COSA CUCINARE A NATALE? REGGE IL MENU’ DELLA NONNA

E’ da giorni l’argomento principale: cosa cuciniamo a Natale? Nell’era dei social nonostante i consigli degli chef stellari, il bombardamento delle ricette in tv, regge il menù della tradizione. La nonna batte l’albero di Natale: è lei il vero simbolo della festa, grazie alla capacità di richiamare intorno a sé tutta la famiglia e di incarnare la

tradizione a tavola. Il Natale rappresenta per i Millennials (la generazione nata tra gli anni Ottanta e il Duemila) una tradizione a cui rimangono sempre molto legati, tanto da essere considerata la festività preferita dell’anno (68%). A sorpresa, il punto di riferimento del Natale è proprio la nonna (51%), che batte persino l’albero (48%), in termini di simbologia. I motivi? È lei la persona con la quale sono stati vissuti i momenti più importanti fin dall’infanzia (48%), tra i quali il Natale. Ed è sempre lei che si prodiga affinché ogni Natale sia perfetto per tutti i suoi cari, chiamando personalmente nipoti e figli per accertarsi che siano presenti quel giorno (31%) e soprattutto pianificando con netto anticipo e con attenzione il menu del 25.
Per questo – raccomanda lo chef Roberto Pontolillo (Black Pepper Potenza) – il menu di Natale deve trarre ispirazione dal ricettario della nonna: pasta fatta in casa abbinata a consistenze diverse, secondi di carne. Magari rivisitati in maniera creativa.
COSA NON PUÒ MANCARE NEL MENU DI NATALE? 
Secondo gli esperti chef, spiccano i primi piatti a base di pasta fatta in casa, come i ravioli e le tagliatelle (54%), conditi con sughi a base di cacciagione o di pesce; a seguire, secondi di carne cotti al forno (45%) o pesce in umido o alla brace (59%) che, soprattutto al sud, sono piatti immancabili. Per finire, non possono essere dimenticati i dolci tradizionali a base di creme (56%), frutta secca (49%) o miele (37%).

E da Black Pepper già da giorni si propone  Baccalà a ciauredda, con cipolla sponsale fresca; Ziti spezzati De Cecco con zucchine, curcuma, castagne e cacioricotta; crocchette di baccalà, porro, olive e patate; calamarata De Cecco con crema di fagioli bianchi, spinaci e gamberetti, vale a dire piatti da assaggiare per proporli nei grandi menù di Natale-Santo Stefano. L’errore più comune  da non ripetere è preparare grandi abbuffate, con il rischio di lasciare un fiume di avanzi destinati alla pattumiera. Largo quindi a un menù “anti-spreco” senza rinunciare ai sapori nostrani.  Perché la nonna non spreca nulla.

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