AMIANTO SULLE NAVI LIBICHE: MARINAI ITALIANI A RISCHIO?

VOGLIAMO RASSICURAZIONI PER I NOSTRI MILITARI

Ancora nessuna risposta alle richieste di Contramianto che ad agosto 2017 aveva scritto al Ministro della Difesa evidenziando i possibili rischi da esposizione all’amianto del personale della Marina Militare Italiana impiegato nelle manutenzioni a bordo del naviglio libico.

Non vogliamo creare allarme ma avere certezze per la tutela della salute dei marinai.

Preg.mo Ministro della Difesa,

riteniamo di sottoporre alla Sua attenzione una questione che consideriamo prioritaria per la tutela della salute del personale militare della Marina Italiana impiegato nella Missione in Libia. In merito a tale partecipazione dell’Italia alla missione internazionale in supporto alla Guardia costiera libica, adottata il 28 luglio 2017, coerentemente con quanto auspicato secondo le risoluzioni UNSCR in termini di “ interventi di natura tecnica, economica, di sicurezza e anti-terrorismo per soddisfare le specifiche richieste avanzate dalle autorità libiche; “ , personale della Marina Militare Italiana risulta impegnato in Libia anche in attività di supporto tecnico. In particolare , come diffuso dagli organi di informazione, i marinai italiani sono impegnati in attività di manutenzione su unità navali libiche che in questa prima missione prevedono interventi necessari per riportare alla completa funzionalità una corvetta croata ‘eredità’ del colonnello Gheddafi. Essendo attualmente la flotta libica costituita da navi datate, in cattivo stato di conservazione e costruite in Stati nei quali era consentito l’uso di amianto, si ritiene possibile che tale sostanza cancerogena possa essere presente a bordo del naviglio militare libico costituendo fonte di rischio anche per il personale della Marina Militare Italiana impiegato nella missione in interventi di manutenzione.

Per quanto evidenziato si chiede di conoscere se è stata valutata la presenza di amianto a bordo del naviglio libico e su apparati e macchinari in dotazione alle predette unità navali. Qualora confermata la presenza di amianto nel naviglio militare libico si chiede di conoscere i livelli di esposizione all’amianto e quali le protezioni adottate in termini di sicurezza ed igiene del lavoro dai Marinai Italiani per i quali si ritiene vadano applicate le stesse normative vigenti sul territorio italiano sia per il rischio amianto che per tutti gli altri rischi lavorativi, quali potrebbero essere quelli da sostanze tossico-nocive, cancerogene, da radiazioni o di diverso tipo eventualmente presenti a bordo o nel territorio estero di intervento.

 

Luciano Carleo

Presidente

Contramianto e altri rischi Onlus

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