Estate 2017: SOLE, ISTRUZIONI PER L’USO

Con l’inizio dell’estate l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro informa su come esporsi al sole riducendo i rischi e fa il punto sui progressi della ricerca sul melanoma

L’eccessiva esposizione al sole rappresenta il primo fattore di rischio per il melanoma cutaneo, uno dei principali tumori che insorgono in giovane età: in Italia è il terzo tumore più frequente sotto i 50 anni, sia per gli uomini sia per le donne*. Con l’inizio dell’estate l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro informa su come esporsi al sole riducendo i rischi e contestualmente presenta i più recenti progressi raggiunti dalla ricerca per la cura del melanoma.

Si stima che nel 2016 in Italia 13.800 persone – 7.200 uomini e 6.600 donne – abbiano ricevuto una diagnosi di melanoma della cute, che rappresenta da solo il 3% di tutti i tumori. Il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo è elevato sia negli uomini (se ne ammala 1 su 66) sia nelle donne (1 su 84). Purtroppo questi numeri sono in costante aumento: l’incidenza cresce ogni anno del 3,1% nella popolazione maschile e del 2,6% in quella femminile*. La buona notizia è che la sopravvivenza a 5 anni per i melanomi cutanei in Italia è pari all’85,4%*, ma molto dipende dallo stadio del tumore alla diagnosi: la diagnosi precoce è fondamentale.

Con l’inizio dell’estate AIRC ricorda i progressi della ricerca per la cura del melanoma, che negli ultimi anni sta modificando drasticamente il trattamento di questa patologia, grazie alla recente introduzione dell’immunoterapia e ai protocolli combinati con gli altri approcci terapeutici.

Per Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico di AIRC, “L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro sta dando un importante contributo a questi grandi progressi: nel solo 2017 ha destinato quasi 2,7 milioni di euro per 35 progetti nell’ambito del melanoma. Proprio partendo dai successi clinici dell’immunoterapia in questo campo, questo approccio si sta sempre più integrando nel percorso di cura del paziente oncologico, in aggiunta a chirurgia, radioterapia e chemioterapia”. Oltre che sull’immunoterapia, i ricercatori AIRC stanno concentrando i loro studi sull’identificazione di biomarcatori prognostici per questo tumore, sui meccanismi di progressione tumorale e di resistenza alle terapie, sulla caratterizzazione di nuovi potenziali farmaci inibitori del melanoma.

L’esposizione a raggi UV raddoppia il rischio di sviluppare un melanoma rispetto a chi non si espone, percentuale che aumenta negli individui a fototipo chiaro*. La prevenzione riveste quindi un ruolo cruciale, sottolineato anche dal Codice europeo contro il cancro, che dedica a questo tema una delle 12 raccomandazioni per ridurre il rischio di tumore: evitare lunghe esposizioni al sole, con particolare attenzione ai bambini; usare le protezioni solari; non utilizzare lampade abbronzanti.

L’Associazione ha messo a punto una serie di materiali di comunicazione per dare al pubblico tutte le indicazioni utili per fare prevenzione, incentivare la diagnosi precoce e sfatare alcuni falsi miti sull’argomento: attraverso le riviste Fondamentale e ABC, che entrano nelle case di oltre un milione di famiglie italiane; con le newsletter e le comunicazioni postali destinate a centinaia di migliaia di sostenitori; sui social media e sul sito web airc.it, uno straordinario strumento di divulgazione che solo nel 2016 ha ricevuto oltre 8,7 milioni di visitatori e che dedica al sole la sezione www.airc.it/prevenzione-tumore/sole/senza-rischi/.

Per sensibilizzare soprattutto i più giovani, AIRC ha inoltre coinvolto la YouTuber AliLuvi, che in questo video dà una serie di consigli per un’abbronzatura perfetta e al contempo più sicura: https://www.youtube.com/watch?v=m7lIk2ODrGo

*Fonte dei dati: AIOM e AIRTUM, I numeri del cancro in Italia 2016

 

Milano, 20 giugno 2017 | AIRC_Melanoma_estate_2017

AIRC: Dal 1965 con coraggio, contro il cancro

Da oltre cinquant’anni l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro sostiene progetti scientifici innovativi grazie a una raccolta fondi trasparente e costante, diffonde l’informazione scientifica, promuove la cultura della prevenzione nelle case, nelle piazze e nelle scuole. Oggi conta su 4 milioni e mezzo di sostenitori, 20mila volontari e 17 comitati regionali che garantiscono a circa 5.000 ricercatori – 63% donne e 52% ‘under 40’ – le risorse necessarie per portare nel più breve tempo possibile i risultati dal laboratorio al paziente. Dalla fondazione a oggi AIRC ha distribuito oltre 1 miliardo e duecento milioni di euro per il finanziamento della ricerca oncologica (dati attualizzati e aggiornati al 1 gennaio 2017). Informazioni e approfondimenti su airc.it

Per informazioni e donazioni: airc.it oppure numero verde 800 350 350

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