All’Open Design School l’esperienza di uno studio di architettura spagnolo e di una Ong

C’è una via per il riutilizzo degli spazi pubblici urbani attraverso interventi sostenibili e temporanei finalizzati da una parte a migliorare i luoghi e dall’altra a favorire nuove forme di socializzazione. Su questa strada si muovono le progettazioni di “Enorme”, studio di architettura di Madrid, e Creàtica, Ong attiva nel reinserimento in società di ragazzi svantaggiati attraverso nuove tecnologie.

Nell’appuntamento Open talk organizzato al Casino Padula dalla Fondazione Matera-Basilicata2019, Carlos Flores di “Creàtica Ong” e Carmelo Rodriguez di “Enorme”, studio di architettura, hanno illustrato, non solo ai partecipanti dell’Open design School, ma anche a numerosi cittadini curiosi, le modalità dei loro interventi molto apprezzati in tutto il mondo e le connessioni proprio con il progetto pilota di Matera2019. “Proprio come state facendo qui a Matera – ha detto Rodriguez – anche i nostri interventi sono realizzati attraverso competenze trasversali e, soprattutto, con una condivisione della comunità locale che quegli spazi deve abitarli. Inoltre, i nostri team sono spesso formati da persone del posto e da persone che vengono da diverse parti del mondo. Anche in questo senso c’è uno stretto collegamento con il gruppo di lavoro che avete messo in piedi”.

Rodriguez quindi, facendosi aiutare da diapositive e filmati, ha presentato alcuni allestimenti di spazi pubblici realizzati partendo, ad esempio, da un solo gradino di una piazza, per costruire sedute modulari e capaci di cambiare a seconda di specifiche esigenze. Oppure allestimenti realizzati con semplici tavolini che, ad incastro, formano ora una piramide, ora un auditorium o un palcoscenico. E proprio in tema di allestimenti per spettacoli, Rodriguez ha illustrato la realizzazione di un palcoscenico amovibile istallato temporaneamente in una piazza di Madrid e a disposizione di artisti e cittadini. Al centro dei loro allestimenti sempre le persone. “I nostri interventi – ha detto il rappresentante di Enorme – sono sempre finalizzati a animare i grandi spazi pubblici. In questo senso è centrale il rapporto tra le persone. Ad esempio, abbiamo provato a realizzare panchine dove una coppia non si parla di lato, ma sta di fronte. Mentre a Palermo abbiamo trasformato un autobus in un hub culturale con la collaborazione degli studenti della locale università”.

Un modello che è stato portato anche in Venezuela dove è stato riallestito uno spazio pubblico prima adibito a spaccio di droga e delinquenza comune, poi, attraverso un percorso di formazione, diventato luogo di incontri e piattaforma di opportunità. “Cambiare lo spazio pubblico significa anche provare a cambiare le persone in meglio”.

Flores, invece, si è soffermato sugli interventi tecnologici come, ad esempio, l’allestimento di pannelli solari su palchi e strutture amovibili in modo da renderle autosufficienti dal punto di vista energetico.

Nel pomeriggio i due architetti hanno tenuto workshop rivolti in modo specifico ai partecipanti dell’Ods attualmente impegnati proprio nella ideazione e realizzazione degli allestimenti per i luoghi che ospiteranno il programma culturale di Matera2019. Allestimenti, appunto, come quelli di Enorme e di Creatica, capaci di dialogare con i luoghi, con il paesaggio circostante, e con gli stessi cittadini.

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