IRES CGIL: Verifica e tenuta sul sistema di accoglienza in Basilicata

I risultati della Commissione d’inchiesta  della Camera dei deputati elaborati da IRES CGIL

di Mariantonietta Maggio, Donato Di Sanzo, Giovanni Casaletto, per Ires-CGIL Basilicata

 

In un momento in cui l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati divide il mondo politico e l’opinione pubblica è opportuno fare il punto sulle presenze e sui numeri in Basilicata, sulle strutture che accolgono e sulle dinamiche correlate.

L’Italia sta sperimentando un arrivo di richiedenti asilo senza precedenti. Dal 1 gennaio al 6 luglio 2017 sono sbarcate, prevalentemente dalla Libia e attraverso il canale di Sicilia, 85.150 persone, 10.728 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mettendo a dura prova la tenuta del sistema di accoglienza italiano impostato sul cosiddetto “doppio binario”: da un lato il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (S.P.R.A.R.) del Ministero dell’Interno, che accoglie 23.502 persone in 633 progetti territoriali gestiti da enti locali in partnership con soggetti privati; dall’altro il sistema degli 8.190 centri di accoglienza straordinaria (CAS), affidati dalle prefetture alla gestione esclusiva di organizzazioni private di varia natura, in cui al momento sono accolti 157.066 richiedenti asilo. Anche la Basilicata sta offrendo il suo contributo all’accoglienza di chi arriva e viene dislocato nei diversi centri italiani o in S.P.R.A.R.

Proprio quest’ultimo rappresenta il primo oggetto dell’indagine condotta in Basilicata. Sul territorio regionale sono al momento attivi 17 progetti territoriali, di cui 6 per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati e 11 per la categoria Ordinari, che comprende uomini soli, donne sole, famiglie con minori e nuclei familiari mono-genitoriali. L’evidenza più significativa è quella relativa all’occupazione dei posti messi a disposizione dagli enti locali titolari e dai soggetti privati gestori dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela dei richiedenti asilo e rifugiati: ad una capienza di 535 persone, attualmente il sistema S.P.R.A.R. lucano ospita 438 beneficiari, con 97 posti liberi.

Considerate le esigenze di turn over all’interno delle strutture, la mancata occupazione di circa un quinto della capienza complessiva appare problematica.

Relativamente al secondo binario di accoglienza, in provincia di Matera sono attualmente accolti 657 richiedenti asilo a fronte dei 610 posti disponibili con un sovraffollamento di 47 persone; la situazione appare ancora più problematica in provincia di Potenza, dove sono attualmente presenti 140 persone in più rispetto ai 1444 posti messi a disposizione.

Dati che, per quanto marginali rispetto al contesto nazionale (se si pensa che la Basilicata contribuisce per l’1% sul totale delle accoglienze realizzate sul territorio nazionale, meno di regioni più piccole dal punto di vista demografico come il Molise che contribuisce per il 2%), suggeriscono un maggiore approfondimento della discussione intorno al sistema di accoglienza in Basilicata. Il territorio lucano attualmente accoglie circa 3.000 persone (2241 nei CAS, 438 nello S.P.R.A.R. e circa 250 nei progetti per minori stranieri non accompagnati finanziati attraverso il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione FAMI).

Se si considera la capienza media dei CAS lucani, frutto del rapporto fra il numero totale di ospiti (2.241) e il numero dei centri attualmente attivi (45), che si attesta intorno ai 45 beneficiari per struttura (non proprio una piccola concentrazione), la presenza di più persone rispetto ai posti messi a disposizione risulta ancora più problematica come si è visto nei casi sfociati in tensione. Inoltre resta il punto dei diritti e della qualità dell’accoglienza.

Per questo riteniamo si renda necessaria un’indagine qualitativa sui servizi offerti all’interno delle strutture lucane, sull’impiego e sull’utilizzo delle risorse pubbliche erogate per la gestione dei centri, sulle effettive condizioni di permanenza degli ospiti nei sistemi di accoglienza presenti in Basilicata. Soltanto il confronto tra indici empirici e le effettive condizioni in cui versano i richiedenti asilo e i rifugiati in territorio lucano può determinare che la Basilicata sia considerata un modello di accoglienza integrata, o, al contrario, un esempio di criticità strutturali e di sistema.


DISTRIBUZIONE E NUMERI DEI PROGETTI TERRITORIALI LUCANI NELLA RETE S.P.R.A.R.
PROVINCIA ENTE LOCALE TITOLARE TOTALE POSTI SPRAR POSTI OCCUPATI POSTI VUOTI CATEGORIA DI BENEFICIARI
Matera Comune di Gorgoglione 15 15 0 Minori Stranieri non accompagnati
Matera Comune di Grottole 21 20 1 Adulti -Ordinari
Matera Comune di Matera 58 58 0 Adulti – Ordinari
Matera Comune di Nova Siri 50 40 10 Adulti – Ordinari
Matera Comune di Salandra 10 10 0 Minori Stranieri non accompagnati
Potenza Comune di Castelsaraceno 24 19 5 Adulti – Ordinari
Potenza Comune di Fardella 30 26 4 Adulti – Ordinari
Potenza Comune di Latronico 30 29 1 Adulti – Ordinari
Potenza Comune di Muro Lucano 55 37 18 Adulti – Ordinari
Potenza Comune di Pietragalla 20 4 16 Adulti – Ordinari
Potenza Comune di Rionero in Vulture 10 0 10 Minori Stranieri non accompagnati
Potenza Comune di San Chirico Raparo 12 12 0 Minori Stranieri non accompagnati
Potenza Comune di San Fele 15 15 0 Minori Stranieri non accompagnati
Potenza Comune di San Serverino Lucano 30 20 10 Adulti – Ordinari
Potenza Comune di Senise 25 25 0 Adulti – Ordinari
Potenza Provincia di Potenza 10 10 0 Minori Stranieri non Accompagnati
Potenza Provincia di Potenza 120 98 22 Adulti – Ordinari
TOTALE 535 438 97
Elaborazione a cura di IRES Basilicata su dati della Camera dei Deputati aggiornati al 6 luglio 2017

