Confindustria contro le fake news

“Responsabilità sociale dell’impresa significa anche agire al fianco degli altri soggetti istituzionali per contribuire alla sensibilizzazione su valori etici fondanti della società civile. E’ per questo che come Confindustria abbiamo scelto di essere partner del progetto del MIUR “Basta Bufale”, insieme a Rai, Fieg e  protagonisti della rete come Google,  in questa grande campagna contro la disinformazione e la falsa informazione, veri e propri pericoli per la società democratica”. Così Margherita Perretti, vicepresidente alle Politiche per la Formazione di Confindustria Basilicata, ha esordito nel suo intervento all’interno dell’incontro sul tema “Necessità di un corretto utilizzo dei mezzi informatici e rischi di rilevanza penale”, promosso dal Centro Studi didattico “R. Danzi”, che si è tenuto  ieri mattina.

“Ogni studente – ha continuato Perretti – deve essere innanzitutto un cittadino consapevole, imparando a verificare la veridicità delle notizie, l’attendibilità delle fonti. Il digitale rappresenta una straordinaria innovazione, ma bisogna imparare ad utilizzarlo nel modo corretto. Ben vengano, quindi, questi incontri di educazione civica al digitale. E’ una priorità anche per Confindustria entrare nel dibattito pubblico e stimolare le istituzioni ad emanare provvedimenti concreti e intervenire dove necessario. Come ha sottolineato il presidente Boccia, la nostra partecipazione a questo progetto si sostanzia nell’impegno delle imprese associate a non farsi pubblicità sui siti che pubblicano “fake news””.

Da qualche tempo – ha sottolineato la vicepresidente di Confindustria Basilicata – si registra una nuova sensibilità delle aziende su questo terreno, come è accaduto  nel caso del colosso anglo-olandese Unilever, che ha minacciato giganti del web di cancellare 7 miliardi di investimenti pubblicitari sui social se non fanno pulizia delle bufale. In altri casi,  marchi storici italiani, soprattutto del settore alimentare, hanno dovuto reagire alle fake news per difendere l’attacco alla propria reputazione.

“Il nostro impegno, dunque, non può che essere quello di fare nostra questa campagna per contribuire a diffondere una consapevolezza sempre maggiore sui danni delle fake news e adottare comportamenti che facciano da deterrente alla pubblicazione di bufale”.

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