Confapi:Proventi dell’imposta di soggiorno: la legge impone che siano spesi per il turismo

Con la delibera di giunta dello scorso 24 maggio il Comune di Matera ha disatteso l’accordo con le associazioni imprenditoriali circa l’utilizzo dei proventi dell’imposta di soggiorno e ha violato la legge che impone di destinare il gettito dell’imposta a finanziare interventi in materia di turismo.

Così il presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo, commenta la decisione dell’Amministrazione Comunale di destinare 338mila euro, pari a circa il 30% dei proventi dell’imposta di soggiorno, alla manutenzione del verde pubblico.

De Salvo ricorda che solo qualche mese fa l’assessore al Turismo Adriana Poli Bortone aveva raggiunto un accordo con tutte le associazioni di categoria sull’utilizzo del gettito dell’imposta di soggiorno, accordo contenuto in un documento articolato che la giunta comunale ha deliberatamente ignorato.

Oltre tutto – aggiunge il presidente di Confapi Matera – se l’Amministrazione volesse rivedere quell’accordo, dovrebbe almeno avere la compiacenza di riconvocare le associazioni per ridiscuterlo e spiegare come intenda utilizzare quelle risorse.

Queste somme, infatti, non dovrebbero essere destinate all’amministrazione ordinaria ma a un progetto specifico per l’individuazione del quale le associazioni imprenditoriali dovrebbero essere consultate.

Eventi, accoglienza, marketing, segnaletica, sono solo alcuni dei punti contenuti nell’accordo. Confapi Matera avanza due richieste: 1. che sia rispettata la normativa che prevede l’utilizzo dei proventi dell’imposta di soggiorno per il turismo; 2. che siano consultate le associazioni di categoria circa il migliore impiego possibile di quelle somme, avendo cura di mantenersi nel solco delle attività e dei servizi turistici ed evitando il solito assalto alla diligenza.

Sin dall’introduzione, nel 2012, dell’imposta di soggiorno da parte del Comune di Matera e di altri Comuni a vocazione turistica della provincia, Confapi reitera la richiesta di istituire tavoli tecnici con le associazioni di categoria per discutere dell’impiego dei proventi dell’imposizione.

All’inizio contraria all’istituzione dell’imposta, poi rispettosa delle scelte comunali, Confapi Matera ricorda che, trattandosi di un’imposta di scopo ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 23/2011, i proventi devono essere reimpiegati a vantaggio del turismo locale, non potendo le amministrazioni comunali spendere le risorse ricavate per altri fini che non siano quelli prettamente turistici.

Finora non abbiamo neanche saputo come sono stati utilizzati questi soldi per il miglioramento dei servizi turistici, quindi che cosa i Comuni interessati abbiamo fatto o intendano fare con queste risorse, quali servizi intendano offrire al turista, quali interventi abbiano finanziato o intendano finanziare in materia di turismo.

Per questo motivo – conclude De Salvo – gradiremmo discutere del miglior utilizzo possibile dei proventi dell’imposta di soggiorno, imposta di scopo che a questo punto potrebbe compensare la perdita di competitività per le imprese turistiche con adeguati servizi da offrire ai turisti.

Proventi dell’imposta di soggiorno:

la legge impone che siano spesi per il turismo

Con la delibera di giunta dello scorso 24 maggio il Comune di Matera ha disatteso l’accordo con le associazioni imprenditoriali circa l’utilizzo dei proventi dell’imposta di soggiorno e ha violato la legge che impone di destinare il gettito dell’imposta a finanziare interventi in materia di turismo.

Così il presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo, commenta la decisione dell’Amministrazione Comunale di destinare 338mila euro, pari a circa il 30% dei proventi dell’imposta di soggiorno, alla manutenzione del verde pubblico.

De Salvo ricorda che solo qualche mese fa l’assessore al Turismo Adriana Poli Bortone aveva raggiunto un accordo con tutte le associazioni di categoria sull’utilizzo del gettito dell’imposta di soggiorno, accordo contenuto in un documento articolato che la giunta comunale ha deliberatamente ignorato.

Oltre tutto – aggiunge il presidente di Confapi Matera – se l’Amministrazione volesse rivedere quell’accordo, dovrebbe almeno avere la compiacenza di riconvocare le associazioni per ridiscuterlo e spiegare come intenda utilizzare quelle risorse.

Queste somme, infatti, non dovrebbero essere destinate all’amministrazione ordinaria ma a un progetto specifico per l’individuazione del quale le associazioni imprenditoriali dovrebbero essere consultate.

Eventi, accoglienza, marketing, segnaletica, sono solo alcuni dei punti contenuti nell’accordo. Confapi Matera avanza due richieste: 1. che sia rispettata la normativa che prevede l’utilizzo dei proventi dell’imposta di soggiorno per il turismo; 2. che siano consultate le associazioni di categoria circa il migliore impiego possibile di quelle somme, avendo cura di mantenersi nel solco delle attività e dei servizi turistici ed evitando il solito assalto alla diligenza.

Sin dall’introduzione, nel 2012, dell’imposta di soggiorno da parte del Comune di Matera e di altri Comuni a vocazione turistica della provincia, Confapi reitera la richiesta di istituire tavoli tecnici con le associazioni di categoria per discutere dell’impiego dei proventi dell’imposizione.

All’inizio contraria all’istituzione dell’imposta, poi rispettosa delle scelte comunali, Confapi Matera ricorda che, trattandosi di un’imposta di scopo ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 23/2011, i proventi devono essere reimpiegati a vantaggio del turismo locale, non potendo le amministrazioni comunali spendere le risorse ricavate per altri fini che non siano quelli prettamente turistici.

Finora non abbiamo neanche saputo come sono stati utilizzati questi soldi per il miglioramento dei servizi turistici, quindi che cosa i Comuni interessati abbiamo fatto o intendano fare con queste risorse, quali servizi intendano offrire al turista, quali interventi abbiano finanziato o intendano finanziare in materia di turismo.

Per questo motivo – conclude De Salvo – gradiremmo discutere del miglior utilizzo possibile dei proventi dell’imposta di soggiorno, imposta di scopo che a questo punto potrebbe compensare la perdita di competitività per le imprese turistiche con adeguati servizi da offrire ai turisti.

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