A Matera e Potenza la presentazione del libro “Lacrime di sale”.

Un libro che parla della tragedia dell’emigrazione e dell’esodo della nostra epoca, definito un “Pugno nello stomaco”. E’ “Lacrime di sale” (edizioni Mondadori) scritto da Pietro Bartolo e Lidia Tilotta che sarà presentato il 29 giugno alle 18 nella sala Battista della Biblioteca provinciale di Matera e il 30 giugno alla libreria Ubik di via Pretoria 50 a Potenza.

Le presentazioni sono promosse dall’Associazione Cittàchelegge, dalla Cooperativa “Il Sicomoro”, dalla Fondazione “Città della Pace”, dalla Provincia e dal Comune di Matera e rientrano nell’ambito delle iniziative della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra ogni anno il 20 giugno per promuovere appuntamenti di sensibilizzazione sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo costretti a lasciare le proprie terre.

“Lacrime di sale” è il racconto di un uomo, che ha deciso di dedicare la sua vita e la sua professione all’accoglienza, alla cura di uomini, donne, bambini vittime di guerre e conflitti che scelgono la fuga, spesso conclusa dalla morte in viaggio, per trovare una vita migliore.
La storia di Pietro Bartolo, il medico che accoglie e cura i migranti a Lampedusa, è una vicenda in cui le diverse umanità si ritrovano sulle rive di un luogo che è diventato simbolo dell’accoglienza.

La storia di Bartolo, il racconto di un bambino che diventa adulto e nella sua isola decide di occuparsi degli ultimi del mondo, è stata scritta a quattro mani con la giornalista palermitana Lidia Tilotta. Caposervizio della Tgr Sicilia, è stata conduttrice e inviata della trasmissione “Mediterraneo” e si è occupata di migranti e di Lampedusa.

“Il racconto di Lacrime di sale appartiene a tutti noi e ci chiama a fare i conti con il senso che diamo al termine altruismo – spiega il Presidente di Cittàchelegge, Antonella Ciervo – e l’esempio di Pietro Bartolo supera ogni retorica diventando un esempio che è scelta di vita. E’ proprio grazie a questi elementi positivi che si può comprendere cosa vuol dire affrontare un esodo storico e inaspettato ma con il quale dobbiamo confrontarci tutti i giorni”.

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