Strada Galdo Pollino : “L’opera venga finanziata, progettata e caratterizzata in tempi celeri”

La situazione in cui versano le arterie di collegamento stradale lucane è sotto gli occhi di tutti tuttavia non bisogna lasciare ombre su quelle definite “arterie minori” che, in questo particolare periodo storico, versano in uno stato ancora peggiore se non di quasi abbandono. Le precipitazioni straordinarie di questi giorni hanno contribuito a peggiorarne le condizioni e in alcuni casi a renderle quasi impraticabili con una serie di improvvise e drammatiche chiusure al traffico.

La situazione già complessa, per un territorio composto da una moltitudine di comuni quasi tutti piccoli e montani, è resa ancora più difficile dallo svuotamento delle funzioni alle Province, a cui è affidata la manutenzione della maggior parte delle nostre strade, e la forte riduzione del trasferimento di risorse dallo Stato Centrale alle stesse. A peggiorare la situazione, la mancanza di programmazione senza la quale non si riesce a tener in debito conto le modifiche socio-economiche che interessano il territorio.

È il caso della Galdo-Pollino (la strada che collega la Valle del Mercure con la A/2 del Mediterraneo) dove da qualche anno insistono due nuovi insediamenti industriali (la Centrale del Mercure e l’imbottigliamento delle acque minerali San Bendetto), stabilimenti il cui funzionamento comporta il passaggio di un numero elevati di TIR sull’arteria; insediamenti che oserei definire una vera e propria manna dal cielo per le nostre aree interne sempre meno abitate.

La Galdo-Pollino è salita agli onori della cronaca a seguito del crollo del viadotto Italia, avvenuto in occasione dei lavori di ammodernamento dell’autostrada, in quanto diventò l’unica arteria in grado di assicurare il collegamento viario tra il nord e il sud del Paese. Fu allora che se ne valutò a pieno l’importanza tanto da guadagnarsi il titolo di “arteria alternativa alla A/2” e lo stanziamento Anas sul versante calabrese. Le condizioni attuali del collegamento e l’eccessivo traffico di mezzi pesanti, rendono l’arteria molto pericolosa per gli automobilisti che la percorrono ogni giorno. Da sottolineare, inoltre, che anche il tratto lucano fu finanziato da parte di Anas: peccato i fondi siano spariti prima ancora di essere assegnati.

Per questi motivi chiediamo che venga immediatamente posta la parola fine a questa telenovela finanziando, progettando e cantierizzando l’opera in tempi celeri, in modo da tutelare lo sviluppo del territorio, le popolazioni residenti, l’incolumità di lavoratori e automobilisti che per vari motivi (da non sottovalutare quelli turistici), ogni giorno attraversano il tratto stradale.

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