PISTICCI: CHIESA S.ROCCO – ANALISI PREOCCUPANTI – SARANNO RIPETUTE NEI PROSSIMI GIORNI

PISTICCI. Chiesa di S.Rocco senza pace. Sarà ripetuta nei prossimi giorni – a partire da giovedì’ 22 giugno – la campagna analitica di indagine nel tempio del santo patrono della città,  i cui  recenti non incoraggianti risultati sono state  appena rese noti ed  hanno indotto la Curia materana ad intervenire. Il Direttore dell’Ufficio Tecnico Diocesano, don Michele Leone, che ci ha informato dei nuovi saggi che saranno eseguiti: “Per avere una maggiore certezza  su quello che è venuto fuori dai primi risultati” – ha spegato.  Lo stesso, ha  inviato una missiva  ad Acquedotto Lucano, Arpab di Potenza e Matera, Regione Basilicata,  Provincia di Matera, Asm  e Comune di Pisticci, esprimendo le preoccupazioni della Curia ed informando dettagliatamente dell’esito delle analisi appena resi noti, invitando nel contempo, ciascuno per la propria competenza, a mettere in atto tutti gli adempimenti previsti dalla normativa in materia. Don Leone parte dalla premessa che sono state effettuate in via preliminare indagini geologiche e geotecniche relative al progetto di consolidamento del  tempio, chiuso a culto e pubblico dal dicembre 2012, per  gravi lesioni strutturali. Da tali indagini è emersa la presenza di falda acquifera sotto il tempio, la cui superficie piezometrica è posta a circa m.16 dal piano di calpestio. Condizione tale che, secondo la relazione tecnica a firma del DD.LL. il geologo Mimmo Laviola, ( inviata a tutti gli enti in indirizzo), “determina riduzione della resistenza meccanica del terreno”. Ma quel che è più grave, dalle analisi chimiche, fisiche e microbiologiche delle acque di falda, rilevate attraverso la presenza di 2 piezometri  all’interno del tempio, è emerso che tutti i campioni di acqua prelevati, presentano valori molto simili tra loro con presenza di nitriti e ammoniaca oltre ad una notevole elevata contaminazione della Conta Batterica Totale, da cui è stata desunta la conclusione che l’acqua sottoposta ad analisi proviene da perdite fognarie. Risultato inequivocabile, quindi, che, secondo Laviola, esclude un movimento franoso in atto . Tutto ciò in definitiva, lo porta ad affermare “che il dissesto strutturale della Chiesa di S.Rocco, è dovuto a cedimenti differenziali del terreno per via dell’azione delle acque sotterranee, interessando in maggiore misura il lato destro della chiesa“.Da qui le preoccupazioni della Curia vescovile di Matera che,  ha disposto nuove indagini, nei prossimi giorni,  e gli inviti ai vari enti ad intervenire in modo concreto e sollecito.

MICHELE SELVAGGI  

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