Patronato Acli : “Servizi di baby-sitting, dal voucher al contributo di acquisto”

Anche nel 2018 le neomamme possono – rinunciando al congedo parentale – fruire di contributi per l’accesso ai servizi baby sitting e/o a quelli pubblici per l’infanzia. Nulla è cambiato per quanto riguarda i requisiti d’accesso a questi contributi, tranne il sistema di erogazione, che dal 1 gennaio ha visto il passaggio dai cosiddetti voucher al “Libretto Famiglia”.

Lo ricorda il Patronato Acli, presso il quale è possibile avere informazioni ed inoltrare la richiesta.

A poter inoltrare la domanda sono le lavoratrici dipendenti (sia pubbliche che private) e le iscritte in via esclusiva alla Gestione separata, entro 11 mesi dal termine del congedo di maternità e le lavoratrici autonome entro 12 mesi dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del bambino.

“L’accesso a un contributo mensile – precisa la direttrice del Patronato Acli di Potenza Raffaella Ferrara – comporta la rinuncia ad un mese di congedo parentale. Una lavoratrice dipendente può fruire fino a un massimo di 6 contributi mensili, una autonoma fino a un massimo di 3. L’importo mensile massimo del contributo è pari a 600 euro”.

“La procedura – avverte però il presidente delle Acli Emanuele Abbruzzese – è un po’ farraginosa e richiede alcuni passaggi e termini da rispettare. Per questo motivo abbiamo attivato il Patronato Acli per aiutare le interessate a valutare la convenienza a fruire di questo istituto e per assisterle nell’espletamento dell’intero iter della pratica”.

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