Turismo-Professioni: In 99 casi su 100 i cuochi di fast food sono considerati “merce rara”

In 99 casi su 100 i cuochi di fast food sono considerati “merce rara”. Unioncamere, in un rapporto, sottolinea che è uno di quei profili professionali che secondo le aziende tra luglio e settembre 2017 si farà più fatica a trovare sul mercato. Per il Centro Studi Turistici Thalia da noi sono almeno una cinquantina le figure professionali (non solo chef) richieste nei comparti ristorazione e ricettivo-alberghiero. In tutto sono circa 200mila le posizioni di lavoro considerate problematiche da coprire con candidati idonei, ovvero il 20,6% delle 969mila entrate previste dalle aziende nel periodo considerato. Eppure per effetto delle tante trasmissioni televisive specie tra i giovani lucani e del Sud è da qualche tempo sbocciato l’amore per i fornelli che coincide con la corsa alle iscrizioni agli Istituti Alberghieri e ad Accademie ed istituti nazionali.

Non a caso – dice Rossano Boscolo, fondatore del Campus Etoile Academy (Tuscania) e insignito qualche giorno fa a Rieti del prestigioso Premio Internazionale Chef Pic – la prima cosa che viene chiesto ai ragazzi che si rivolgono a noi, e che vogliamo escludere, è se siano ispirati dalla tv, dagli infiniti programmi dedicati alla cucina. Cerchiamo assieme ai docenti Etoile di tirar fuori le forti motivazioni, quelle che sosterranno un percorso in salita di almeno 3-4 anni, in cui la differenza la fa la passione, la convinzione di una scelta professionale che viene da dentro. Il distinguo è nel riservare al mercato personale altamente formato con un’attenzione ai dettagli sempre viva.

Dunque per affrontare un lavoro così difficile che di “romantico” ha solo gli aspetti spettacolari di trasmissioni tv, per lo chef, ci vuole solo la passione. E’  la passione – afferma – che rende possibile superare tutte le difficoltà e dà la possibilità di trasformarle in positività. Perché, questo è un lavoro difficile ma che offre anche tanti vantaggi che altri lavori non danno. Per esempio garantisce una paga di riguardo fin da subito, anche se si è molto giovani, a patto certo di saper fare il proprio mestiere ad alto livello. Di qui le caratteristiche fondamentali di chi vuole affrontare questo mestiere: carattere, disponibilità, affidabilità e socievolezza, adattamento al mestiere di squadra.

Sono soddisfatto –aggiunge Boscolo – che oggi le nuove generazioni possano fare cambiamenti di rotta. Il cibo costituisce l’interesse primario della popolazione. Le nuove leve sono informate e s’informano, arrivando al nocciolo della sostanza. L‘Expo ha generato un interesse equanime, perché la grande intuizione nel progettarlo è stata quella di legarlo al tema del cibo che riguardasse l’intero pianeta.

“Rossano Boscolo – si legge nelle motivazioni del premio –  non ha tenuto chiuso nel cassetto il suo sogno di dar vita a un Campus d’ispirazione internazionale votato alla formazione di giovani leve dell’alta cucina. Con il Campus Etoile Academy ha scelto di aprirsi alla formazione delle nuove generazioni di Chef e Pasticceri che hanno sviluppato capacità specifiche, anche tenendo conto degli stili di vita, dei comportamenti che evolvono e delle nuove esigenze che emergono nel panorama alimentare”. Il Premio Internazionale Chef Pic di Rieti, oltre a coronare una lunga serie di riconoscimenti e primati per l’Academy voluta da Boscolo in più di trent’anni di storia, sottolinea l’importanza di mantenere un dialogo aperto tra l’alta cucina e le eccellenze gastronomiche locali. E il “sogno” di Boscolo si sta avverando ed è il perfezionamento di studio dello chef, con il conseguimento di una laurea in scienze dell’alimentazione.

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