Taranto vuole diventare lucana. Scopri perché.

E’ un’opportunità economica irripetibile>>. Così l’avvocato Nicola Russo, coordinatore del comitato promotore per il referendum consultivo della Magna Grecia “Taranto Futura” sul passaggio di Taranto e del suo circondario alla Basilicata, ha voluto sintetizzare i motivi dell’iniziativa.

La provincia di Taranto – ha spiegato Russo – è in perenne crisi, il porto è fermo, l’aeroporto di Grottaglie è chiuso ai voli passeggeri pur avendo una delle piste più lunghe d’Europa: quale occasione migliore per far funzionare queste sovrastrutture anche in Basilicata, visto che la vostra regione ne è priva?>>.  

In realtà, ci sarebbe la pista Mattei, perennemente in rampa di lancio. <<Non è idonea per vari motivi: teniamo presente che quello di Grottaglie è un aeroporto intercontinentale. Qui arrivano aerei che contengono al loro interno altri velivoli: le lascio immaginare che pista abbiamo. Io penso che questa pista di Grottaglie potrebbe per davvero essere un volano per l’economia lucana. I dati della Camera di Commercio dicono che nel Metapontino in estate si arriva fino a 2 milioni di turisti, per i quali è più semplice raggiungere Grottaglie che non Bari>>.

Più in generale, Russo ha rimarcato:

<<Secondo noi con l’ingresso in Basilicata l’economia del Tarantino, ma anche quella delle due province lucane, avrebbe un risvolto positivo di 360 gradi in quanto le suddette strutture sarebbero utili anche a voi per il rilancio economico. In particolare di quello turistico verso il Mediterraneo: il futuro, infatti, è proprio verso questa direzione ed è noto a tutti che il porto di Taranto si affaccia sul Mediterraneo. Anzi, è al centro di questa area. La nostra proposta mira a creare uno sviluppo del corridoio jonico lucano e anche dell’alta Calabria. Si tratta di aree che hanno anche tante bellezze: la costa jonica è una delle più belle del mondo>>.

Insomma, vorreste creare nuove chance di vita?

<<Sì, più che altro la riteniamo una battaglia di sopravvivenza per il territorio jonico-lucano perché la crisi la si può battere facendo funzionare il porto di Taranto in Basilicata e l’aeroporto di Grottaglie>>.

Qualcuno è portato a pensare che, invece, lo scarso peso politico del Tarantino in regione vi abbia convinti a lasciare la Puglia.

<<No, non ce l’abbiamo con Bari o Lecce per un fatto politico: lungi da noi questo tipo di valutazioni. Il problema, ripeto, è prettamente un problema di sopravvivenza, di strategia economica nell’interesse dei due territori, quello lucano e quello del Tarantino. La politica non c’entra niente: c’entra, invece, il motto si salvi chi può. Vogliamo dare una svolta economica>>.

Nel contempo, le firme raccolte sono quasi mille.

<<Stiamo avendo risposte positive dai cittadini e anche dal mondo economico Tarantino>>.

Dalla Basilicata, invece, che riscontri avete?

<<C’è il movimento di Tanino Fierro della Grande Lucania, che per noi è strategico>>.  

Dal Materano?

<<Anche: riscontri importanti che potrebbero portare Taranto a diventare città metropolitana insieme a Matera ed ai paesi della costa jonica lucana>>.

Piero Miolla

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