FactorYmpresa Turismo, trionfa una startup lucana

TboxChain, la startup lucana che vuole dire basta alle false recensioni turistiche attraverso il protocollo blockchain, ha vinto la call di FactorYmpresa Turismo, il programma promosso dal Ministero dei Beni Culturali e gestito da Invitalia che offre servizi di tutoraggio e contributi economici alle imprese e agli aspiranti imprenditori della filiera turistica, con l’obiettivo di far crescere qualitativamente l’offerta e rendere l’Italia più competitiva sui mercati internazionali.
Il punteggio di 93 su 100 con cui era stata giudicata l’idea, valutata come la migliore in assoluto tra quelle delle 20 startup ammesse alla call (su ben 120 che avevano fatto richiesta) era già un’ottima premessa, che è stata corroborata da un intenso percorso di full immersion di 36 ore concluso con un pitch di presentazione che ha riscosso unanimi consensi e molti complimenti da parte della giuria qualificata chiamata a valutare i migliori 10 progetti, ognuno dei quali ha portato a casa un assegno di 10.000 euro e soprattutto una validazione “istituzionale” in vista di successivi step.
«Le valutazioni degli esperti, dei tutor e mentor di Invitalia che ci hanno affiancati nel corso della full immersion di 36 ore, sono state estremamente confortanti – conferma Michele Cignarale, founder di TboxChain, che è stato protagonista a Napoli insieme al Ceo e co-founder Fausto Villani e al Business Developer Giovanni Scaramuzzo –. Torniamo al lavoro con questo primo successo che deve spingere il team, gli sviluppatori e tutti i tecnici impegnati in questa sfida a dare il massimo per accelerare lo sviluppo di un progetto estremamente ambizioso, innovativo e, per certi versi, rivoluzionario, in grado di generare valore alla filiera turistica sia lato operatori che lato cliente».
Attraverso una “Tbox” (un cubo per interni e una piastra per esterni, al cui interno si sviluppa la tecnologia) si potranno infatti raccogliere e distribuire le recensioni con una base certificata, grazie all’utilizzo della blockchain. E’ stato già depositato un brevetto che consente al sistema di operare solo dopo aver verificato l’esistenza di due prove chiave: una di location e una di identità, che garantiscono in maniera oggettiva la veridicità del dato. Tutto ciò va a incidere sulla catena della “reputazione”, alimentando una rete di fiducia tra soggetti utenti e gestori di servizi. Il Sistema garantisce gli utenti, che potranno scegliere le strutture sulla base di dati certi e reali, e gli operatori, troppo spesso colpiti da troll, profili falsi, commenti intinti nell’odio da parte di falsi clienti o addirittura di agenzie che organizzano un mercato sempre più vasto e globale.

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