TRIBU’ LUCANE: E’ RIPARTITA STAGIONE 2017

Da San Marco di Teggiano (Salerno) è ripartita ieri l’avventura dello spettacolo “made in Basilicata”  e subito ecco nuove idee per una bella stagione all’insegna della musica autentica popolare lucana. Graziano Accinni & Tribù Lucane hanno entusiasmato il pubblico con il progetto sempre più attuale e di forte appeal di unione e condivisione della cultura popolare lucana proveniente da tutti i territori della Regione.  Accinni  guida una collaudata band  di strumentisti, musicisti e artisti lucani (Pietro Cirillo, Luciano Zasa, Giuseppe Forastiero) e non (Filippo Scilleri, Luigi Gaetani, Silvio De Filippo, Giuseppe De Lio) con l’intenzione di mettere in risalto le varie problematiche sociali, lavorative e culturali oltre alle tematiche per la salvaguardia della storia e dell’identità dei territori, principale ricchezza delle regioni del Sud.

Nella sostanza Tribù Lucane è un progetto live che ha già prodotto due brani, il cui primo assaggio è “Gatta mammona” di Antonio Infantino-Moscati. La ricerca del gruppo si orienta su brani della provincia di Matera e di Potenza con tutte le influenze delle contaminazioni culturali che i territori hanno avuto nel corso dei secoli.  Nei concerti come quello di San Marco di Teggiano si possono così ascoltare brani arcaici e pieni di ritmo come quelli tricaricesi che sin dai primi anni 70, innanzitutto con i Tarantolati e Antonio Infantino, hanno fatto conoscere all’Italia intera e al resto dell’Europa le antiche melodie del paese arabo-normanno. Sempre dai territori lucani troviamo brani che provengono dall’alta e bassa Valle dell’Agri con la tradizione dell’arpa popolare viggianese che da metà 800 fino agli inizi del 900 hanno fatto conoscere, attraverso i musicanti girovaghi, tutta la musica che si suonava in Lucania con itinerari che andavano dall’Italia all’Europa fino alle lontane Americhe e Australia. Il repertorio include ancora brani di estrazione agro-pastorale, devozionale e pagana con tutta la saggezza e la cultura di un popolo che nella sua centrale posizione geografica ha attinto tantissimo da tutte le culture che lo hanno dominato.

Accinni ogni volta che suona in piazza con il gruppo si conferma un vero virtuoso della chitarra e un grande conoscitore della tradizione musicale lucana. Il suo curriculum  (è stato a lungo “l’anima” del sound di Mango), unito a un legame embrionale con la tradizione folk della sua terra, lo rende oggi un innovatore  ripropositore di canti arcaici del sud che confluiscono, tramite accenti più moderni e rock, in un distillato creativo di potenza notevole.  L’obiettivo ambizioso da raggiungere: salvaguardare l’ immenso patrimonio che solo in Basilicata con il grande aiuto della spedizione De Martiniana può vantare migliaia e migliaia di scrigni privati e pubblici zeppi di cultura e identità.

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