Presentati i dati del progetto “Magna Charta del volontariato per i beni culturali in Basilicata”,

Presentati giovedì, 20 giugno presso la Sala Levi di Palazzo Lanfranchi, i dati dell’indagine condotta per conoscere il grado di collaborazione tra Terzo settore e luoghi della cultura, promossa dal CSV Basilicata e Fondazione Promo PA, con la collaborazione di CsvNet e l’Ufficio Sistemi Culturali e Turistici, Cooperazione Internazionale di Basilicata, il Polo Museale Regionale della Basilicata – MiBACT e il sostegno della Fondazione con il Sud.
La ricerca, momento conclusivo della prima fase del progetto “Magna Charta del volontariato per i beni culturali in Basilicata”, riproduce uno spaccato della rete di relazioni fra cultura e volontariato, fino a oggi rimasto non indagato e pone le basi per possibili sviluppi di collaborazione future.
All’indagine hanno partecipato circa il 40% dei luoghi della cultura e il 39% degli Enti del terzo settore e ne emerge, quindi, un quadro abbastanza rappresentativo e diffuso delle dinamiche e delle relazioni esistenti tra cultura e volontariato.
“La ricerca disegna un quadro abbastanza eterogeneo nella regione, che vede collaborazioni per lo più costruite in modo spontaneo, limitato, poco produttivo, sicuramente non regolamentato ma che consente, allo stesso tempo, di leggere i rispettivi bisogni a dare concretezza al percorso di costruzione di una rete tra istituzioni culturali e volontariato, così come indicato nella Magna Charta del volontariato per i beni culturali”. Ha sostenuto Leonardo Vita, Presidente di CSV Basilicata, che prosegue: “Da questa rappresentazione si potrà partire per verificare le possibilità di una reale collaborazione tra istituzioni e volontariato in un regime di sussidiarietà e fissare principi, ruoli e regole entro i quali muoversi”.
I risultati mettono in evidenza, da una parte, un elevato grado di soddisfazione espresso dai luoghi della cultura rispetto al rapporto di collaborazione stabilito con il terzo settore, più della metà dei soggetti infatti, indica un livello di soddisfazione che va da “molto” a “completamente”; dall’altra, di contro, gli Enti del Terzo Settore manifestano poca soddisfazione (il 27,3% afferma di essere poco soddisfatto) e mancanza di rapporti stabili e non formalizzati attraverso una convenzione o accordo di programma. Più della metà infatti, 143 associazioni/organizzazioni attive (54,5%), opera in modo informale, senza attivare una convenzione con il soggetto con cui collabora. Tra quelle che hanno una convenzione, un terzo l’ha stipulata con un luogo della cultura pubblica e un quarto con un luogo della cultura privato.
Un mondo del volontariato che appare propositivo, ma che esprime diverse preoccupazioni, tra le maggiori la scarsa diffusione di finanziamenti attingibili attraverso bandi pubblici e privati, seguita dall’insufficienza del personale e dalla eccessiva burocratizzazione e lentezza delle procedure.
La presentazione dei dati, a cura di Francesca Velani, Vicepresidente di PromoPA Fondazione, e di Tina Paggi, Direttrice di CSV Basilicata, è stato un importante un momento di confronto fra istituzioni e associazioni, per fare il punto e predisporre dei ponti progettuali futuri. L’intento della ricerca è, infatti, raccogliere evidenze utili alla messa in opera di percorsi progettuali condivisi sul modello Magna Charta, che aiutino da un lato a rendere stabili, attraverso l’adozione di convenzioni, i rapporti in essere e supportino dall’altro la fase di startup dei progetti stessi, attraverso l’ideazione e sviluppo di azioni comuni da parte di luoghi della cultura e associazioni.
“Documento operativo dal quale partire per la redazione, dopo la sperimentazione Toscana e Lucana, di un documento univoco e valido per tutte le regioni d’Italia, declinabile in base alle singole particolarità territoriali e che, secondo quanto ha sostenuto Stefano Tabò, Presidente di CSVnet, “oltre che guida per regolamentare i rapporti tra beni culturali e volontariato possa essere uno strumento utile a validare la presenza e il ruolo del volontariato all’interno dei luoghi della cultura”.
E’ questa la strada auspicata e voluta da tutti i soggetti coinvolti e intervenuti alla serata, da Marta Ragozzino, Direttrice del Polo Museale di Basilicata, che si è detta lieta di sostenere il progetto e sposare un’iniziativa che valorizzi il fondamentale ruolo del volontariato nel settore dei beni culturali, a Salvatore Adduce, Presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019, che ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei volontari e del mondo del terzo settore in funzione della buona riuscita del grande appuntamento di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, e Patrizia Minardi, Dirigente Sistemi Culturali e Turistici Regione Basilicata, che ha espresso la volontà di seguire il progetto in tutte le sue fasi per una programmazione futura.

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