Al Ce.CA.M presentato il libro: “La felicità senza internet” di Felice Lafranceschina e Daniela Servidone

Una serata di cultura, sabato scorso a Marconia al Ce.CA.M, su un tema filosofico ed esistenziale dell’uomo quale è “la felicità”.

L’occasione è stata data grazie alla presentazione del libro di Felice Lafranceschina e Daniela Servidone  “La felicità senza internet” (Neos Edizioni-2016- Torino).

Nella società contemporanea la felicità è una chimera evanescente e fragile, “Eudaimonia” la chiamava Aristotele per distinguerla dall’edonismo, il piacere immediato, proprio perché tende a sfuggire risulta così preziosa: non a caso, la parola oggi è onnipresente al cinema e nella letteratura, nella saggistica e nella manualistica.

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Ad introdurre la serata Giovanni Di Lena, presidente del Ce.CA.M.,che ha presentato gli ospiti, fra questi anche la Prof.ssa Giuseppina Lo Massaro (Presidente UNITRE di Marconia) che ha relazionato, introducendo il saggio e presentandolo al folto pubblico presente  con un approccio pedagogico definendo il libro << come un percorso di ricerca, di riflessione fatto dall’autore attraverso dei concetti che guidano il lettore su un tema complesso come quello della ricerca della felicità, scritto dall’autore in maniera sintetica, ma allo stesso tempo facile e comprensibile, anche per coloro che la filosofia non l’hanno potuto studiare>>.

“La felicità senza internet” è un testo che contiene ventuno paragrafi-riflessioni sulla giustizia e la felicità, undici dei quali appartenenti al coautore  Felice Lafranceschina, ingegnere che vive a Torino, nato a Ferrandina (MT), con la passione del teatro e della scrittura. Durante la serata nel suo intervento alle domande poste  ha voluto ribadire che in merito alla felicità  <<gli antichi Greci se ne intendevano>>: il fine ultimo dell’uomo era la felicità, intesa come Bene e Giustizia, tranquillità dell’animo, non turbato dai timori e dalle passioni. L’assenza di turbamenti ai giorni nostri è sufficiente a mantenerci felici, possiamo accontentarci ?  Forse si, perché la Felicità come dice Totò  “Non esiste e se esiste coincide con i momenti in cui ci dimentichiamo dei mali dei dolori e delle sofferenze”.

Ciascuno ha da portare una Croce e la felicità, creda a me non esiste. <<Forse esistono momenti minuscoli di felicità e sono quelli durante il quale si dimenticano le brutte cose. La felicità è fatta di attimi di dimenticanza.  Se è vero che tormenti e sofferenze fanno parte di questo mondo, sarebbe bello che questi attimi durassero all’infinito, ma sarebbe ancor più bello che la nostra gioia si specchiasse in quella degli altri e tutti ne potessimo gioire, e come specchio l’uno a l’altro rende>>.

Una disamina storico – filosofica che parte dalla Grecia Classica, culla del pensiero occidentale, per arrivare all’attualità periodo in cui la Grecia attraversa  per una serie di motivi politici-economici una crisi sociale mai verificatasi nella storia  di Stato democratico. E tutto ciò malgrado la società del benessere si sia estesa, la ricchezza sia stata ridistribuita ed estinta un “Welfare State” ancora in piedi. Nel saggio gli autori sviluppano analisi e interpretazioni chiamando a rispondere anche la politica dell’Unione Europea e in particolare la politica economica tedesca.

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