Rete Sociale Attiva su errore calcolo Tari. La tassa va calcolata per la sola abitazione principale e non per le pertinenze

Troppe tasse, molti errori. Per i cittadini il conto da pagare è sempre più salato, tra le difficoltà a quadrare le spese e l’aspettativa, legittima, ma non sempre soddisfatta, di vivere in un Paese in grado di fornire buoni servizi. In questa ottica non sorprende la notizia della tassa sui rifiuti “gonfiata” per errore di calcolo. Ciò ha scatenato un vero e proprio moto di sdegno da parte dei cittadini, timorosi che il proprio Comune abbia determinato, negli ultimi cinque anni, tributi superiori al dovuto, anche sino al doppio.
E’ quanto afferma Luisa Rubino, responsabile dell’associazione dei consumatori Rete Sociale Attiva – Basilicata.
Il Ministero dell’Economia ha chiarito che la tassa comprende una quota fissa, legata ai metri quadri dell’abitazione, ed una quota variabile, legata al numero di abitanti della casa. Il calcolo sulla quota variabile va fatto una sola volta per ogni utenza, tenendo conto della superficie totale dell’abitazione e a prescindere dal numero di pertinenze a questa collegata. L’esistenza di più pertinenze non accresce la quantità di immondizia prodotta dal nucleo familiare. Invece, i Comuni caduti in errore, avrebbero applicato la tassa tante volte, quante sono le pertinenze dell’abitazione. Una svista che ha fatto lievitare enormemente il prelievo della tassa, a danno degli ignari utenti. Mai che l’errore sia a favore dei cittadini che devono con attenzione controllare gli avvisi di pagamento nel punto in cui l’Ente specifica le unità immobiliari con i dati catastali, la superficie tassata, il numero degli abitanti, la quota fissa e la quota variabile. Quest’ultima, pertanto, deve riportare un valore in corrispondenza della sola abitazione principale e non delle pertinenze. Rilevare le inesattezze potrebbe non essere semplice ed il Dipartimento finanze del ministero dell’Economia emanerà in tempi brevi un documento di chiarimento sulle modalità di corretta applicazione della Tari, al fine di evitare differenti interpretazioni ad opera dei Comuni. In questo labirinto irto di scogli gli utenti trovano sostegno nelle Associazioni di consumatori presenti sul territorio. Sarebbe auspicabile – prosegue Luisa Rubino-  che siano le Amministrazioni ad attivare ogni azione a tutela dei cittadini paganti, nonostante la crisi economica abbia contribuito ad un impoverimento di ampie fasce di cittadinanza. Il particolare momento economico e sociale che viviamo richiede una maggiore collaborazione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Un esempio di tale stato di confusione lo troviamo anche al Comune di Potenza.  Da una parte il consigliere Picerno porta solo oggi in Consiglio il radicato malcontento e i dubbi dei cittadini sull’esborso della Tari, dall’altra l’assessore Coviello, assicurando al condizionale sull’esattezza del calcolo, preannuncia l’intenzione di pervenire alla Tarip, una forma di pagamento “a consumo”. Tale ipotesi resta però, al momento, solo una buona volontà politica tutta da definire nella sostanza.

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