L’Inu sul Piano Paesistico Regionale

La Regione Basilicata ha convocato i rappresentanti di INU e CENSU, assieme agli Ordini Professionali nell’ambito del processo di formazione del Piano Paesistico Regionale.

L’Arch. Anna Abate del Dip. Ambiente, dopo aver fatto il punto sullo stato di attuazione di una procedura che è stata avviata da molti anni e che si annuncia possa approdare in tempi relativamente ristretti a produrre uno strumento di pianificazione di grande utilità per la Regione Basilicata, ha richiamato il lavoro svolto dagli uffici sul censimento dei beni culturali e paesaggistici su tutto il territorio regionale che ha restituito con certezza di diritto il catalogo degli immobili e delle aree oggetto di provvedimenti di tutela (ai sensi di: L.1089/1939 “Tutela delle cose di interesse artistico e storico”, L. 1497/1939 “Protezione delle bellezze naturali”, D. Lgs. 490/1999 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali”, e D. Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”).

Sono stati presentati all’assemblea gli esperti tecnici referenti del RTI che sta supportando gli uffici regionali. L’Ing. Boscaro e l’Arch. Alagna hanno descritto le competenze del gruppo tecnico e i principali indirizzi metodologici che stanno animando la formazione del piano che passerà attraverso la redazione di un “Documento Preliminare” che potrà essere presentato entro un mese che sarà portato in Conferenza di Pianificazione nell’autunno prossimo.

La comunicazione dei tecnici, oltre ad indicare come elementi conoscitivi di partenza gli studi sul paesaggio lucano già conclusi dalla Regione Basilicata, l’atlante dei mosaici rurali, la carta dei beni vincolati ecc. hanno indicato alcune linee strategiche che rappresentano elementi di primo confronto con l’assemblea. Tra queste:

  • La ricchezza delle diversità naturalistiche e delle stratificazioni storico-architettoniche come volano di sviluppo turistico attraverso modelli di mobilità lenta e di costruzione di un’infrastruttura verde polifunzionale.
  • L’attenzione a limitare il consumo di suolo che nella specificità lucana si concretizza nell’individuazione di norme di governo delle trasformazioni nel territorio rurale.
  • Sostegno all’impresa agricola multifunzionale nel ruolo di presidio del paesaggio agrario
  • La cura del periurbano e delle fasce marginali come ambiti di sperimentazione per azioni di rafforzamento delle componenti paesistiche
  • L’impatto dei campi eolici su aree ad elevata sensibilità paesistica.

Il Presidente dell’INU Basilicata Francesco Scorza interviene alla discussione in merito ad aspetti di procedura e contenuti.

Appare come elemento caratterizzante l’approccio sviluppato dagli uffici regionali l’attenzione al coinvolgimento delle comunità locali all’interno del processo di pianificazione. Quelle comunità che sul territorio lucano svolgono un ruolo di presidio del territorio e generano una domanda di strumenti efficaci per fronteggiare criticità puntuali e deficit strutturali (come quello infrastrutturale).

Gli elementi presentati dalla struttura tecnica del Dip. Ambiente appaiono rilevanti per il contesto regionale anche se, in questa prima presentazione, siano affidati ad un preliminare approccio discorsivo non ancora documentato da elaborazioni tecniche. È però opportuno segnalare ulteriori temi caratterizzanti che mancano tra quelli precedentemente esposti:

  • i “Paesaggi dell’Estrazione Petrolifera” rappresentativi della coesistenza (chiaramente problematica), in ampie porzioni del territorio lucano, di valori ambientali di pregio e detrattori legati ai processi industriali in espansione.
  • i CONFLITTI tra le istanze delle comunità locali che esprimono domanda di servizi, di mobilità territoriale, di opportunità la cui mancata soddisfazione genera un disagio diffuso rappresentato chiaramente dal progressivo spopolamento delle aree interne a cui consegue un processo di ulteriore marginalizzazione del territorio lucano.
  • la necessità di definire la scala di redazione del piano identificando le relazioni che ne conseguiranno con gli strumenti comunali e intermedi previsti dalla LUR 23/99. Ciò immaginando che il Piano Paesistico Regionale possa compensare il vuoto programmatorio legato all’assenza della Carta Tecnica Regionale.
  • La connessione tra il Piano Paesistico Regionale e gli strumenti della Programmazione Economica dello Sviluppo Regionale con riferimento agli aspetti strategici che, nella proposta del gruppo di lavoro regionale, potranno colmare la mancanza del Quadro Strutturale Regionale che nella struttura della L.R. 23/99 avrebbe garantito una visione strategica dello sviluppo territoriale.

Ribadendo l’utilità di rilanciare una stagione di programmazione che veda protagonista la Regione Basilicata nelle funzioni che la LUR regionale le attribuisce, sarà opportuno considerare questo rinnovato impegno quale elemento di “condizionalità” per la gestione dei prossimi processi di sviluppo regionale.

Roberto Lo Giudice interviene evidenziando come i tempi previsti per il documento preliminare e la successiva discussione del piano siano assolutamente problematici: non solo in termini di procedure tecniche e amministrative, ma piuttosto per garantire qualità e adeguata condivisione dei contenuti del Piano Paesistico.

Pino Bruno rimarca come la diffusione degli impianti eolici al di fuori di uno schema territoriale chiaro abbia generato impatti paesistici rilevanti e sia emblematica di un DEFICIT di pianificazione che rappresenta una condizione strutturale per il territorio lucano alla quale il PPR potrà dare risposte.

Per il CENSU, il contributo di Beniamino Murgante ribadisce come ritornare a discutere di urbanistica e a lavorare su uno strumento strategico come il Piano Paesistico Regionale, dopo anni di totale inerzia, possa rappresentare un valore per il territorio e le comunità lucane. Dalle esperienze di ricerca da lui realizzate sul tema del Consumo di Suolo è opportuno precisare che per la Basilicata tale fenomeno va identificato come “Urban Sprinkling” e come il tema del riuso del patrimonio edilizio esistente (anche come destinazione di impianti di produzione di energia rinnovabile) rappresenti un’istanza caratterizzante.

L’efficacia di un processo di pianificazione dipende dalla robustezza della struttura conoscitiva di riferimento ed è dunque opportuno considerare le elaborazioni scientifiche prodotte dai gruppi di ricerca lucani.

L’INU e il CENSU, producendo in forma congiunta questo comunicato stampa, si impegnano a non far mancare attenzione e un confronto positivo con i referenti regionali per pervenire ad uno strumento utile alla gestione delle trasformazioni territoriali in Basilicata. Si guarda alla opportunità di promuovere una visione integrata della pianificazione paesistica sulla base delle recenti esperienze regionali (citiamo quella Pugliese che sul tema della partecipazione e coinvolgimento delle comunità ha costruito le strategie del PPTR). Auspichiamo che lo sforzo della Regione Basilicata nel voler definire uno strumento strategico come il Piano Paesistico rappresenti l’inizio di una nuova stagione della pianificazione urbana e territoriale in Basilicata.

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