Chef a casa propria ma…non si rinuncia al ristorante dai veri chef

Sempre più appassionati di cucina (come non resistere ai tanti programmi  in tv di chef e ricette), in crescita l’acquisto di libri e giornali specializzati per soddisfare le curiosità, più ore ai fornelli di casa, ma al ristorante dai “veri” chef  non si rinuncia. E’ la tendenza racchiusa nei risultati di una ricerca Doxa sintetizzabile:  il 60% degli Italiani ama cucinare, ma per il 36% stare ai fornelli tutti i giorni è un peso e il il 35% ha addirittura dichiarato che desidererebbe avere qualcuno che cucini al posto suo.

Quante volte si mangia fuori

Secondo la ricerca, si esce a mangiare in media 5 volte al meseNel dettaglio, 8 italiani su 10 mangiano fuori casa almeno 1 volta al mese e di questi otto il 57% esce almeno una volta alla settimana. Nel caso dei più giovani, dai 18-34 anni, le uscite mensili salgono a sei, e per il 44% degli under 24 sono in aumento rispetto allo scorso anno. Anche se la maggior parte degli intervistati esce il venerdì e il sabato sera (82%), l’analisi mostra che la domenica batte il mercoledì (30% vs 24%) ma il mercoledì riscuote più successo nella fascia giovane del campione (18-34), che esce a metà settimana per spezzare la routine.

Il menù più gettonato e il budget

A tavola, gli Italiani restano fedeli alla tradizione: i piatti più gettonati per una cena fuori casa sono infatti la pizza, scelta dal 77% degli intervistati, seguita dalle pietanze della cucina mediterranea (65%) e dalle prelibatezze delle  trattorie con cucina casalinga (55%). La cucina etnica, indicata dal 33% delle persone coinvolte, è preferita soprattutto nelle regioni del Nord Italia (Piemonte, Liguria e Lombardia).  Al Sud si preferiscono hamburgherie, locali di street food e da aperitivo. In merito al budget, invece, la spesa media si aggira intorno ai 21 euro: nel dettaglio, per una pizza si spendono 16€, per la cucina mediterranea almeno 30€, per la trattoria scendiamo a 20€ e infine per l’etnico a circa 23€.

Le motivazioni

Non sempre la golosità è il motivo che spinge gli Italiani a concedersi una cena al ristorante. La maggior parte delle persone che ha partecipato al sondaggio (66%) ha infatti dichiarato di mangiare fuori casa  “per stare in compagnia e rilassarsi senza dover cucinare”. Nel 42%  dei casi, invece, conta “sentirsi bene, staccare la spina, cambiare aria e spezzare la routine”. Solo il 41% ha dichiarato di  “voler mangiare cose buone che non si possono o non vogliono cucinare a casa”. La qualità del cibo (77%) resta tuttavia il criterio principale secondo il quale scegliere un posto piuttosto che un altro. Altri fattori sono il prezzo (73%) la pulizia del locale (62%), la posizione (56%), lo staff (53%) l’atmosfera che si respira (53%) e infine il consiglio di amici e parenti (51%). Quest’ultimo aspetto risulta più importante per gli under 35, che lo posizionano al quinto posto in classifica tra i criteri di scelta di un ristorante. Man mano che passano gli anni invece, si privilegia l’atmosfera del locale e la cortesia dello staff.

Il ruolo del web

Il 69% degli intervistati dichiara di condividere con gli altri l’esperienza fatta al ristorante tramite il passaparola o i social media; in particolare il 63% racconta l’esperienza se positiva, e il 43% se è stata negativa. Tra i 18 e i 24 anni addirittura l’80% è propenso a condividere la propria opinione. Fra coloro che raccontano la propria esperienza, il 62% preferisce parlarne a voce, mentre il 49% utilizza le piattaforme dedicate al mondo food per lasciare una recensione e raggiugere un pubblico ampio. Il 29%  utilizza Facebook, Twitter, Whatsapp. Chi sceglie di lasciare una testimonianza negativa sul web, lo fa soprattutto per avvisare i futuri clienti, creando un circolo virtuoso tra utenti (83%). Solo un 15% lo fa solo per sfogarsi dell’esperienza poco piacevole. Le recensioni online sono valutate in maniera positiva da gran parte degli intervistati: il 68% si fida delle recensioni e il 91% di chi esce a mangiare ritiene che sia importante controllarle per la scelta. La maggior parte degli intervistati però (58%) ritiene che vadano verificate personalmente: ciò che può essere buono per gli altri non lo è per noi e viceversa. In 6 casi su 10 prevale l’idea di leggerle con spirito critico, in attesa di farsi una propria idea sul locale.

Commento

Per Antonio e Alfonso ristoratori di Black Pepper Potenza i risultati dell’indagine sono “scontati”, piuttosto sono l’ulteriore stimolo ad adeguare l’offerta di pranzo cosiddetto veloce ma gustoso per impiegati, lavoratori, studenti e la grigliata di carne per le serate conviviali. Gli utenti – dicono – sono sempre più informati, esigenti ed attenti a menù ed ingredienti. Per noi la ricetta è innovare con fantasia e creatività senza rinunciare alla tradizione e soprattutto garantendo prodotti a km zero o comunque locali. E infine dare maggiore peso ai social non solo  come strumento di comunicazione ma anche di servizio (prenotazioni) e di conoscenza di gusti, richieste, sollecitazioni e proposte.  

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