Come si osserva, sul territorio regionale lucano sono al momento attivi 17 progetti territoriali, di cui 6 per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati e 11 per la categoria Ordinari, che comprende uomini soli, donne sole, famiglie con minori e nuclei familiari mono-genitoriali. L’evidenza più significativa è quella relativa all’occupazione dei posti messi a disposizione dagli enti locali titolari e dai soggetti privati gestori dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela dei richiedenti asilo e dei rifugiati: a fronte di una capienza che ammonta a 535 persone, attualmente il sistema S.P.R.A.R. lucano ospita 438 beneficiari, con il numero considerevole di 97 posti liberi. Considerate le esigenze di turn over all’interno delle strutture, fisiologiche in progetti che prevedono la permanenza standard per sei mesi (prorogabile fino a 12 mesi solo in casi eccezionali), la mancata occupazione di circa un quinto della capienza complessiva, tuttavia, appare problematica.

Il dato risulta ancora più significativo se si raffronta alla situazione relativa alle presenze nei centri di accoglienza straordinaria lucani. La tabella seguente mostra i numeri delle accoglienze all’interno dei CAS in Basilicata:

PRESENZE NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA SUL TERRITORIO LUCANO

PROVINCIA NUMERO STRUTTURE CAPIENZA COMPLESSIVA PER PROVINCIA PRESENZE COMPLESSIVE PER PROVINCIA DISPONIBILITA’ RESIDUA
Matera 14 610 657 -47
Potenza 31 1444 1584 -140
TOTALE BASILICATA 45 2054 2241 0
Elaborazione a cura di IRES Basilicata su dati della Camera dei Deputati aggiornati al 4 luglio 2017

Lo schema mostra numeri degni di notevole attenzione soprattutto relativamente al rapporto tra posti messi a disposizione dai privati attraverso la partecipazione a procedure prefettizie di assegnazione delle risorse economiche necessarie e le effettive presenze nelle strutture. In provincia di Matera sono attualmente accolti 657 richiedenti asilo a fronte dei 610 posti disponibili con un sovraffollamento di 47 persone; la situazione appare ancora più problematica in provincia di Potenza, dove sono attualmente presenti 140 persone in più rispetto ai 1444 posti messi a disposizione.

Un quadro simile dovrebbe richiedere un maggiore approfondimento della discussione intorno alla effettiva tenuta del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati in Basilicata, della qualità dell’accoglienza. Il territorio lucano attualmente accoglie circa 3.000 persone (2241 nei CAS, 438 nello S.P.R.A.R. e circa 250 nei progetti per minori stranieri non accompagnati finanziati attraverso il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione FAMI). In termini percentuali, la Basilicata contribuisce per l’1% sul totale delle accoglienze realizzate sul territorio nazionale, in misura minore, dunque, anche rispetto a regioni più piccole dal punto di vista demografico (il Molise contribuisce per il 2%). Nonostante ciò permangono delle forti criticità. Su tutte, la più significativa e potenzialmente allarmante è proprio quella relativa al sovraffollamento nei centri di accoglienza straordinari a cui fa fronte una sotto-occupazione delle strutture S.P.R.A.R.. Se si considera la capienza media dei CAS lucani, frutto del rapporto fra il numero totale di ospiti (2.241) e il numero dei centri attualmente attivi (45), che si attesta intorno ai 45 beneficiari per struttura (non proprio una piccola concentrazione), la presenza di più persone rispetto ai posti messi a disposizione risulta ancora più problematica. In centri a medio-grande concentrazione, infatti, dinamiche di sovraffollamento potrebbero portare alla riproposizione di tensioni, oltre che ad abbassare gli standard qualitativi dell’accoglienza, con conseguente potenziale lesione dei diritti degli accolti.

Alla luce di ciò, si rende necessaria un’indagine qualitativa sui servizi offerti all’interno delle strutture lucane, sull’impiego e sull’utilizzo delle risorse pubbliche erogate per la gestione dei centri, sulle effettive condizioni di permanenza degli ospiti nei sistemi di accoglienza presenti in Basilicata. Soltanto il confronto tra indici empirici e le effettive condizioni in cui versano i richiedenti asilo e i rifugiati in territorio lucano può determinare che la Basilicata sia considerata un modello di accoglienza integrata, o, al contrario, un esempio di criticità strutturali e di sistema.

 


Potenza, 14/07/2017

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