FCA, I DELEGATI DI FIM UILM FISMIC DELL’ESECUTIVO AZIENDALE CHIEDONO UN INCONTRO SULLA CIGO E SUL FUTURO DELLO STABILIMENTO

Melfi, 21 settembre 2017 – I rappresentanti di Fim, Uilm e Fismic del comitato esecutivo di stabilimento hanno chiesto oggi alla direzione aziendale di Fca la convocazione di un incontro per un esame della situazione alla luce del nuovo ciclo di cassa integrazione ordinaria per il mese di ottobre annunciato nei giorni scorsi. Decisione – sottolineano le tre sigle sindacali – che “crea ansia e preoccupazione tra i lavoratori circa il futuro dello stabilimento e determina inoltre un peggioramento strutturale del salario visto l’utilizzo della cassa in determinati giorni della settimana”. Per Fim, Uilm e Fismic il calo dei volumi di Jeep e 500X e la prossima dismissione della Punto non consentono allo stesso indotto una corretta pianificazione e impongono, pertanto, la ripresa del confronto tra azienda e sindacato “per determinare le giuste e dovute scelte nell’ottica di un paradigma in cui il salario e l’occupazione possano non solo coesistere ma soprattutto evitare la guerra tra poveri”. I rappresentanti di Fim, Uilm e Fismic dell’esecutivo aziendale auspicano che eventuali nuove richieste di cigo siano concentrate nei turni in cui “il differenziale economico tra cassa e lavoro è più esiguo”. Una scelta necessaria per i sindacati che invitano Fca ad organizzarsi in tal senso. Obiettivo di Fim, Uilm e Fismic è “costruire un confronto nell’ambito del Ccsl che, oltre a stabilire le regole, ha sancito, come più volte dichiarato da Fca, la piena saturazione dell’impianti. Tutti vogliamo che nel prossimo piano industriale relativo a Melfi il management di Fca possa rilanciare lo stabilimento lucano attraverso nuovi modelli, di ogni genere, affinché si possa rilanciare il nostro sistema industriale. Ciò sarebbe il riconoscimento dei tanti sacrifici che i lavoratori di Melfi da 25 anni compiono affinché il famoso prato verde, in un scenario completamente diverso, possa essere sempre strategico in una scacchiera non più nazionale ed europea ma globale. L’Italia è un Paese che si risveglia in periodi determinati come le elezioni politiche o amministrative: il nostro auspicio è che il chiacchiericcio di alcuni non sia dettato da logiche ad personam ma sia nel solo interesse di tutti i lavoratori. Non ci sorprenderebbe nulla, noi nelle nostre difficoltà immani andremo sempre a testa alta”.

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