FEDERALBERGHI-CONFCOMMERCIO: RILANCIARE ITINERARI ENOGASTRONOMICI

La “consacrazione” per i ristoranti lucani con il più alto livello di soddisfazione degli utenti-ospiti venuta dall’ indagine “Ristoranti d’Italia” di Travel Appeal voluta da ENIT e ONT, presentata al Word Travel Market di Londra, premia principalmente lo sforzo delle categorie imprenditoriali direttamente interessate (albergatori, ristoratori, titolari di attività del food) e i cuochi lucani che lavorano con professionalità e passione grazie all’impegno e alla guida della Federazione Italiana Cuochi di Rocco Pozullo e delle strutture regionali e locali.
A sottolinearlo è il presidente di Federalberghi-Confcommercio Michele Tropiano per il quale il nuovo riconoscimento deve rilanciare l’organizzazione di itinerari enogastronomici distinti per territori e per specialità di prodotti. Organizzare, vuol dire individuare uno o più temi enogastronomici che motivino la visita all’itinerario; tracciare il percorso dell’itinerario secondo le località che esprimono efficacemente la ragione dei temi prescelti; individuare lungo l’itinerario le “stazioni” più importanti di tradizione enogastronomica e tutti i servizi di assistenza al turismo enogastronomico che possono aiutarne la migliore fruizione; associare i tanti possibili cointeressati alla presenza e allo sviluppo del turismo enogastronomico, affinchè, ognuno nella propria funzione, contribuiscano alla vitalità dell’itinerario, migliorino i rispettivi servizi, traendone, conseguentemente maggior beneficio economico.
Prendere per la gola i turisti – aggiunge – è l’arma formidabile di attrazione che abbiamo utilizzato, per esempio, di recente in Val d’Agri in occasione del tour-educational di operatori e giornalisti russi e dell’Est Europa con grande successo. Il turismo enogastronomico è un nuovo modo di viaggiare che sta conquistando un numero sempre crescente di appassionati, alla ricerca di sapori e di tradizioni autentiche. In questo contesto, infatti, il cibo assume un ruolo nuovo, diventando il medium di un territorio, di una cultura e dei valori legati alla terra ed alle proprie radici.

Da un sondaggio condotto da TripAdvisor risulta che i turisti non si accontentano più del viaggio tradizionale. Il 71% degli intervistati parte in viaggio per “allargare i propri orizzonti”, il 55% per “cercare esperienze uniche interessanti”, il 44% “per arricchire le proprie conoscenze culturali” e il 36% desidera “calarsi nella cultura locale”.
L’idea che sta alla base del turismo esperienziale – aggiunge Tropiano – è abbastanza semplice da capire: basta allontanarsi dai sentieri battuti dalle agenzie specializzate e andare incontro alla gente del posto per condividere insieme a loro abitudini e modo di vivere. L’esperienza, da qui il nome di turismo esperienziale, è proprio quella di immergersi da protagonista nella cultura e nelle tradizioni locali della regione visitata e di condividere qualcosa che conoscono solo gli abitanti del posto. Una caratteristica fondamentale nel turismo esperienziale è l’importanza data alla relazione. Non esiste turismo esperienziale che non abbia questa forte valenza relazionale che consente al viaggiatore di raggiungere l’essenza stessa del viaggio: l’incontro.

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