C. S. Thalia: Piazza Prefettura non deve diventare una braceria a cielo aperto

Piazza Prefettura a Potenza, una volta considerato il “salotto buono” della città, non deve diventare una braceria a cielo aperto come, purtroppo, è accaduto nell’ultimo fine settimana. Ad essere colpita è l’immagine complessiva della città che attraverso il centro storico offre al turista, al visitatore occasionale come agli altri cittadini che frequentano il capoluogo per motivazioni diverse il primo “self” da conservare nel proprio telefonino. Perché far diventare il cuore del centro storico il ritrovo del mangiare la carne alla brace (con nubi nere diffuse e il classico odore di brace)  o dolci siciliani o cibo tradizionale greco, sia pure (per fortuna) poche volte l’anno, non è certamente una buona idea né di rilancio di via Pretoria indicata da tanti come “spenta” e tanto meno di promozione delle attività di ristorazione e gastronomia locale. Tanto più se il cosiddetto evento, che ha avuto tutte le autorizzazioni necessarie che tanti titolari di esercizi commerciali “regolari” si sognano,  non risponde ad alcuna logica di programmazione o di cartellone del Maggio Potentino. L’unica logica è quella commerciale. Detto in modo più chiaro: fare cassa con prezzi poco popolari come l’hamburger di chianina a 15 euro e la tagliata di toro a 25 euro. Per chi come noi del Centro Studi Turistici Thalia lavora da tempo per riposizionare il capoluogo di regione nel mercato turistico nazionale e non, scrollandosi di dosso la “sindrome di Matera”, oltre all’approssimazione dell’Amministrazione Comunale, quello che più ci sconcerta è l’assenza (almeno sinora) di una voce contraria a questo tipo di manifestazioni che non hanno nulla a che fare con sagre, eventi tradizionali che pure si tengono da sempre in piccoli e grandi centri della regione con al centro prodotti tipici locali. Ci sconcerta anche l’atteggiamento remissivo di ristoratori e titolari di esercizi pubblici che sono controllati costantemente su ogni aspetto che riguarda la propria attività: dalle normative sulla conservazione degli alimenti a quelle della tutela della salute dei consumatori, alla “prova” della provenienza dei prodotti utilizzati, alle misure antinfortunistiche sino all’assunzione del personale, con visite frequenti di Nas, Ispettori del Lavoro, Polizia Locale. Non ci pare che nella “braceria a cielo aperto” in Piazza Mario Pagano tutti questi fattori siano stati rispettati e controllati. Non è solo questo un aspetto di “mala competizione” quanto di immagine complessiva di una città che è ancora alla ricerca di una sua identità turistica che anche questa volta ne esce seriamente compromessa.  A costo per passare per integralisti ma non è questa l’attrazione turistica che immaginiamo per Potenza e che, per fortuna, non ci vede del tutto isolati grazie alle tante e significative iniziative di qualità svolte a partire da We Love Potenza, promotore di“Come to Potenza” la prima operazione di marketing turistico nata dal basso che mette in rete associazioni, guide turistiche, albergatori, ristoratori, imprenditori, tour operator, proprio con l’obiettivo di rendere più vivibile e appetibile Potenza , col fine di consolidare i confortanti dati sulle presenze turistiche e alimentare tutta la filiera economico-produttiva che può muoversi attorno a tutto ciò.

Arturo Giglio, segretario Centro Studi Turistici Thalia

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