GALLIPOLI-COGNATO: I CINGHIALI NON ASPETTANO ITER NUOVA LEGGE REGIONE

I cinghiali nel comprensorio del Parco Gallipoli Cognato, in particolare nelle aree agricole di Castelmezzano e Pietrapertosa, non aspettano di certo che la proposta di legge d’iniziativa del presidente della Terza Commissione Robortella – che detta misure straordinarie per contrastare l’emergenza cinghiali in Basilicata – prosegua il suo iter. A denunciarlo sono i titolari di aziende di Castelmezzano di contrada Fiumara, l’area più vicina al “cuore” del Parco dove c’è la maggiore presenza di cinghiali. Solo negli ultimi giorni – denuncia Michele Mattia, titolare di una delle aziende colpite – gli ungulati selvatici hanno distrutto colture ortive e danneggiato strutture aziendali. Un’autentica emergenza che ci vede costretti a turni di guardia notturna se non vogliamo perdere il lavoro di un anno intero. Sul fronte dei risarcimenti gli agricoltori lamentano la complessità della procedura che è consentita solo attraverso SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale) e pone non pochi problemi a quei titolari che non hanno esperienza informatica. Le operazioni: la “registrazione” del candidato mediante apposito link presente sul portale della Regione Basilicata e rilascio delle credenziali di accesso necessarie per procedere alla “candidatura telematica”. Anche compilare la domanda (ad oggi sul portale le pratiche sono 297) non è affatto semplice per una serie di dati da inserire (sarebbe più facile far ricorso al Fascicolo Unico Aziendale, già in possesso del Dipartimento Agricoltura) e nel caso di capi bestiame uccisi è richiesto persino il microchip dell’animale. Ancora, l’allevatore danneggiato deve comunicare, entro massimo 48 ore dall’evento, al Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale competente per territorio l’avvenuta aggressione; entro 30 giorni dal rilascio del certificato da parte del veterinario competente per territorio bisogna aver inoltrato l’ istanza;  nei successivi cinque giorni dal termine il richiedente deve far pervenire la documentazione cartacea della domanda, corredata di tutti gli eleborati specificati nel sistema informatico, Alla Regione Basilicata – Dipartimento Politiche Agricole e Forestali – Ufficio Economia, Servizi e Valorizzazione del Territorio Rurale, VIa Vincenzo Verrastro n.10 – 85100 Potenza, secondo le seguenti modalità: direttamente al protocollo del Dipartimento a mezzo raccomandata AR, o altro strumento equivalente (con avviso di ricevimento) e comunque fa fede il timbro dell’Ufficio postale/altro soggetto accettante; tutte le comunicazioni da parte della Regione Basilicata verranno inviate all’indirizzo di posta elettronica (pec) indicato in istanza. Un sistema ferraginoso – dicono agricoltori ed allevatori di Castelmezzano – che scoraggia a presentare la domanda di risarcimento anche perché i tempi per ottenerlo sono lunghissimi: sino a sette anni. E’ stato lo stesso assessore Braia al tavolo di emergenza in Prefettura a Potenza, a giugno, a parlare di ritardo decennale accumulato dalla Basilicata, e dell’impegno a risarcire i danni da fauna selvatica dal 2010 al 2016, per un ammontare di 3,7 milioni di euro, a cui si devono aggiungere i risarcimenti nelle aree protette a carico dei Parchi, pari a oltre 1 milione di euro.  I capi abbattuti in attività venatoria, per il 2017, ammontano a 7225, dato in crescita rispetto agli abbattimenti degli anni precedenti mentre in attività di controllo.

Come è facile desumere – sostengono gli agricoltori e allevatori di Castelmezzano – il numero di istanze protocollate è sin troppo basso.

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