PROGRAMMI COOPERAZIONE ROMANIA-BASILICATA

I rapporti tra Italia e Romania sono storicamente rilevanti non solo sul piano storico e culturale, ma anche sul piano industriale e secondo i dati ufficiali del Registro Nazionale del Commercio, il nostro Paese é al primo posto per numero di aziende registrate e al settimo per capitale investito. L’Associazione dei Lucani nel Mondo da Palazzo Italia Bucarest ha fatto il punto dell’attività di cooperazione italo-rumena. Secondo l’Ice solo la Basilicata ha un giro di export di 1,2-1,4 milioni di euro l’anno con punte che hanno toccato, nel 2011, la punta massima di 4,5 milioni di euro con quote di mercato oggi da recuperare. La Romania – sottolinea Giovanni Baldantoni, presidente di Palazzo Italia Bucarest annunciando il completamento de network Palazzo Italia nei Balcani con la piena funzionalità degli uffici di delegazione in Ungheria, Serbia, Bulgaria, Moldavia (oltre che una missione in Germania) – rappresenta geograficamente il ponte naturale tra Balcani e Russia e si trova al crocevia tra tre corridoi europei il IV^ (ovest-est), il IX^ (nord-sud) e il VII^ (Europa Centrale).  L’export agroalimentare italiano in Romania è in crescita tra il 10 e il 20% nel giro di un anno. La crescita non é solo nei numeri ma anche nell’approccio e la Romania continua a rappresentare per i nostri imprenditori uno dei Paesi in cui vale la pena di investire maggiormente. Alla fine dello scorso anno il numero delle imprese a partecipazione italiana é aumentato del 7% rispetto all’anno precedente; erano 39.556 di cui oltre 18.000 attive, con un capitale versato di circa 1,85 miliardi di euro. In un solo anno registrate 1.800 nuove aziende a partecipazione italiana, una media di 150 nuove imprese ogni mese. I nuovi investimenti italiani testimoniano l’orientamento verso nuovi settori che in gran parte usufruiscono di importanti finanziamenti internazionali, in modo particolare da parte dell’UE. Parliamo del settore delle macchine e delle attrezzature, dei materiali edilizi, dei beni di consumo in genere, con al primo posto i prodotti alimentari, dei servizi.

La Romania – continua Baldantoni – presenta molti aspetti che la rendono attrattiva per i nuovi investimenti. Una aliquota corporate al 16%, un costo della manodopera ancora basso, la presenza di lavoratori qualificati e le opportunità provenienti dai fondi europei 2014-2020. E poi ci sono i progetti d’investimento previsti nei settori delle infrastrutture, dei trasporti e dell’energia, un buon tessuto industriale, le grandi potenzialità di sviluppo dell’agricoltura. Un altro settore strategico per l’economia del Paese che contribuisce con una quota consistente del PIL e continuerà ad attirare gli investitori é quello agro-industriale. Non dimentichiamo che il nostro Paese, infatti, occupa la prima posizione nella classifica dei principali Paesi investitori in terreni agricoli romeni, con quasi il 30% del totale della superficie detenuta da stranieri in Romania. La buona qualità del terreno, il suo costo particolarmente contenuto rispetto alla media degli altri Paesi europei, la possibilità di accedere ai fondi dell’Unione Europea e le opportunità dischiuse dalla PAC 2014-2020 sono veri punti di forza. Le Autorità romene puntano anche sull’ammodernamento del sistema di irrigazione e visto che la Romania é il paese con il grado più basso di meccanizzazione dell’agricoltura in Europa, sicuramente le opportunità di investimento non mancheranno. Infine, ma non ultima, l’edilizia. La Romania continua a mostrare una delle crescite più significative del volume dei lavori edili dell’Unione Europea (+5,8%) mentre l’Italia al contrario purtroppo continua a registrare  difficoltà.

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