BERNALDA RICORDA L’ECCIDIO DEL 31 GENNAIO 1923

Cruenti scontri fra fascisti e nazionalisti

di Giuseppe Coniglio

BERNALDA. Sono trascorsi 95 anni dai tragici scontri del 31 gennaio 1923 e Bernalda, nel segno della continuità e del ricordo, rinnova il suo pensiero commosso alle tre vittime innocenti che persero la vita. In quegli anni, la cittadina jonica, diversamente dalle altre del materano, rimaneva fedele ed ossequiosa ai suoi secolari principi di democrazia e libertà non lasciandosi coinvolgere dai nuovi fermenti e innovazioni del fascismo che ormai si propagavano nella nazione dopo la marcia su Roma. I ras lucani ed anche nazionali del fascio stabilirono così di fissare un grande raduno di camicie nere per dare un segnale fermo e deciso di forza, inaugurando la sezione del fascio e dei ferrovieri fascisti, a sostegno dei pochi simpatizzanti locali del PNF. Vi concorsero circa duecento squadristi di Pisticci, Ferrandina, Craco e Taranto. In contrapposizione nello stesso giorno i circa ottocento nazionalisti bernaldesi, non ancora allineati con il fascio, avevano stabilito di attraversare in corteo le strade del paese, indossando la loro camicia bleu per confermare la loro supremazia politica e sociale. Lo scontro armato fu inevitabile subito dopo l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco. La sede dei nazionalisti fu presa d’assalto, alcuni negozi vennero saccheggiati, le abitazioni perquisite dai fascisti alla ricerca dei loro rivali. Pesante il bilancio finale dopo alcune ore di violenze con tre vittime ed una trentina di feriti più o meno gravi. Colpita a morte anche una giovane donna mentre stava allattando il suo neonato. Prontamente informato dei fatti Mussolini pretese chiarezza e avviò una indagine affidata all’ispettore di Polizia Paolo Di Tarsia. I fatti di Barnalda determinarono la prima crisi nel PNF e l’immediato scioglimento dello squadrismo sostituito dalla Milizia. La stampa nazionale e locale diede ampio spazio ai fatti, ma già l’anno seguente Bernalda era ormai allineata e fascistizzata.

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