200mila laureati in fuga al nord: Basilicata la più colpita dal fenomeno

Trenta miliardi di danno economico e progressivo impoverimento dell’offerta formativa locale.

Le Acli si chiedono: “Istituzioni e università cosa dicono?”

Sono almeno duecentomila i giovani laureati che hanno lasciato il Meridione per trovare casa e lavoro al nord e la Basilicata è la regione del sud con il tasso di uscita più elevato: a fronte del 23% della Campania, del 43%, della Sicilia, del 53% della Calabria il 53%, in Basilicata si registra addirittura l’83%.

Il dato, frutto di uno studio della Rivista economica del Mezzogiorno edita dalla Svimez, certifica la perdita netta degli investimenti in istruzione delle regioni meridionali: nel 2016 il 40% dei residenti al meridione iscritti presso un corso di laurea magistrale, si è spostato presso un ateneo del Centro-Nord.

“Il rapporto Svimez – spiega il presidente provinciale delle Acli Emanuele Abbruzzese – stima in 30 miliardi di euro il danno  economico per le regioni del sud, derivante dal costo dei nostri servizi pubblici di cui ogni studente beneficia direttamente o indirettamente. Quello che per noi è un danno è invece un guadagno netto per le regioni del centro-nord. E’ evidente che a questa situazione occorre mettere riparo”.

La Svimez dimostra che siamo di fronte ad un fenomeno preoccupante: se nel 1980 solo il 5% degli emigrati meridionali al nord era laureato, nel 2015 siamo arrivati ad una percentuale del 25%.

“L’83% della Basilicata – prosegue Abbruzzese – è un dato sconvolgente: possibile che il nostro territorio non abbia davvero nulla da offrire a questi giovani qualificati? Non sarebbe necessario aprire una riflessione sul sistema universitario lucano e sul suo collegamento con il mondo del lavoro?”.

Nel rapporto pubblicato dalla Rivista economica del Mezzogiorno si fa presente che le università meridionali , in rapporto agli studenti iscritti regolari, ricevono l’11% in meno di  risorse economiche rispetto alla media nazionale. il calo delle iscrizioni agli atenei del Sud  rischia di aggravare questa situazione.

“Proseguire su questa linea – conclude il presidente provinciale delle Acli di Potenza – significa scivolare lentamente verso una istruzione universitaria sempre meno qualificata e, dunque, sempre meno frequentata, con una accentuazione del fenomeno migratorio verso il nord. Le istituzioni e le università cosa dicono?”.

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