Confapi su chiusura redazione materana “Gazzetta del Mezzogiorno”

“La decisione di chiudere la Redazione di Matera della Gazzetta del Mezzogiorno suscita forti preoccupazioni in chi, come Confapi Matera, Associazione rappresentativa di oltre 600 imprese per circa 15.000 dipendenti, crede molto nell’informazione locale come veicolo di cultura, strumento di formazione del pensiero, garanzia di libertà di espressione, in una parola connubio tra cultura e società”. Lo afferma, in una nota, il presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo.
“Sin da quando, nel Settecento, nacquero i primi giornali italiani, detti Gazzette perché costavano una gazeta, monetina di pochi centesimi, i giornali italiani, pur ancora distanti da quelli olandesi, francesi e inglesi, ebbero il merito di ricomporre il divorzio della cultura dalla società, distacco attuato dalla Controriforma, e di avvicinare il popolo (“gregge”) al fondamentale strumento dell’alfabeto.
Il passare dei secoli e l’evoluzione repentina del mass media non hanno tuttavia cancellato l’enorme importanza e il ruolo strategico della carta stampata soprattutto nei ceti più popolari, non a proprio agio con internet, grazie alla capillare diffusione nei bar, negli uffici, nei negozi.
Matera, capitale europea della cultura nel 2019, non può permettersi di perdere la redazione della Gazzetta del Mezzogiorno. Ricordiamo che il giornalismo, in contrapposizione alla “cultura di serra” senza alcun legame con la realtà, vive di pubblico e quindi deve accoglierne la voce, le curiosità, le ansie; i giornalisti devono mescolarsi con esso, adottare la sua lingua, scendere per le strade.
Trasferire i giornalisti a Potenza non gioverà alla Gazzetta del Mezzogiorno anzi – speriamo di sbagliarci – ne ridurrà le copie vendute, almeno quelle in provincia di Matera”.

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