare ad essere città abitata, quartiere urbano della città contemporanea.

Ricordiamo lo slogan da Lui coniato negli anni delle prime sperimentazione del recupero urbanistico:

“Una città viva, abitata ed usata, è il miglior museo di se stessa”.

Uno slogan, una scelta culturale ed urbanistica condivisa da molti intellettuali ed urbanisti italiani (ricordiamo tra gli altri Bruno Zevi, Antonio Cederna, Pierluigi Cervellati ecc.), che si opponeva strenuamente all’idea di fare dei Sassi un oggetto di pura fruizione estetica: il (muto) “museo della (cosiddetta) civiltà contadina”.

Ed invece, per Tommaso Giura Longo, i Sassi sarebbero dovuti rientrare, a pieno titolo, nel disegno della città contemporanea con tutta la qualità, e la forza attrattiva, del loro straordinario tessuto urbano, della loro particolarissima organizzazione dell’abitare, stratificatasi in mille anni di storia urbana. Cosa che è avvenuta, di cui oggi la città va fiera, e sulla quale sta costruendo una buona fetta del suo futuro.

Il Centro Carlo Levi, nel ricordare la figura di un eminente architetto ed intellettuale materano, ne vuole riconoscere il ruolo fondamentale che Egli ha ricoperto, insieme a quel gruppo di riferimento politico-culturale che ha fatto capo alla Rivista “Basilicata”, nel pianificare e progettare la Matera contemporanea: di quel ruolo, di quell’impegno, tutti dobbiamo essere grati, e di quel messaggio tutti dobbiamo farci carico.

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