LA BASILICATA PIANGE IGNAZIO OLIVIERI

ASM

Quinto: profondamente addolorato. Con lui una collaborazione pionieristica

“Un professionista di fama mondiale e di doti umane straordinarie. Con la scomparsa di Ignazio Olivieri, la sanità perde una delle personalità più influenti degli ultimi decenni, scienziato di prim’ordine divenuto simbolo dell’eccellenza lucana nel mondo”. Queste le addolorate parole deI Direttore Generale della ASM Pietro Quinto alla notizia della scomparsa di Olivieri. “E’ vivido il ricordo della proficua ed intensa collaborazione che avviai con lui quando ero Direttore Generale della ASL 5 di Montalbano Jonico”, afferma. “Con Ignazio, valutammo fosse giunto il momento di istituire ambulatori di reumatologia, partendo dall’ospedale di Stigliano per allargare poi l’offerta a tutto il Metapontino, allo scopo di portare  quella specialità a standard di eccellenza. L’obiettivo prioritario era fidelizzare i pazienti nei trattamenti base, facendo leva poi sul San Carlo quale hub dell’alta specialità. L’altro fine, incrementare l’immigrazione sanitaria dalla Calabria. Fu la scelta giusta -ricorda il manager- poiché in breve tempo  Olivieri impresse una svolta permettendo alla reumatologia della Asl 5 di Montalbano di divenire un gettonato centro di riferimento per una vasta area geografica”. Legame, quello con lo scienziato lucano , che non si è mai interrotto. Al professor Olivieri, nominato direttore del Dipartimento interaziendale di reumatologia tra San Carlo e Asm, negli ultimi anni è stato affidato il compito di coordinare e far lavorare sinergicamente i reparti di reumatologia dei maggiori ospedali lucani. “Con Olivieri -aggiunge Quinto- abbiamo proseguito un lavoro meticoloso di crescita della reumatologia in Basilicata, tanto che nelle ultime settimane stavamo lavorando all’attivazione di una borsa di studio per una ricerca da realizzare nell’ospedale di Matera. Sono profondamente addolorato -conclude-. Di lui mi mancherà, come mancherà all’intera regione, il suo rigore professionale , l’inesauribile volontà di migliorare e di far crescere la qualità della sanità lucana, ed il grande senso di umanità . Virtù che solo i  grandi hanno. Ed Ignazio è stato un grande lucano dei nostri tempi”.

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