UIL BASILICATA su presidio a Temparossa

Le segreterie regionali della UIL, della UILTEC, della UILM e della FENEAL-UIL di Basilicata hanno tenuto oggi un presidio nei pressi del C.O. di Temparossa per denunciare le tante anomalie presenti nel cantiere che stridono fortemente con il senso vero che il sito industriale dovrebbe rappresentare.

Nel corso dell’incontro avuto con i lavoratori delle aziende operanti nel sito di Corleto Perticara per il completamento della struttura, sono emerse forti le difficoltà che i tanti lavoratori interessati alle attività stanno vivendo in maniera molto preoccupante, partendo da incomprensibili ritardi nei pagamenti dei salari per arrivare all’utilizzo di dipendenti che cambiano con frequenza settimanale, sino all’utilizzo estremamente limitato di lavoratori lucani.

Tale condizione non è più ammissibile – dichiarano i dirigenti della UIL – in quanto stiamo parlando di un sito di interesse strategico non solo per la regione ma per l’intero Paese.  Il paradosso risiede proprio in tale situazione e, cioè, che si possa permettere a società importanti di mettere in piedi un sistema  che, invece, di produrre certezze e stabilità, mette i lavoratori in una condizione di difficoltà e preoccupante precarietà, sia economica che occupazionale”.

Pur comprendendo le difficoltà delle società committenti di stare dietro al vortice impressionante di continui cambi di sub-appaltatori e lavoratori, la UIL chiede che si ponga la giusta attenzione a ciò che accade nel cantiere e che gli enti preposti ai controlli si attivino, tempestivamente, per prendere i provvedimenti dovuti per garantire anche i diritti più elementari per le migliaia di lavoratori che sono interessati alle attività. Anche la Regione Basilicata, che fino ad oggi, è stata completamente assente ed estranea alla vicenda, si attivi con immediatezza per convocare un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati partendo dalla Tecnimont S.p.A. e KT – Kinetics Technology S.p.A per arrivare alla TOTAL.

Occorre tener presente inoltre lo sviluppo più complessivo dell’asse appulo-lucano, quello cioè che dall’estrazione del greggio in Val D’Agri e in futuro nel Sauro arriva a Taranto. La Uil esprime parere favorevole circa la realizzazione del progetto petrolifero a Taranto e vuol essere protagonista in questo percorso senza che si perda troppo tempo. Questo vuol dire per Tempa Rossa, riprendere lo sviluppo della logistica del porto, e poi, non solo dichiarare che si mantiene la raffineria Eni, ma investire per renderla più efficiente, per scongiurare un impiego massiccio di autobotti. In generale riteniamo che non vadano fatte solo scelte di volumi produttivi, ma che bisogna guardare anche alla capacità di introdurre elementi di innovazione nella produzione, ed in particolare nella alimentazione a gas rispetto agli interventi legati all’ambiente.

Il segretario regionale lucano della Uil Carmine Vaccaro ha affermato che il rapporto lavoro-ambiente-comunità in tutto il mondo è sempre stato inclinato; spetta alla capacità e alla qualità di governo delle classi dirigenti e politiche ristabilire l’equilibrio corretto recuperando anni perduti. Come spetta alla Regione riscrivere le regole, in attuazione dell’accordo del 1998, chiamando il Governo alle proprie responsabilità. Non possiamo essere neutrali tra i diversi contendenti ma dobbiamo fornire un nostro punto di vista su quelli che sono gli elementi importanti, perché l’occupazione non si difende solo ampliando i volumi produttivi, ma anche difendendo nel tempo una capacità produttiva che deve integrarsi con il territorio. Questo comporterà poi anche una gestione del rapporto tra addetti ed indotto che sia la più unitaria possibile.  Lo sforzo che chiediamo a Total ed Eni inoltre è di non guardare solo al profitto.

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