A bordo del Treno Verde la presentazione del rapporto Comuni Rinnovabili

In Basilicata la produzione da fonti rinnovabili è pari all’87% del totale regionale, grazie ai 7.772 impianti diffusi in tutti i Comuni

Legambiente: I numeri dimostrano che la Basilicata ha tutte le carte in regola per voltare pagina definitivamente e liberarsi dalle fonti fossili. Definire subito una strategia d’uscita dalla schiavitù del petrolio e dall’arroganza delle società petrolifere, con lo stop a qualsiasi ampliamento dei progetti di estrazione, la bonifica dei siti inquinati e la graduale dismissione dei pozzi petroliferi attivi. Serve approvare un piano regionale clima ed energia per raggiungere la completa decarbonizzazione al 2050, adottando subito una strategia di sviluppo economico per i territori alternativo al petrolio e 100% rinnovabile”

La produzione netta di energia elettrica complessiva in Basilicata è di 2.805 GWh/anno, di cui 2.450 GWh/anno da fonte rinnovabile, pari al 87% del totale, e ciò grazie ai 7.772 impianti diffusi su tutti i Comuni. In Basilicata, nel 2016 le Fonti Rinnovabili di Energia (FER) hanno confermato il proprio ruolo di primo piano nel panorama energetico regionale, arrivando a coprire il fabbisogno energetico elettrico di circa 900mila famiglie.

La potenza netta da rinnovabili si attesta a 1.435 MW rappresentando circa il 91% della potenza disponibile nella Regione. Tra questa, è l’eolico la tecnologia con maggior potenza installata con 861 MW (60%), seguito da fotovoltaico con 364 MW (25,3%), da impianti idroelettrici 130 MW (9,1%) e dagli impianti a bionergie.

In termini di produzione il maggior contributo arriva dall’energia eolica con 1.560 GWh/anno, seguita dall’energia solare con 440 GWh/anno, che ricoprono insieme circa l’82% della produzione totale di energia da fonti rinnovabili, la restante produzione è prodotta dai impianti idroelettrici 267 GWh/anno (10,9%) e dalle bioenergie 184Gwh/anno (7,5%).

La maggior potenza da fonti rinnovabili installata è presente nella provincia di Potenza, con 1.030 MW complessivi, seguita dalla provincia di Matera con 405 MW. In termini di produzione di energia è sempre la provincia di Potenza (1.800 GWh/anno) a fornire il maggior contributo da fonti rinnovabili, con eolico a giocare il ruolo da protagonista con 1.229GWh/anno.

Questo in sintesi il quadro che emerge dall’edizione regionale del rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente, realizzato grazie al contributo di Enel Greenpower, che da 12 anni fotografa lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei territori italiani, presentato questa mattina a bordo del Treno Verde, il convoglio ambientalista di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, in sosta al binario 1 della stazione di Potenza Centrale.

Alla presentazione di Comuni Rinnovabili Basilicata hanno preso parte Stefano Ciafani, direttore generale Legambiente, Valeria Tempone, direttrice Legambiente Basilicata, Marco De Biasi, Scambiologico, Rocco Pergola, assessore Edilizia e Pianificazione del Comune di Potenza, Roberto Spera, Amministratore Unico Acta s.p.a, Mario Picciani, Programmazione offerta Direzione trasporto Basilicata di Trenitalia, e Francesco Massaro, responsabile Area Sud di Ecopneus.

“In Basilicata va definita subito una strategia d’uscita dalla schiavitù del petrolio e dall’arroganza delle società petrolifere, a partire da Eni e Total. I dati che emergono dal rapporto Comuni Rinnovabili dimostrano che in Basilicata un altro futuro energetico è possibile e che le strade da intraprendere per dire stop alle fonti fossili esistono e sono percorribili – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – Oggi questa è la regione italiana maggiormente minacciata dalle compagnie petrolifere: essa infatti contribuisce con il 71% della produzione di olio greggio, a fronte di 4,1 milioni di tonnellate nazionali. Oltre alle concessioni già produttive soprattutto in Val d’Agri e a Tempa Rossa, sul territorio lucano ricadono, poi, anche 7 permessi di ricerca e sono 17 le istanze di permesso di ricerca presentate dalle diverse compagnie petrolifere. A fronte di questi numeri, che tengono sotto scacco una intera regione, urge un avvio programmato per l’uscita dalle fonti inquinanti verso non solo una riconversione 100% rinnovabile del sistema energetico, dismettendo gradualmente i pozzi attivi, ma anche attraverso una bonifica delle aree contaminate, come dimostrano anche le cronache giudiziarie degli ultimi anni, e un arresto immediato di qualsiasi ampliamento dei progetti di estrazione. L’uscita dalle fonti fossili, poi, deve essere accompagnata da un piano nazionale su clima ed energia in grado di far raggiungere a ciascuna regione obiettivi ambiziosi al 2030 e la completa decarbonizzazione al 2050. Un piano che permetta anche alla Basilicata di costruire da subito le basi economiche e di sviluppo territoriale per un futuro non troppo lontano in cui non si estrarrà più petrolio dal sottosuolo lucano”.

Affinché si possa avviare quella transizione energetica verso un modello democratico e sostenibile è necessario innanzitutto porre fine agli assurdi privilegi che portano le principali compagnie petrolifere a colonizzare il nostro Paese con le estrazioni di fonti fossili perché economicamente convenienti. In Basilicata, infatti, su un totale di 28 milioni di tonnellate di greggio estratto dal 2010 al 2017253mila sono risultate esenti dal pagamento delle royalties che, invece, se incassate, poterebbero numerosi vantaggi, fra cui la possibilità di investire in un piano di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato, promuovendo un ruolo attivo e consapevole delle famiglie e dei cittadini.

