CGIL Basilicata: SUBITO UN FONDO DI TRANSIZIONE PER LA VAL D’AGRI

Quello che è accaduto in Val d’Agri nella gestione dell’attività estrattiva non può essere affrontato con l’approccio che ha caratterizzato questi ultimi anni, nell’alternanza di rassicurazioni e allarmismi e sotto il costante ricatto di una economia regionale dipendente da tali risorse, o meglio dalle sue royalties.

Questo è il tempo di aprire “ un punto zero”. Un punto zero che parta da un esame capillare del livello di compromissione del territorio e da una contestuale verifica sull’attuale livello di sicurezza dell’impiantistica utilizzata dall’Eni, che non attiene ai soli sottofondi dei serbatoi. C’è, infatti, un problema ancor più rilevante che riguarda la modalità con la quale sono fissati al suolo gli stessi serbatoi, direttamente sul terreno.

Queste sono le condizioni minime da assumere  se si vuole continuare a svolgere in sicurezza l’attività estrattiva, rafforzando al contempo quella attività di tutela e monitoraggio che è la condizione essenziale per lo svolgimento di qualsiasi attività produttiva.

A ciò considero necessario aggiungere, come già evidenziato in altre occasioni, che è necessario aprire con urgenza un tavolo nazionale con il Governo e le parti sociali, affinché si affronti sia la questione che attiene al presente – e cioè del come si può fare attività estrattiva in sicurezza – ma soprattutto allo scopo di delineare i tempi e le risorse per uscire dal combustibile fossile salvaguardando, naturalmente, i livelli occupazionali.

E lo si può fare partendo dall’assumere oggi la questione della transizione energetica secondo le linee tracciate dall’Unione Europea, istituendo un fondo di transizione strutturale che permetta di accompagnare la riconversione e il mantenimento dei posti di lavoro. Un fondo che, oltre ad essere finanziato con risorse dell’Unione Europea e del governo nazionale, sia alimentato con i fondi delle royalties regionali e comunali per un grande investimento pluriennale. Una grande sfida che punta alla sostenibilità e alla capacità di saper cogliere le trasformazioni in atto, tracciandone già da adesso loro traiettoria. Diversamente, assisteremo a un progressivo peggioramento delle condizioni ambientali e di sviluppo, con il rischio che la Val D’agri diventi un sito da bonificare, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.

 

Potenza, 1/6/2017

Angelo Summa

Segretario generale Cgil Basilicata

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