Il Comitato Terre joniche ricorda il 7° anniversario dell’alluvione

Il Comitato Terre joniche ricorda il 7° anniversario dell’alluvione 2011 che colpì i nostri territori e le nostre comunità in maniera devastante.
“Da allora – è scritto in una nota –  abbiamo sempre condiviso nel tempo le lotte e le proposte e confidiamo che, ancora una volta, possiate essere parte integrante di questo percorso perchè, a vario titolo, avete contribuito con passione e professionalità a far emergere le vicende delle alluvioni e del dissesto idrogeologico, raccontando e documentando le storie degli uomini e delle donne colpite e accompagnando il processo di crescita della comunità delle TerreJoniche e la percezione del valore strategico della messa in sicurezza dei fiumi nell’opinione pubblica.       .
Nonostante il freddo quindi noi saremo – continua la nota –  insieme per ricordare quei giorni tristi ma anche per avanzare proposte e continuare a sensibilizzare le comunità.

L’iniziativa interesserà la mattina di MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO 2018 e sarà articolata in DUE parti:

Una prima parte, a partire dalle ore 11, si svolgerà sul versante pugliese, a Marina di Ginosa (TA) in Via delle Libellule c/o Azienda Palmiro Carrera, a ridosso dell’argine del fiume Galaso, dove incontreremo le famiglie della zona della Marinella colpite dall’alluvione del 2011.

La seconda, a partire dalle ore 12, presso il Tempio delle Tavole Palatine di Metaponto, nello spazio coperto e protetto antistante l’Antiquarium.
Qui vi sarà la presentazione della Proposta di dichiarare i Fiumi di Basilicata come Patrimonio naturale dell’UNESCO e istituire il Comitato
Promotore. Seguirà un incontro pubblico per definire:

– lo stato delle iniziative e degli interventi;
– le nuove richieste a Governo regionale di Puglia e Basilicata e al Parlamento;
– presentazione dello sportello di assistenza ai cittadini e del Piano partecipato del rischio idrogeologico;
– consegna degli attestati e dei riconoscimenti;

A conclusione di questa giornata socializzeremo con un pranzo a base di cibo contadino con quella che viene definita la Pianta Sacra di
Pitagora.

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