Con questo obiettivo, Legambiente ha dato vita alla campagna Civico 5.0, un altro modo di vivere il condominio, pensata non solo per sensibilizzare cittadini, amministrazioni e costruttori sull’importanza di un nuovo modello di vivere e progettare i condomini e i suoi spazi, dando consigli utili e strumenti concreti per migliorare la qualità della vita dei palazzi condominiali, per capire come abbattere i costi in bolletta e dire ‘basta’ alle case colabrodo, ma anche per raccontare i diversi strumenti oggi disponibili. In Basilicata, infatti, secondo i dati del Cresme, esistono oltre 35mila edifici residenziali in stato mediocre e pessimo, si tratta di oltre il 22% del patrimonio edilizio abitativo della regione.

I tecnici di Legambiente, prima dell’arrivo del convoglio ambientalista in Basilicata, hanno realizzato un’indagine termografica in tre appartamenti di due condomini a Potenza, e in uno di questi anche un’analisi dei consumi energetici elettrici. Sui tre appartamenti, i problemi sono evidenti e comuni: dispersioni di calore da solai e pilastri, pareti perimetrali, con impronte termiche di caloriferi e dispersioni da infissi. Le termografie sono un ottimo strumento per mettere in evidenza i tipici difetti di tenuta dell’involucro e per far toccare con mano alle famiglie le criticità che rendono spesso pessima la qualità di vita nelle nostre case. Nell’appartamento in cui è stata effettuata anche l’analisi dei consumi elettrici, il risparmio per la famiglia potrebbe essere pari a circa il 19% dell’attuale spesa se si eliminassero gli sprechi, ad esempio anche attraverso un sistema di domotica e piccoli accorgimenti legati agli stili di vita. Fino al 75-80% della bolletta termica, nei tre casi analizzati con le termografie, se si effettuassero interventi di efficientamento edilizio come cappotto termico, sostituzioni infissi, installazione di pannelli solari termici. I risultati del monitoraggio effettuato dai tecnici di Legambiente dimostrano, con un’analisi a campione delle abitazioni, come e quanto sia possibile intervenire portando vantaggi immediati in termini ambientali, economici e di qualità di vita.

Nel 2016, in Basilicata, sono stati realizzati 2.600 interventi di efficientamento, a fronte di quasi 20 miliardi di euro investiti e un risparmio di 6,11 megawattora all’anno. La maggior parte degli interventi, pari a 1.424, hanno riguardato la sostituzione di serramenti, 537 di caldaie a condensazione e 114 l’installazione di pompe di calore (fonte Enea).

La presentazione completa di Civico 5.0 a questo link

“Investire in efficienza energetica significa anche sviluppare un welfare che crea posti di lavoro, che favorisce la riduzione delle spese energetiche, che aiuta le famiglie a risparmiare in bolletta – spiega Valeria Tempone, direttrice di Legambiente Basilicata – Fondamentale in tal senso è il ruolo delle amministrazioni, che devono essere protagoniste nella spinta all’innovazione energeticaattraverso l’approvazione di regolamenti edilizi con aspetti di sostenibilità. L’adozione del Regolamento Edilizio Tipo, prevista dall’intesa del 20/10/2016 tra Stato, Regioni e ANCI, doveva essere raggiunta da tutte le Regioni a statuto ordinario entro il 18 aprile 2017. La Regione Basilicata, al momento, ancora non ha emanato alcun provvedimento di recepimento del Regolamento Unico. Tuttavia non mancano Comuni che invece hanno inserito parametri di sostenibilità nei propri Regolamenti Edilizi, come Pisticci, che prevede per le nuove abitazioni e ristrutturazioni limiti precisi alla trasmittanza delle parti perimetrali degli edifici, obbligo di installazione delle energie rinnovabili e recupero idrico nelle abitazioni, o Montemurro, dove in caso di oscuramento delle vetrate nei periodi estivi viene suggerita l’installazione di vetri a controllo solare e di finestre fotovoltaiche. Ciò dimostra che se davvero si vuole incidere sul benessere di tutti apportando seri benefici in termini di vivibilità e di risparmio economico gli strumenti non mancano”.

La Finanziaria 2017, infatti, ha introdotto incentivi per l’efficientamento energetico e la riqualificazione antisismica validi fino al 2021 cui accedere per realizzare interventi nei condomini, con detrazioni fiscali fino all’85%. Le famiglie in difficoltà possono inoltre cedere il credito ad ESCO o banche così da compiere tutti quegli interventi necessari per la riqualificazione del patrimonio edilizio.

Come ha fatto la Centrale del Latte Fattorie Donna Giulia, un’azienda lattiero casearia lucana, che smaltisce e riutilizza tutti gli scarti di produzione tramite un impianto a biogas: i reflui zootecnici vengono trasformati in risorsa producendo 100 kWh di energia, tra elettrica e termica, contribuendo così a coprire circa il 70% del fabbisogno energetico dell’azienda.

Degno di nota anche il complesso residenziale di Astor Immobiliare nel Comune di Potenza, progettato secondo i più moderni criteri di bioarchitettura, coibentazione, infissi e vetri ad altissimo potere isolante e realizzati con materiali sostenibili con l’obiettivo di realizzare un edificio in grado di ridurre al minimo gli sprechi.

Esempi virtuosi che Legambiente, a bordo del Treno Verde nella tappa lucana, ha premiato come “I RinnovABILI”, ovvero realtà che hanno scommesso su nuovi modelli energetici attraverso rinnovabili, efficienza e che fanno a meno di petrolio, gas e carbone.

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