Regione:Proroga contratti, i commenti di Pittella, Pietrantuono, Lacorazza

ll Consiglio Regionale ha approvato a maggioranza un disegno di legge che prevede si prevede la proroga al 30 giugno 2018 dei contratti di collaborazione inerenti la rete ecologica e l’infrastrutturazione verde e di quelli connessi alle attività in materia di valorizzazione artistico culturale e di valorizzazione ambientale del territorio. Diversi gli interventi in merito alla proroga.

Il Presidente della Regione, Marcello Pittella dichiara: “Da quando si è insediato il governo si è reso in carico, per responsabilità, della platea dei lavoratori precari ed ha sempre lavorato e provato a costruire percorsi che portassero alla stabilizzazione al superamento di queste problematiche”.
“Siamo riusciti a farlo, ad esempio per l’assistenza tecnica, per il concorso Arbea, per i dipendenti precari di Acqua spa, dell’Alsia, dei consorzi di bonifica. Ed oggi per tutta la platea regionale dei precari. Ci sono già numeri importanti di stabilizzazioni maturate ed altre potranno esserci ulteriormente rispetto a quelle già fatte. Credo che il Consiglio ed i potenziali interessati potranno rendersi conto di quale lavoro è stato espletato. Il governo regionale non prova a foraggiare il precariato, ma si impegna – ha messo in chiaro Pittella – per mettere fine ad una condizione che per una parte della platea dura da 20 anni. Nei prossimi giorni ci sarà una nostra comunicazione in merito sul nostro operato in tal senso”. Rispondendo all’accusa di provvedere a rinnovare contratti in periodo elettorale Pittella ha detto che “si tratta di azioni messe in campo per etica e non per altro, frutto di un impegno diretto del governo regionale e della maggioranza. Potremmo anche in consiglio regionale andare a ridiscutere senza nessun problema tale materia e se ci saranno norme e numeri alla mano non escludiamo la possibilità di fare cose diverse, magari migliori. Siamo aperti ad ogni suggerimento. Esiste un pezzo di precariato, che nonostante i nostri sforzi non ha ancora trovato una propria rappresentazione. Davanti a queste criticità può anche essere che non abbiamo interpretato a sufficienza quel grido di dolore e quella amarezza. Ecco perché – ha concluso il governatore – dobbiamo provare a stare sulle questioni e sulla verità e cercare di agire, nel rispetto dei ruoli, anche insieme al mondo sindacale che è fondamentale”.

Al dibattito che ha preceduto l’approvazione del disegno di legge che prevede la proroga “al 30 giugno 2018 dei contratti di collaborazione inerenti la rete ecologica, l’infrastrutturazione verde e le attività in materia di valorizzazione ambientale del territorio” è intervenuto anche l’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pietrantuono.:“In un dialogo che potesse portare ad un meccanismo di accompagnamento verso forme di collaborazione che pensavamo di poter concretizzare entro il 30 marzo, ci siamo ritrovati, in realtà, a dover richiedere un tempo aggiuntivo. La stima che facemmo per dare tranquillità al lavoro, infatti, si è trovata a fare i conti con risorse non a disposizione perché il bilancio non è stato ancora approvato. Il nostro intento non è solamente quello di salvaguardare l’occupazione delle persone: stiamo ragionando in un’ottica di efficientamento dei servizi, a partire da quelli erogati, ad esempio, dagli uffici Compatibilità ed Energia. C’è poi l’altra parte della platea di lavoratori che riguarda tutta l’infrastruttura verde, il piano paesaggistico, la depurazione delle reti idriche, settori per i quali c’è bisogno di continua assistenza e di professionalità. Sulla depurazione, sui rifiuti e sulle discariche abbiamo fatto poi un lavoro enorme, dietro il quale ci sono proprio queste figure che ci aiutano a far camminare risorse e programmi. Quello che chiediamo è una sorta di periodo ponte rispetto all’approvazione del bilancio, prima di arrivare ad una soluzione stabile che potrà consentire al Dipartimento Ambiente di avere una strutturazione più robusta”.

Il consigliere regionale Piero Lacorazza, ha invece affermato:

“L’approvazione in Consiglio regionale della proroga di alcuni contratti precari è stata l’occasione per una discussione più ampia sulle politiche per il personale e sul precariato. Lo spunto è stato dato, almeno per quanto mi riguarda, dall’intervento del presidente Pittella che ha annunciato l’approvazione del piano per il fabbisogno del personale che, peraltro, almeno così è stato dichiarato, sarà anche presentato in un’apposita conferenza stampa. È un passaggio positivo, soprattutto se avvenuto in collaborazione con i sindacati, anche per la complessità che in questi anni si è determinata per effetto di norme, ad esempio il riordino delle funzioni delle Province, che hanno caratterizzato scelte nazionali”.

Nell’attesa di conoscere il piano del fabbisogno del personale per esprimere qualche eventuale valutazione di merito anche rispetto agli impegni assunti in Commissione, tanto per il personale quanto per i precari, sento di anticipare qualche considerazione già espressa in Consiglio. Avremo anche modo di conoscere le scelte sui concorsi rimasti in sospeso da anni e sui si attende una scelta definitiva. La politica per il personale è innanzitutto un modello organizzativo adeguato alle sfide di programmazione che ci si pone all’inizio delle legislatura provando, nelle difficoltà date e sopravvenute, a tarare al meglio la macchina amministrativa. Quindi c’è innanzitutto una responsabilità della politica che non credo può scaricare il peso esclusivamente su dirigenti e funzionari”.

A parere di Lacorazza “in questo ambito è necessario incastrare anche le scelte che riguardano i precari sui quali si sono registrati avanzamenti e contraddizioni puntualmente e anticipatamente posti all’attenzione del dibattito politico ed istituzionale anche proponendo soluzioni in alcuni casi approvate con leggi e mozioni dal Consiglio regionale. C’è un nodo che resta irrisolto e che andrà affrontato. Un nodo sul quale non si è registrato nessun avanzamento e che potrebbe determinare ulteriori spazi tanto per investire sul personale quanto per procedere a dare ulteriori certezze e stabilizzazioni ai precari. Questo nodo è la relazione con il governo nazionale, sia nel processo istruttorio della cosiddetta legge Madia e dei conseguenti decreti attuativi, sia per norme che hanno determinato per alcuni territori, già in sede di Conferenza con il governo nazionale, l’innalzamento del turn over fino al 75 per cento per alcune Regioni in linea con alcuni parametri di bilancio”.

“A questo punto, visto il valore pluriennale del piano per il fabbisogno del personale – conclude Lacorazza – sarà necessario ripiegarsi anche sull’iter dell’art. 116 della Costituzione, una leva da utilizzare per verificare, attraverso una maggiore autonomia regionale, la possibilità di negoziare maggiori spazi avendo già azionato su Arpab e Dipartimenti regionali la scelta di procedere attraverso agenzie di lavoro interinale. Siamo la Regione in cui le emergenze ambientali sono caratterizzate dalla presenza di questioni strategiche nazionali e dunque, con un bilancio ordinato, non possiamo fermarci ad un mero recepimento di norme statali. Mi rendo conto che siamo di fronte ad una partita complessa ma tuttavia siamo chiamati ad accettare e rilanciare la sfida per dare più armonia alle politiche per il personale della nostra Regione e dare più certezze ai precari non aggiungendo ulteriori fattori di emergenza e di instabilità determinati, anche in Enti o Agenzie, da procedure a volte non proprio condivisibili o ordinate”.

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