Liste d’attesa: Sanità Futura, “Eppur si muove” … ma lentamente

Per ridurre le liste di attesa di esami e visite specialistici non c’è solo la recente decisione di Asp e Ao San Carlo di ampliare il venerdì pomeriggio alcune attività ambulatoriali presso il Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta. La mozione proposta dal consigliere Paolo Galante approvata nell’ultima seduta del Consiglio Regionale dà una mano a questo obiettivo. Essa prevede tra l’altro che “al fine di ottimizzare la gestione delle liste di attesa per l’accesso dei cittadini alle prestazioni di specialistica ambulatoriale e ai percorsi assistenziali della medicina territoriale, le prescrizioni su ricettario del Servizio sanitario regionale e le prescrizioni su modulistica del Servizio sanitario regionale di piani terapeutici, di ausili e di presidi sanitari, comprese quelle connesse a particolari aree cliniche e patologie, sono operate da: medici di medicina generale e pediatri di libera scelta; medici di continuità assistenziale; medici delle strutture pubbliche; medici operanti presso le strutture accreditate con il Servizio sanitario regionale pubbliche e private”.
Prevede inoltre che “al fine di migliorare l’integrazione tra le strutture accreditate del Servizio sanitario regionale, le strutture sanitarie private accreditate con il Servizio sanitario nazionale possono altresì avvalersi: dell’opera di medici in rapporto esclusivo con il Servizio sanitario nazionale, sempre che questa rientri nell’ambito di accordi e/o protocolli di intesa stipulati con le Aziende del Servizio sanitario regionale di dipendenza; dell’opera di medici in rapporto con altre strutture private accreditate con il Servizio sanitario nazionale”.

Francamente ci aspettavamo che le norme che sono una nostra antica richiesta – commenta Sanità Futura in una nota – fossero da tempo attuate perchè fanno parte delle disposizioni contenute all’articolo 30 della legge regionale n. 19/2017 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2017) ma aziende sanitarie e uffici regionali hanno continuato ad ignorarlo. E parliamo di quasi un anno dall’approvazione. E’ questo solo uno degli aspetti che denunciamo da tempo: nella nostra Regione, di fatto, non è garantito il rispetto del principio sancito dall’art. 32 della Costituzione che prevede la tutela della salute. Ciò perché i pazienti non hanno la possibilità di curarsi 365 giorni all’anno, tenuto conto che nessuno sa in quale periodo dell’anno ci si potrà ammalare e anche chi fruisce periodicamente delle cure non può sentirsi meno curato se la cadenza delle cure ricade in un periodo dell’anno sbagliato. Continuiamo dopo l’audizione in Quarta Commissione – sottolinea Sanità Futura – a chiedere di semplificare e rendere più omogenee su tutto il territorio le procedure burocratiche,   che confermano la necessità, ormai diventata priorità, di procedere alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure da parte dei cittadini, per garantire i LEA, contribuendo alla sostenibilità del Servizio sanitario mediante l’innovazione organizzativa. E’ questo il senso dell’iniziativa che abbiamo avviato nelle scorse settimane con la mobilitazione di operatori sanitari e cittadini e l’attivazione dello Sportello di Protesta del Malato allo scopo di fornire ogni tipo di assistenza agli utenti del SSR.

Le strutture sanitarie private accreditate – aggiunge Sanità Futura – devono poter erogare i servizi sanitari 365 giorni all’anno per non perdere l’efficacia delle cure sui pazienti, per mantenere costante la performance qualitativa della struttura e per mantenere attivi tutti i posti di lavoro che in sanità non possono essere interinali. Solo dopo aver realizzato questi presupposti si dovrà procedere con nuovi contratti alle strutture, fondati però su un sistema finalmente sano e soprattutto su fabbisogni attuali e reali. Abbiamo appreso invece che è stato proposto dal Consigliere Mollica un intervento legislativo per attivare nuovi contratti con strutture accreditate ma non ancora operanti nel sistema sanitario pubblico. In tal senso riteniamo che l’azione politica del Consigliere (da sempre attento alle criticità di questo settore) venga resa di fatto impraticabile dagli errori che la gestione sanità dipartimentale continua a iniettare nonostante i nostri ripetuti richiami. Con tutto il rispetto per l’azione del consigliere e delle strutture che intende rappresentare chiediamo a lui, e a tutti, di intervenire sul dipartimento Salute per pretendere l’efficientamento a 365 giorni annui delle cure ai pazienti, con risorse a copertura per tutti i 365 giorni all’anno! Solo con una necessaria riprogrammazione, per conseguenza naturale, si determinerà il corretto spazio da assegnare a ciascuna nuova struttura così da renderla certamente utile tutto l’anno e non condannandole a un pericoloso contentino da 90 giorni.

A parere di Sanità Futura l’attuale gestione del Dipartimento Salute, con atti e comportamenti continua a produrre un sistema fondato sulla discontinuità assistenziale, sulla inefficienza programmatoria e sullo strapotere burocratico.

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