Anbi, Di Stefano: meno 244 milioni di mc acqua dighe lucane

“Il nuovo allarme lanciato dai sindacati confederali dei lavoratori edili sui ritardi nella realizzazione delle opere del “Distretto G” dello schema idrico Basento – Bradano, che serviranno per l’irrigazione di un’area di circa 13 mila ettari dell’Alto Bradano, conferma la necessità di avviare il Piano Nazionale degli Invasi, da noi proposto e di cui un primo, seppur piccolo stralcio (50 milioni di euro) è stato inserito nella Legge di Stabilità”.
Ad affermarlo è il vice presidente nazionale dell’ANBI (’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) Donato Distefano che riferisce dell’ultimo report dell’Anbi sulla disponibilità idrica negli invasi italiani.
“Buone notizie arrivano dal Nord Italia, dove i grandi laghi sono tutti tornati sopra le medie stagionali ed, in Emilia Romagna, c’è una disponibilità idrica tre volte superiore a quella dello scorso anno (17,43 milioni di metri cubi contro 5,32). Diversa, seppur “a macchia di leopardo”, è la situazione nel Sud Italia, dove oggi la disponibilità ammonta a 1.227,47 milioni di metri cubi, ma erano 2.406,84 un anno fa, 2.484,34 nel 2016 e addirittura oltre il doppio (3.187,43) nel 2010.
Nello specifico della Basilicata, al 19 aprile scorso, per tutte le dighe si registra il segno meno rispetto ad aprile 2017: complessivamente siamo a -244milioni di mc, di cui -209 milioni di mc per Monte Cotugno-Senise, -13milioni 800mila per il Pertusillo, meno 8,5 milioni per San Giuliano, -11,5 milioni per il Basentello; solo la Camastra ha il segno più con +324mila mc.
Distefano torna a ribadire la centralità di una efficace e rapida politica e immediata attuazione del programma ‘d’investimenti che riguarda il piano invasi nel nostro Paese e che si interconnette con i profondi e radicali cambiamenti climatici con i quali dobbiamo fare i conti e sempre più coesistere e tentare di mitigarne effetti e conseguenze, tramite misure di adattamento e nuove soluzioni tecnologicamente avanzate. Il futuro Governo, che speriamo si formi quanto prima, dovrà avviare concretamente i tanti progetti in itinere per migliorare l’assetto idraulico del Paese: da quelli del Piano Irriguo Nazionale a quelli cantierabili con i fondi infrastrutturali stanziati dal C.I.P.E.  fino al Piano Nazionale Invasi, senza dimenticare  quanto proposto dall’ANBI con il Piano Nazionale contro il Rischio Idrogeologico, tanto per restare in tema di Giornata della Terra. In proposito, secondo dati del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, il 9,8% del territorio nazionale è costituito da aree ad elevata criticità idrogeologica: interessa l’82% dei comuni.  L’intensa urbanizzazione, sviluppatasi senza tenere in alcuna considerazione le aree fragili dal punto di vista idrogeologico (alluvioni, frane, dissesti), il contemporaneo abbandono delle aree collinari e montane da parte della popolazione e delle attività agricole, i cambiamenti climatici hanno acuito la fragilità del territorio. Il consumo di suolo in Italia continua a crescere: circa 35 ettari al giorno, una velocità di trasformazione di circa 4 metri quadrati di suolo che, nell’ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo.
Pertanto è urgente superare le lentezze burocratiche, accelerare il riparto, per avviare concretamente il Piano Nazionale Invasi, sul quale vi sono già i primi finanziamenti previsti nella Legge di Stabilità 2018. Vi sono 400 progetti già presentati, alcuni di questi riguardano anche la regione Basilicata per la quale è ancora più urgente attivare e cantierizzare alcune opere, il nostro sistema irriguo e produttivo agricolo ha necessità di poter contare su soluzioni strutturali e definitive per continuare a produrre e per avere acqua di qualità nei tempi giusti e in quantità adeguata. Un importante programma di adeguamento finalizzato a gestire bene una risorsa strategica nella nostra Basilicata anche in ragione dei cambiamenti climatici, ottimizzare i sistemi di accumulo, almeno i principali (che hanno una capacità di invasamento circa 800 milioni di mc) una quantità di risorsa inestimabile, di assoluto valore, che fa della Basilicata una regione strategica nell’ambito del Sud Italia, ponendola fra i territori da attenzionare a cui dare risposte”.

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