Mediterraneo No Triv: ” Proteggere in ogni modo l’invaso di Montecotugno”

“A seguito di quanto accaduto nel bacino idropotabile del Lago del Pertusillo a causa dello sversamento di  centinaia di tonnellate di idrocarburi nel sottosuolo, sostanze che poi potrebbero riversarsi nelle falde acquifere, incidente la cui gravità è comprovata dalle ordinanze di chiusra del Centro Olio di Villa d’Agri e dai divieti di coltivare terreni  ed emungere  le acque di falda , atteso che le operazioni di recupero del petrolio disperso nel sottosuolo è ancora e tutt’ora in corso di svolgimento, No scorie Trisaia e Mediterraneo no triv, al fine di tutelare la qualità della acque del bacino idro potabile  della diga di  Montecotugno  di Senise hanno chiesto all’E.I.P.L.I.- Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia (E.I.P.L.I.), alla Regione Basilicata e ai comuni di Senise, Rotondella, Nova Siri, Policoro, Montalbano e Scanzano in via precauzionale e al fine di tutelare la salute pubblica, di adottare ogni iniziativa utile per  isolare e chiudere, sino a quando non saranno ristabilite le condizioni certificate della bonifica di falde e del terreno, le condotte che alimentano il fiume Agri  la gronda Agri Sauro –  diga di Montecotugno  Senise. In effetti, il Sauro confluisce attraverso lo sbarramento di Aliano, nella gronda Agri-Sinniffetti.

Il principio di precauzione per la chiusura della gronda, inoltre va applicato anche in vista della futura messa in funzione di impianti di trattamento di reflui petroliferi che potrebbero poi essere immessi, una volta depurati, nel fiume Sauro. In effetti, il Sauro confluisce attraverso lo sbarramento di Aliano nella gronda  Agri –Sinni.
Stessa questione sorge anche in merito alle probabili e ancora in corso di autorizzazione di altri impianti di trattamento dei reflui a Viggiano.
La chiusura è necessaria per escludere in ogni modo qualsiasi potenziale rischio  e impatto ambientale e per poter scongiurare, in ogni modo, eventi dannosi e/o potenzialmente pericolosi e così come si sono purtroppo già verificati in altri impianti di trattamento di reflui petroliferi  in Val Basento.
A fronte dell’estrema importanza della questione e dell’invaso di acqua potabile da tutelare e proteggere in ogni modo, l’adozione di ogni cautela è atto non solo necessario ma anche dovuto.
Ricordiamo che l’acqua  è  non solo bene comune ma anche bene dell’umanità. Il rischio anche solo potenziale di comprometterlo va scongiurato in ogni modo e legittima ogni forma di cautela possibile, atteso che, per la questione analizzata, non solo esiste il modo  e  il metodo per proteggere l’invaso ma addirittura è lecito e anche opportuno farlo.

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