Spoleto, Laureti: “Al lavoro per diventare anche noi, come Matera, Capitale della Cultura”

“Ascoltando tutto quello che è stato fatto per Matera – ha detto Camilla Laureti – mi rendo conto che è possibile fare tante delle cose che sono state fatte lì, anche in questa città, a Spoleto”. Così la candidata sindaco giovedì, all’incontro con i vertici della Fondazione Matera-Basilicata 2019, il presidente Salvatore Adduce e il direttore Paolo Verri, per parlare di “Spoleto capitale della cultura: ce la possiamo fare!”.

 “Un incontro fatto volutamente in una frazione, Baiano di Spoleto, perché sono convinta che la cultura debba coinvolgere tutto il tessuto della città, a partire dalle frazioni: una lezione che ci insegna Matera stessa. La città lucana, con le sue iniziative culturali e i suoi eventi durante tutto l’arco dell’anno, ci dimostra anche che manifestazioni come il Festival dei Due Mondi sono solo una piccola parte di tutto quello che Spoleto può offrire ed è per questo che è necessario metterci subito al lavoro”.

 Parole supportate da un’esperienza concreta, come ha raccontato il presidente di Fondazione Matera-Basilicata 2019 Salvatore Adduce, sindaco della città al tempo della sua candidatura come capitale europea della cultura: “Attraverso la scelta dell’amministratore della città, voi siete chiamati a scegliere chi si farà portatore di un grande cambiamento culturale, perché è attraverso la cultura che cambiamo noi stessi, il modo di approcciare ai problemi e il nostro rapporto con la realtà. A Matera, abbiamo “strappato” la cultura dalle mani dell’elite e l’abbiamo data a tutti, reinserendola nel circolo virtuoso dell’economia, perché la cultura appartiene alla città nel suo complesso. È su questo concetto, su queste basi – ha detto Adduce – che dobbiamo spingere: investire sulla cultura, come vuole fare Camilla, è una scelta strategica che i cittadini capiranno perché è da qui che può nascere per Spoleto una nuova primavera”.

 “Una città – ha continuato Paolo Verri – che ha molte somiglianze con Matera: è estesa, è rurale ed è bellissima. È soprattutto per quest’ultimo motivo che deve diventare un laboratorio di idee di chi ci vive. Parlo soprattutto per i giovani che oggi abitano in primis in spazi digitali: il compito di un’amministrazione è quello di restituire loro il piacere di abitare in spazi urbani”. E ha aggiunto: “Entro qualche anno in Italia arriveranno 30mila turisti: chi intercetterà questo fenomeno, avrà nuove opportunità. Spoleto deve esserne consapevole e diventare, come Matera, destagionalizzata nel settore turistico, ma soprattutto un “nome ombrello”, un punto di aggregazione per tutto il territorio”.

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